Alimentazione
FACILE COME BERE UN BICCHIERE D'ACQUA?
Questo modo di dire è ormai entrato nel nostro linguaggio comune, ma in realtà ogni volta che si parla di acqua si ignorano tutta una serie di considerazioni fondamentali a riguardo.
L'acqua è vita e noi ne siamo composti per circa il 70%, percentuale che (certamente non a caso) ritroviamo anche per la presenza di acqua sulla terra (fra forma liquida e vapore).
Se dovessimo stilare una graduatoria dei fattori che determinano lo stato di salute e "l'anzianità" di un organismo, l'idratazione sarebbe certamente ai primi posti.
Sotto l'aspetto sportivo ma anche puramente salutistico, mediamente quando si parla di acqua ci si sofferma sulla quantità giornaliera: in realtà, parallelamente al parametro quantità, occorre analizzare con oculatezza anche (per non dire soprattutto) il fattore qualità.
Siamo certamente tutti sensibilizzati nel ricercare la purezza biologica, ossia all’aspetto legato agli eventuali contaminanti presenti nell'acqua, ma poco sappiamo su come riconoscerli e valutarli.
La lettura dell'etichetta non ci aiuta perché molto spesso alcuni importanti fonti d'inquinamento non vi sono menzionati.
Fra questi vale la pena citare i Nitriti (NO2) e Nitrati (NO3), solitamente presenti in quanto residui di fertilizzanti o liquami provenienti da allevamenti e/o fognature, sostanze che in biochimica sono conosciute come i precursori delle Nitrosamine, estremamente nocive e certamente legate a evoluzioni tumorali, sconvolgimenti del sistema immunitario e modificazioni dell'emoglobina.Circa 10 anni fa i livelli massimi di Nitrati tollerati erano fissati a 5 mg/lt, ora il livello ammesso è stato elevato a 50 mg/lt.
Analogo è il discorso per l'arsenico (As), sulla cui tossicità non occorre certo soffermarci, che viene "tollerato" fino a 200 mg/lt, mentre l’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) raccomanda di non superare i 10 mg/lt.
Nelle acque da acquedotto va poi segnalato da più parti come la clorazione (aggiunta di Ipoclorito di Cloro vale a dire la pericolosa candeggina ad uso domestico, sulla cui confezione troneggia il teschio simbolo della tossicità) sia una pratica che garantisce la scomparsa di batteri fecali ma contemporaneamente può avere dei sottoprodotti (Idrocarburi Clorati o THMs) legati alla reazione fra il cloro e la presenza di piante in decomposizione e/o residui animali.
Questi composti risultano tossici e cancerogeni con possibilità di effetti genotossici.
Accanto a questi valori, solitamente legati al tipo di inquinamento o lavorazione che l'acqua ha subito nel suo percorso, ci sono altri 2 parametri fondamentali: uno è il RESIDUO FISSO A 180° e l'altro è il PH.
Il residuo fisso è in pratica il contenuto di minerali, un fattore che molte volte viene passato come un plus dell'acqua ma che in realtà è una componente perlomeno discutibile.
I minerali sono infatti disciolti nell'acqua principalmente dissociati nei loro ioni, quindi in una forma scarsamente utilizzabile dal nostro organismo in quanto dotati di esiguo potere rotatorio (mentre i minerali già assimilati e trattati dai vegetali hanno un elevato potere rotatorio, quindi sono molto più assimilabili). Di conseguenza la maggioranza dei minerali introdotti sotto questa forma corrono il rischio di non venire utilizzati e quindi di essere depositati come accumulo.
Il residuo fisso raccomandato, soprattutto agli sportivi ma comunque a tutti coloro che vogliono mantenere la massima efficienza degli organi emuntori (cute, polmoni, fegato, reni, intestino)., non deve superare i 40 mg/lt, comunque più basso è e maggiormente favorisce la diuresi naturale, quindi il fisiologico e depurativo ricambio idrico del corpo. Nell’ottica del problema estetico legato alla ritenzione idrica, il valore del residuo fisso è fondamentale, in quanto l’eliminazione dei ristagni idrici è favorita dall’aumentata diuresi, indotta dall’uso di acque leggere (povere non solo di sodio ma di tutti i minerali).
Per gli sportivi l'uso di un'acqua a basso residuo fisso è ulteriormente importante non solo perché svolge un'azione depurativa sulle tossine, ma perché nelle preparazione degli integratori rende questi ultimi molto più assimilabili e velocemente utilizzabili. Infatti il basso contenuto di minerali diminuisce l’osmolarità della bevanda e quindi il transito e l’utilizzo della stessa.
Da segnalare come le acque a basso residuo fisso siano consigliate persino per l’alimentazione dei lattanti nella ricostituzione del latte artificiale, in quanto esse non alterano la composizione perfettamente bilanciata della formulazione.
Per il ph è opportuno sapere che rappresenta l'acidità o l’alcalinità: in pratica se il valore del ph è superiore a 7,07 il liquido viene detto alcalino, viceversa per valori inferiori si dice acido.
Un ph acido compreso fra 5,7 e 6,7 favorisce i processi digestivi, in quanto esercita una minore azione tampone, ossia una scarsa alterazione del ph gastrico, che di conseguenza rimane quello ottimale per la corretta assimilazione dei cibi.
A volte per migliorare la qualità della vita basta seguire pochi piccoli accorgimenti (in realtà piccoli solo all'apparenza) come quello di prestare attenzione all'acqua, elemento fondamentale per la nostra esistenza. E' incredibile come nel giro di pochissimo tempo ci si possa accorgere di quanto la sensazione di benessere ed efficienza possa migliorare anche cambiando "solo" l'elemento acqua, che per quanto apparentemente banale è alla base di qualsiasi processo biochimico del corpo.
Dott Marco Neri
Comitato scientifico Federazione Italiana Fitness
Segreteria Associazione Italiana Fitness e Medicina
Equipe medico scientifica Ducati Corse
Comitato direttivo Associazione Italiana Natural Body Building
Antonio Paoli (interno di Fisiologia Universita' di Padova)






