Gli aminoacidi ramificati sono composti da Isoleucina Leucina Valina, tre aminoacidi che compongono circa il 60% del muscolo scheletrico umano. Le prime sperimentazioni sull'uso di questi aminoacidi risalgono agli anni ‘50, ma solo all'inizio degli anni ‘80 se ne sono intuite le grandi potenzialità per il mondo sportivo.
Al contrario di quello che si crede,i primi ad usare aminoacidi amificati furono proprio atleti legati a sport di resistenza (quindi di tipo aerobico).
In pratica ci si era accorti che le prestazioni di lunga durata andavano a ledere le strutture proteiche muscolari per creare nuova energia (glicogeno).
Questo meccanismo fisiologico comporta una diminuzione della "cilindrata del motore" e si arriva alla fine della prestazione con meno muscoli di quelli posseduti al momento della partenza. Fornendo durante la prestazione questi aminoacidi con funzione glucogenetica si può quindi limitare la demolizione muscolare.
Analoghe osservazioni sono state fatte nell'effettuazione di carichi aminoacidici prima di una prestazione, con il fine di ottimizzare le riserve energetiche.
Anche questa pratica dà ottimi risultati, ma non appare molto più conveniente di una
buona assunzione di carboidrati complessi; al limite,in previsione di prestazioni
particolarmente impegnative, si può ipotizzare un'assunzione contemporanea di
carboidrati e aminoacidi.
"Ė importante assumere l'integrazione sia prima che dopo un allenamento: prima
ha infatti una funzione anticatabolica, dopo ha una funzione energetica e
ricostruttiva muscolare."
Un grosso capitolo andrebbe aperto sulla qualità degli
aminoacidi da usare.
Senza scendere in chiarimenti troppo scientifici e' opportuno sapere come gli aminoacidi non siano altro che l'ultimo anello della digestione delle proteine: queste sono infatti composte da aminoacidi.
In pratica l'industria degli integratori simula i processi digestivi che avvengono nel nostro corpo, quindi partendo da proteine del latte, delle uova o della soia si possono ricavare gli aminoacidi.
Questo processo ha diversi stadi e prima ci si ferma, meno puro e' un prodotto.
La denominazione polipeptide indica che il processo di digestione non e' ancora completo e l'aminoacido non e' sotto forma singola ma e' unito ad altri: toccherà quindi al nostro stomaco e intestino completarne la digestione. Logicamente l'uso di aminoacidi disponibili già nella forma pura e cristallina diminuisce i tempi con cui il nostro corpo può disporre di questi principi attivi.
E' infatti importante che per espletare le loro funzioni gli aminoacidi siano disponibili nel più breve tempo possibile: gli aminoacidi ramificati sono presenti in quasi tutti i cibi proteici di origine animale (carne,pesce,latte,uova), ma purtroppo il nostro corpo deve prima digerire quell'alimento per potere poi disporre degli aminoacidi necessari.
Abbiamo invece visto in apertura come sia importante che gli aminoacidi ramificati siano presenti nel momento esatto in cui il nostro corpo ne ha bisogno.
Inutile poi chiarire come per assumere pochi grammi di aminoacidi ramificati occorra mangiare diverse centinaia di grammi di carne o formaggi, con contemporanea assunzione di un notevole surplus di calorie e grassi di cui occorre tenere conto al momento di elaborazione della dieta.
Per completare il tema inerente alla qualità degli aminoacidi è importante specificare
che le metodologie di laboratorio permettono di produrre aminoacidi sia di
forma D che di forma L.
Queste due forme biochimiche sono uguali ma speculari, come due guanti, uno destro ed uno sinistro: logico che se serve un guanto destro, il sinistro e' pressoché
Inutile. Analogamente il nostro corpo riconosce solo aminoacidi di forma L, ed è quindi inutile assumerne di forma D, che hanno costi estremamente più bassi e possono essere usati con efficacia solo per alimentazione animale.
Spesso gli atleti di fondo si domandano quando assumere gli aminoacidi e soprattutto in che quantitativo. Fortunatamente non si sono praticamente mai registrati problemi inerenti a sovradosaggi nell'uso di aminoacidi ramificati, comunque il quantitativo normalmente utilizzato è circa di 1 gr ogni 10 KG di peso corporeo,
assunto prima durante e dopo la prestazione. L'assunzione dopo l'allenamento rimane importante per recuperare in fretta e per potere svolgere allenamenti piu' frequenti,quindi moli di lavoro piu' alte. Riassumendo, possiamo dire che l'uso degli aminoacidi ramificati ha un'azione energetica, anticatabolica, plastica (ricostruttiva muscolare o anabolica) e antifatica.
Questa funzione è importantissima in quanto vede i ramificati contrastare il triptofano (altro aminoacido) quando passa la barriera ematoencefalica e stimola la serotonina, un ormone che induce sonno e stanchezza.
Il mancato passaggio del triptofano a favore dei ramificati fa quindi in modo che ci sia una minore sensazione di fatica e si possa mantenere un livello alto di concentrazione e di "freschezza" mentale durante tutta la durata dell'allenamento o della gara. Da segnalare che alcuni studi hanno rilevato un leggero aumento del tasso ematico di testosterone dopo un periodo di assunzione di aminoacidi a seguito di sforzo muscolare.
Gli aminoacidi ramificati sono quindi un integratore prezioso, che unito a varie fonti di carboidrati (di cui tratteremo prossimamente), ai minerali e alle vitamine, può migliorare sensibilmente la prestazione ottimizzando la funzionalità del nostro corpo e dei suoi molteplici meccanismi di adattamento e ripristino.
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