Proteine...la differenza fra essere e apparire
Testo del Dott. Marco Neri
Preparatore atletico, consulente sportivo e collaboratore in Centri Ricerca per aziende di integrazione e attrezzature. Laureato in scienze alimentari, è docente in corsi di aggiornamento e formazione professionale. Socio fondatore AIFeM, fa parte del comitato scientifico FIF e dell'equipe medico-scientifica Ducati Corse.
Da sempre, nell'immaginario di chi pratica BB - ma a me piace più chiamarlo culturismo- l'assunzione proteica (magari smisurata) è sinonimo di crescita muscolare garantita.
Nonostante il fatto che fior di ricerche e pubblicazioni abbiano smentito questa radicata convinzione, ancora oggi tutti gli appassionati si arrovellano nel conteggiare il quantitativo proteico assunto giornalmente sia da alimenti che da integratori.
Questa non vuole essere l'ennesima "ramanzina", simile alle prediche mediatiche ciclicamente riproposte in televisione, che inneggiano alla dieta mediterranea come esclusiva possibilità di sopravvivenza, oppure che indicano nei 1,5 gr di proteine per Kg di peso corporeo un quantitativo già piuttosto elevato.

Chi si allena sa molto bene che nella maggioranza dei casi (non tutti) la crescita della sospirata massa magra è legata all'uso di quantitativi proteici più alti.
Per prima cosa occorre stabilire, quando si parla di gr x Kg di peso, a quale peso ci si riferisce; cioè se a quello reale misurato dalla bilancia, a quello medio ricavato da più o meno insulse tabelle trovate sulle bilance della stazione, oppure a quello ipotizzato con una % di grasso da peso-forma o ancora, dal peso di pura massa magra (cioè epurato da tutti i Kg di grasso)?
Se il riferimento reale è quest'ultimo, il dato dei gr x Kg salirebbe senza grosse difficoltà a 4 o 5 gr.
Appare ragionevole ipotizzare di attivare il calcolo del fabbisogno proteico sul peso forma del soggetto esaminato, quindi al 10% di grasso per l'uomo e al 17% per la donna. In tale situazione ricordiamo che Fern/Bielinski/Schutz riportano come in atleti di forza un apporto proteico pari a 4 volte la RDA (3.3 gr/kg), aveva incrementato la sintesi proteica, anche confrontandolo con una assunzione di 2 volte la RDA (1,6 gr/kg) (Effect of exaggeraten amino acid and protein supply in man "Experientia 1991; 47(2) 168-72)

Analogamente Kleiner/Bazarre in uno studio svolto su atleti di BB individua in 2,5/2,8 gr/Kg il fabbisogno proteico degli atleti in esame (nutritional status of national ranked elite bb "int J Sport Nut 1994 4 (1):54-69)

Buttirfield individua invece in un apporto fra 2,5/3 gr/kg il rapporto ideale per incentivare la muscolazione. (Whole body protein in humans "medi sci sport ex 1987; 19:s157-s165)

stomaco Il Dott Di Pasquale indica il fabbisogno a 3,3 gr x Kg Comunque, in tutta questa "approssimazione" in pochi hanno ulteriormente focalizzato il problema su 2 questioni importanti:
la prima è sulla qualità delle proteine, cioè, fino a che punto la qualità può sopperire e fungere da booster alla quantità?
La seconda domanda riguarda la quantità di proteine assimilabili in una unica assunzione.
Alla prima domanda abbiamo già una risposta: infatti da più studi appare come un ottimale spettro aminoacidico totale possa riequilibrare positivamente il bilancio azotato, frenando il catabolismo anche in presenza di ridotti apporti proteici (< a 0,5 gr pro Kg). Questi studi sono stati fatti con apposite composizioni di AA; d'altro canto si è visto come alti quantitativi proteici provenienti però da fonti di bassa qualità, dal pool aminoacidico carente ed in competizione con i rispettivi carrier, non riuscissero a coprire il fabbisogno plastico.

In questo contesto, escludendo elaborati pool di AA (integratore purtroppo mai completamente capito dagli sportivi), la fonte privilegiata è senza dubbio il siero del latte al cui interno troviamo "la crema della crema", cioè le lattoglobuline.
Questo significa che se il "semplice" siero del latte è già una fonte proteica di qualità, il siero del latte isolato a lattoglobuline è il massimo del "godimento" biologico, legato alla capacità assimilativa e al pool di AA essenziali disponibili e ben bilanciati. Nelle lattoglobuline si trovano infatti polipeptidi a corta catena, basso peso molecolare, quindi già parzialmente digeriti e pronti per una rapida ed ottimale assimilazione senza creare problemi di competizione nei trasportatori.

