L'allenamento è una pratica perfettamente organizzata e ciclicizzata nel tempo che ha come scopi fondamentali l'incremento della capacità funzionale e l'efficienza dell'atleta attraverso il potenziamento di doti naturali, l'ottimizzazione delle funzioni psicofisiche e la realizzazione di una maggiore economia del lavoro muscolare.
Il corpo umano rappresenta una splendida macchina estremamente versatile in grado di effettuare grandissime moli di lavoro nell'arco di una vita, ma di erogare potenze elevate solo per un brevissimo tempo.
Si tratta di una macchina in grado di migliorare o peggiorare le prestazioni a seconda della mole degli stimoli ad essa forniti.
Volendo utilizzare una sola e semplice parola, diciamo che il corpo umano è in grado di "adattarsi".
I meccanismi alla base degli effetti dell'allenamento sono stati e sono tuttora discussi in ambito medico-sportivo ed in generale si basano sulla teoria della supercompensazione, secondo la quale un carico di lavoro crea una variazione dell'omeostasi generale e specifica dei vari organi e funzioni (utilizzo di substrati energetici, modificazioni neuroumorali ed ormonali, ecc) alla quale segue una reazione compensatoria tesa ad annullare lo squilibrio prodotto.
Nel 1976 Selye pubblicò "The stress of life" in cui propose la teoria della General Adaptation Syndrome; una sindrome di adattamento generale (quindi a carico di tutto il corpo), un insieme di modificazioni estremamente complesse, grazie alle quali l'organismo si prepara ad affrontare un evento stressante di maggiore entità.
Quindi la chiave di lettura di un qualsiasi allenamento, che sia aerobico o di potenza deve essere la ricerca di un adattamento positivo a livello metabolico, muscolare e cardiovascolare che ci permetta di migliorare ed ottimizzare la performance.
Non dobbiamo mai commettere l'errore, talvolta insito in ognuno di noi, di valutare separatamente i tre sistemi, quasi come se il corpo umano lavorasse a compartimenti stagni.
Gli effetti dell'allenamento si avvertono indistintamente sui tre compartimenti, metabolico-enzimatico, muscolare e cardiovascolare, con implicazioni differenti a seconda della tipologia dell'allenamento.
L'allenamento svolto sistematicamente induce quindi l'apparato cardiocircolatorio ad adattarsi ad un superlavoro attraverso lo sviluppo di modificazioni morfologiche e funzionali, stabili nel tempo, dipendenti dal tipo, dall'intensità e dalla durata dell'esercizio e dalle caratteristiche fisiologiche di base del soggetto, nonché dall'epoca di inizio dell'attività fisica.
L'allenamento di resistenza (endurance, spinning, maratona, ciclismo) è quello che induce gli adattamenti morfologici e funzionali più rilevanti a livello metabolico, cardiaco e vascolare. Si assiste infatti a:
· lieve riduzione della frequenza cardiaca a riposo ed in corso di esercizio fisico;
· aumento volumetrico del cuore (ipertrofia compensatoria dell'atleta) totalmente reversibile;
· aumento del calibro dei grossi vasi arteriosi e venosi
· aumento della riserva vascolare
· aumento della massima potenza aerobica in relazione al miglior utilizzo della via metabolica ossidativi
· aumento della vascolarizzazione polmonare
· significativo aumento della capacità ossidativa del muscolo scheletrico (aumento del numero di mitocondri e degli enzimi ossidativi fino al doppio rispetto al numero normale)
· aumento della percentuale delle fibre rosse (a metabolismo ossidativo), già prevalenti rispetto alle bianch , dovuto a trasformazione delle fibre intermedie
· incremento della quantità di mioglobina, del numero e del volume dei mitocondri e degli enzimi respiratori mitocondriali
Gli sport di potenza sono caratterizzati da metodologie di allenamento molto differenti rispetto a quelle utilizzate per lo sviluppo della resistenza. In questo tipo di attività il cuore è chiamato ad effettuare per tempi brevi un lavoro di pressione.
· Gli adattamenti cardiaci, fino a qualche anno fa ignorati, sono a carico prevalentemente del cuore sinistro con una ipertrofia concentrica.
· Di carattere modesto sono invece gli adattamenti a livello vascolare ed enzimatico.
· A livello muscolare si assiste ad un moderato aumento del numero delle fibre bianche.
Una attenta analisi dei complessi processi di adattamento organico allo stress indotto dall'esercizio fisico, deve indirizzare verso la scelta oculata del tipo di esercizio, della durata, delle caratteristiche di esecuzione, in modo da fornire all'atleta il corretto supporto ed la garanzia di un miglioramento della performance.
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