Dimagrimento localizzato: realtà o illusione
Dott. Marco Neri
Preparatore atletico, consulente sportivo e collaboratore in Centri Ricerca per aziende di integrazione e attrezzature. Laureato in scienze alimentari, è docente in corsi di aggiornamento e formazione professionale. Socio fondatore AIFeM, fa parte del comitato scientifico FIF e dell'equipe medico-scientifica Ducati Corse.
Antonio Paoli
Interno di Fisiologia, Università di Padova
Da sempre uno dei maggiori desideri dell'uomo moderno, assillato da lavori sedentari e alimentazioni ipercaloriche, è quello del dimagrimento, soprattutto nei punti dove il pannicolo adiposo porta a rovinare drasticamente la linea, allontanandoci dai modelli che ci vengono costantemente proposti. La risposta primaria è come al solito rappresentata dall'intraprendere un regime dietetico equilibrato e leggermente ipocalorico, abbinato allo svolgimento di un corretto programma d'allenamento aerobico, sia esso a corpo libero che con le macchine. E' proprio in questo settore che due ricercatori del comitato scientifico FIF hanno voluto constatare l'efficacia delle metodiche allenanti usate in molte palestre.
Come al solito le ricerche partono dall'osservazione pratica della realtà per poi dimostrare e capire il perché del verificarsi di un determinato fenomeno. Nel caso del dimagrimento ad azione preferenziale su zone specifiche, sapevano già che risultati pratici erano ottenibili, infatti in molte palestre la metodica viene applicata
con successo da diversi anni. D'altra parte c'erano dichiarazioni di studiosi scettici sul fatto che il nostro corpo potesse essere guidato ad utilizzare in modo specifico alcune riserve di acidi grassi piuttosto che altre.
Si è quindi deciso di avviare uno studio in collaborazione con l'Istituto di Fisiologia di Padova, per cercare di verificare fino a che punto la pratica di palestra superasse le considerazioni teoriche a cui ancora molti ancora oggi sono ancorati. Sono stati quindi approntati due gruppi di soggetti, il primo di studio ed il secondo di controllo.
I gruppi eterogenei di uomini e donne - con eta' compresa dai 17 ai 30 anni - sono stati scelti in due differenti palestre, fra frequentatori che non troppo principianti o troppo avanzati: persone che si allenavano dagli 8 mesi ai due anni.Integrazione
Nel particolare i gruppi erano così composti: gruppo controllo         gruppo studio maschi femmine        maschi femmine
    15          13                   16         14 Il gruppo di studio ha svolto per 6 settimane un allenamento a circuito aerobico dove venivano stimolati a rotazione i gruppi muscolari da controllare, dove si pensava si potesse determinare il dimagrimento. In pratica le persone si alternavano 3/5 minuti su di una stazione a bassa intensità (tipo step o cyclette) per passare subito a fare una serie per ogni distretto muscolare interessato. Si riprendeva quindi con un'altra stazione aerobica e poi con
altri esercizi funzionali a quei settori muscolari. Il gruppo di controllo ha invece svolto un programma di aerobica con l'ausilio delle macchine, abbinato ad una breve stimolazione con metodica tradizionale con i carichi, secondo la logica che entrambi i gruppi svolgessero un'analoga mole di lavoro aerobico e che andassero comunque ad allenare i medesimi gruppi muscolari. Al fine di concentrarsi solo sulla efficacia del metodo e non su altre variabili, ad entrambi i gruppi è stato inoltre richiesto di continuare ad alimentarsi in modo normale.
Per verificare il dimagrimento sono state rilevate le pliche cutanee sia all'inizio che a fine delle 6 settimane. Le pliche sono state prese nelle seguenti zone: tricipite-sottoscapolare-lombare-pettorale-ombelicare-iliaca-gionocchio-quadricipitale.
I settori muscolari inseriti nell'allenamento a circuito del gruppo di studio erano i seguenti:
addominali-obliqui-tricipiti. Il risultato è stato molto evidente: in pratica entrambi i gruppi sono dimagriti (segno dell'evidente attività lipolitica del lavoro aerobico), ma il gruppo di studio ha ottenuto un'eccellente diminuzione delle pliche cutanee soprattutto sulle zone prese di mira dal circuito. Da notare come il gruppo di studio femminile abbia ottenuto una notevole diminuzione anche sulla coscia. Questa riduzione è molto probabilmente dovuta all'azione drenante data dal lavoro a circuito, che ha portato a mobilizzare maggiormente i liquidi tipicamente presenti in questa zona, soprattutto nella donna. stepIl lavoro è stato presentato al Congresso Nazionale di Fisiologia del 1993 ed è stato accettato e pubblicato nel 1994 dall' European Journal of fisiology.
Le motivazioni del funzionamento del metodo possono essere molte, ma le due più significative sono un leggero aumento di temperatura nelle zone interessate e soprattutto la differenza indotta dalla vasodilatazione muscolare e la vasocostrizione cutanea: in queste zone si ha infatti una maggiore azione delle catecolamine, che con la loro azione locale potrebbero così favorire l'utilizzo degli acidi grassi. Questa ipotesi è stata avvalorata anche dal Prof. Atko Viru, endocrinologo di fama mondiale, durante l'ultimo congresso medico promosso dalla FIF a Numana, nel mese di giugno.
Ancora una volta siamo convinti che l'unione dell'esperienza pratica e della conoscenza scientifica possa aprire nuove strade all'evoluzione del fitness e del body building.
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