Alimentazione
L'IMPORTANZA DEL PROBIOTICO
"Probiotico" (dal greco pro - bíos) significa "a favore della vita". Si tratta di un microrganismo vivo e attivo che esercita un effetto positivo sulla salute dell'ospite con il risultato di rafforzare l'ecosistema intestinale.
Il vero Probiotico dovrebbe essere in grado di raggiungere l'intestino ed esercitare un'azione di equilibrio sulla microflora intestinale, mediante colonizzazione diretta. Sovente, in concomitanza di un trattamento antibiotico, vengono somministrati fermenti lattici e probiotici per reintegrare e rinforzare la flora intestinale. La micloflora batterica è essenzialmente costituita da 17 famiglie di batteri divisi poi in 45 generi e oltre 500 specie (con concentrazioni anche di oltre 10 ml per grammo).
Un ecosistema delicato
L'equilibrio di questo ecosistema è estremamente delicato e variabile, legato anche a:
- temperatura
- Ph
- presenza di diversi co-fattori nutritivi (come le fibre prebiotiche)
- presenza di virus o batteri esogeni
- potenziale di ossidoriduzione quindi anche all'azione di radicali liberi/antiossidanti
- equilibrio fra vari ceppi in competizione tra loro.
È opportuno ricordare come il tratto gastroenterico sia la prima interfaccia del corpo con tutto l'ambiente esterno (tutti gli elementi si assorbono a livello intestinale) e moduli una serie di azioni: dal sistema immunitario (che "risiede" nelle sue principali funzioni proprio nell'intestino) fino all'ottimizzazione dell'assimilazione dei nutrienti. Risulta abbastanza ovvio come il tipo di alimentazione possa quindi influenzare tutto l'equilibrio della microflora.
Anche diete proteicamente alte o sbilanciate, oppure presenza di intolleranze e dismicrobie, possono rendere inefficaci le funzioni del sistema, o più semplicemente vanificare l'attenzione che una persona ha nella scelta degli alimenti.
Infatti, se a monte non esiste un sistema ottimizzato, persino scelte alimentari ricercate (esempio proteine di alta qualità) potrebbero difficilmente essere utilizzate. Soprattutto per gli atleti, si apre quindi un nuovo scenario dove non è logico parlare di quantità di un elemento (il più tipico sono sempre le proteine) se prima non si precisa la qualità dello stesso; ma contemporaneamente può essere riduttivo anche analizzare il dettaglio della qualità, se non si ha un riferimento che assicura l'osmosi di tutto l'apparato deputato a digerire, assimilare e metabolizzare l'alimento stesso.
Effetti positivi
Gli squilibri intestinali possono portare a sintomi più o meno transitori di gonfiore addominale, fino ad arrivare a fenomeni di ritenzione idrica, diarrea e malassorbimento. L'introduzione mirata periodica e continua di selezionati ceppi di Probiotici aumenta notevolmente l'efficacia del sistema immunitario, va a riequilibrarlo rendendo inefficaci batteri patogeni, ottimizza l'assimilazione, favorisce un'osmosi organica che porta benefici a catena su tutti gli organi interni. Si pensi, per esempio, a un batterio come l'Helicobacter Pylori, responsabile di molteplici forme di ulcere e problematiche gastriche. Molte terapie "deradicanti" prevedono un aggressivo ciclo con antibiotici che hanno come risultato quello di distruggere questa eccessiva proliferazione dell'HP (che esiste da sempre nel nostro intestino e sembra avere anche proprietà positive di protezione nei confronti dei tumori al colon).
A giudizio di medici esperti del sistema gastrointestinale potrebbe essere molto più logico e di minore invasività individuare quali ceppi di fermenti sono "competitori" dell'Helicobacter. Introducendo questi mirati ceppi di fermenti si avrebbe un riequilibrio che porterebbe l'HP alle sue normali quote di presenza, circoscrivendolo alle zone più basse del sistema.
Le funzioni dei fermenti
Per meglio capire le tante, complesse e sinergiche possibilità dei fermenti è interessante analizzarne alcune funzioni.
Il Lactobacillus Reuterii aumenta la funzione immunitaria ed ha un'azione ipocolesterolemizzante, migliora l'assorbimento dei nutrienti (forse per la riattivazione dell'attività dei villi), ha un'azione contro le diarree virali.
Il Lactobacillus Casei Sib. Rhamnosus è utile contro le allergie alimentari e nelle intolleranze al lattosio, agisce positivamente nelle vaginiti ed infezioni del tratto urinario, tollera anche bassi Ph ed ha dimostrato un buon potere antimicrobico su batteri e loro tossine.
Il Lactobacillus Salivarius è ottimo nel migliorare la digestione proteica e nel disattivare le tossine della putrefazione proteica. Ha un'azione antimicrobica contro coliformi fecali ed enterococchi. Stimola il sistema immunitario (stimolo di Th2) e si è dimostrato efficace nell'eradicazione dell'Helicobacter Pylori.
Anche il Lactobacillus Acidophilus è efficace nel contrastare l'Helicobacter Pylori. Agisce inoltre sull'intolleranza al lattosio, ha una funzione nell'eliminazione di tossine batteriche e svolge un'azione ipocolesterolemizzante. Produce vitamine del gruppo B e K e rinforza la funzione immunitaria.
Il Lactobacillus Plantarum è attivo anche a bassi Ph e svolge un'ottima azione antimicrobica su vari patogeni. Produce Ossido Nitrico (molecola molto di moda fra gli sportivi) dall'arginina, ha una adesività intestinale elevatissima ed aumenta la produzione di acetato, propionato, butirrato. Diminuisce dolore e gas addominali. Ha azione inibente su LDL e fibrinogeno. Aiuta l'eliminazione di resti proteici intestinali con conseguente giovamento al sistema immunitario, fornisce anche idrolasi dei sali biliari e favorisce l'utilizzo dei grassi Omega 3.
E questo è solo una milionesima parte dell'incredibile mondo legato a queste forme di vita che migliorano nettamente e quotidianamente la nostra vita. Inutile ribadire come anche molte forme di stitichezza siano rapportabili a un alterato equilibrio della flora batterica. Ed è proprio con le problematiche di stitichezza che normalmente viene fatto il "collegamento" con la possibile utilità delle fibre; ma la loro efficacia va ben oltre a questa basilare funzione.
>I Prebiotici
In precedenza si è accennato ai Prebiotici come cofattori sinergici ed indispensabili per la vita e l'efficacia dei Probiotici; infatti i Prebiotici sono sostanze non digeribili di alcuni alimenti che stimolano l'azione benefica sull'ospite promuovendo la crescita di una o più specie batteriche considerate utili per l'uomo. Si tratta quindi di fibre idrosolubili, non gelificanti. Le più studiate sono i polisaccaridi non amidacei o betaglucani, fructani, oligofruttosaccaridi (FOS), tra i quali l'inulina. I prebiotici sono quindi carboidrati non digeribili (frutto e galatto-oligosaccaridi), la cui proprietà è quella di favorire nel colon lo sviluppo della microflora probiotica.
Le fibre
La trattazione delle fibre potrebbe essere lunga e affascinante almeno quanto quella dei Probiotici, ma per amor di sintesi mi limito a ricordare che:
- le fibre abbassano l'indice glicemico e sono certamente un baluardo di difesa contro
le problematiche oncologiche intestinali
- le fibre sono divise principalmente in fibre solubili e fibre insolubili
- le fibre insolubili (Cellulosa, Emicellulosa, Lignina tipiche di cereali e crusca) aumentano la massa fecale e attivano la motilità intestinale, fissano acqua (aumentano di 25 volte il volume) riducendo il tempo di transito del bolo alimentare nell'intestino; riducono inoltre
l'assorbimento dei grassi
- le fibre solubili (Pectina, Inulina, Guar tipiche di frutta e verdura) presentano invece la capacità di aumentare il grado di viscosità del contenuto dello stomaco, riducono il colesterolo e l'assorbimento dei carboidrati, danno inoltre senso di sazietà.
Le fibre devono però essere nel giusto rapporto fra loro (anche in base all'equilibrio intestinale). Un eccesso di insolubili potrebbe creare l'effetto paradosso di feci troppo dure e quindi indurre stitichezza; in quanto altamente fermentabili.
È importante che, sia con l'alimentazione che con l'utilizzo di eventuali integratori, si ricerchi un bilanciamento generale ricercando quello più adatto alla singola biotipologia.
Conclusioni
Molto spesso nella pubblicità o sulle etichette dei prodotti troviamo anche la parola "simbiotico". Questo termine definisce una "mistura" tra probiotico e prebiotico la cui azione è sinergica sulla salute umana. Da quanto detto è facile evincere come sia indispensabile fornire costantemente al corpo sia pro che prebiotici. Va infatti chiarito come i probiotici necessitino costantemente di rinnovo o di rinforzamento, soprattutto in condizioni di stress acuto o cronico, nei casi di alimentazioni squilibrate (e le diete iperproteiche possono rientrare in queste categorie), in condizioni di malattia o uso di farmaci che agiscono negativamente sulle condizioni di vita di questa flora. Le condizioni di rinnovo ci possono essere fornite dai "classici" yogurt, settore alimentare dove esiste una costante ricerca di nuovi ed esclusivi ceppi.
Direi che un buon consiglio è quello di cambiare periodicamente abbinamento di fermenti e verificare la tipologia di fermenti che sono presenti nello yogurt o nell'integratore che si assume. Un'attenzione particolare è dovuta anche al controllo che nell'etichetta ci sia la dicitura "fermenti lattici vivi". Sarebbe inoltre bene accertarsi sul quantitativo (solitamente espresso in miliardi) dei fermenti presenti, chiarendo che quello dichiarato non debba essere semplicemente quello messo dal produttore al momento del confezionamento, ma quello minimo garantito alla data ultima di scadenza del prodotto.
È infatti normale e fisiologicamente inevitabile che un prodotto a base di fermenti lattici vivi vada incontro ad una degenerazione. Con il passare delle settimane il quantitativo può tranquillamente dimezzarsi.
Dott Marco Neri
è preparatore atletico, consulente sportivo e collaboratore in
Centri Ricerca per aziende di integrazione e attrezzature.
Laureato in scienze alimentari, è docente in corsi di aggiornamento e formazione professionale. Socio fondatore AIFeM, fa parte del comitato
scientifico FIF e dell’equipe medico-scientifica Ducati Corse.