Per ciò che riguarda la quantità di proteine per singolo pasto la bibliografia è alquanto lacunosa e contraddittoria.

Sono molti i parametri che possono influire: grossolanamente viene indicato in 30/35 gr il quantitativo proteico ben utilizzabile x singolo pasto.

L'esperienza ed alcune osservazioni scientifiche portano a pensare che proporzionalmente all'età, ai livelli enzimatici e ormonali, all'abitudine, alle caratteristiche gastrointestinali (e quindi assimilative), la possibilità di assunzione proteica possa spingersi anche a 50/55 gr per singola assunzione. FL FACTOR 4Tra i parametri menzionati alcuni sono genetici, altri sono invece frutto di un sapiente inserimento di alcuni nutrienti, fattore fondamentale per ottimizzare un assorbimento proteico troppo spesso trascurato, e non sufficientemente indagato per la mera abitudine del concentrarsi sulla quantità proteica assunta.

Per meglio capirne l'importanza è giusto fare un breve excursus sul cammino digestivo-assimilativo delle proteine.
Una prima digestione avviene nello stomaco ad opera della PEPSINA che provoca la rottura del legame peptidico.
Nell'intestino tenue l'alimento proteico, già parzialmente digerito dal succo gastrico, è ulteriormente demolito dall'azione combinata dagli enzimi del succo pancreatico e succo enterico. Contemporaneamente la ribonucleasi e la desossiribonucleasi depolimerizzano gli acidi nucleici (RNA e DNA) mettendo in libertà i nucleotidi corrispondenti.

Il complesso degli enzimi aminopeptidasici di origine intestinale (lume Duodeno - Digiunale) completa l'idrolisi dei polipeptidi (ormai ridotti a di-tripeptidi) fino ad aminoacidi.

Logicamente l'assunzione di prodotti con corta catena aminoacidica riduce già da se una serie di questi passaggi; la presenza di enzimi (ed in modo particolare Bromelina e la papaina) amplificano la demolizione AA, ottimizzandone l'assimilazione e velocizzandone in transito (la Bromelina ha dimostrato in vitro di riuscire ad agire su un quantitativo proteico/aminoacidico pari a 1000 volte il suo peso).

La flora batterica presente nei tratti intestinali deputati all'assimilazione è il supporto fondamentale per coadiuvare l'azione enzimatica, creare l'ambiente ideale al transito peptidico e bilanciare negative variazioni di ph potenzialmente indotte da ingenti e ripetute elaborazioni di grossi quantitativi proteici.
Il poter disporre costantemente di un'efficiente e mirata flora batterica è senza dubbio uno dei fattori dimenticati ma fondamentali per garantire il massimo assorbimento proteico.
Purtroppo anche nel campo della flora batterica si hanno potenziali situazioni di competizione e sovrapposizione, dove alcuni ceppi possono avere il sopravvento su altri, così come la presenza di problematiche tipo L'Elicobacter Pilori (la cui verifica è un test che consiglio di fare, anche e soprattutto su urina,saliva,feci, a tutti gli atleti ed a tutti coloro che seguono diete altamente proteiche) crea uno scompenso gastrico-assimilativo di notevole entità con dispepsia e disbiosi.

Selezionate ceppi di fermenti, fra questi il Reuterii, il Salivarius, il Termophilus, il Rhamnosus contribuiscono eccezionalmente alla funzionalità assimilativa e riequilibrio della flora batterica.
Anche altri fermenti come il Plantarium,il Biofidobacterium, lo Sporogenes, il Bulgaricus ed il Enterococcus Faeucium sono preposti per attenuare l'impatto gastrico di alte dosi proteiche, questo soprattutto se la fonte è di derivazione lattea (per quanto delattosizzata in una proteina il lattosio non può MAI essere matematicamente zero).

bicchiere In questo modo oltre all'accelerazione del transito assimilativo (aiutata dagli enzimi), una proteina assume anche l'interessante caratteristica di ridurre le sensazioni di aerofagia, gonfiore, pesantezza.

Oltre all'aspetto sportivo-funzionale non bisogna sottovalutare l'aspetto salutistico legato all'associazione di proteine di alta qualità con fermenti ed enzimi: infatti i fermenti appartengono alla famiglia dei Probiotici che per definizione sono dei microrganismo vivi e attivi, con un effetto positivo sulla salute dell'ospite nel rafforzare l'ecosistema intestinale. I veri probiotici dovrebbero essere in grado di raggiungere l'intestino ed esercitare una azione di equilibrio sulla microflora intestinale, mediante colonizzazione diretta.
Non a caso il termine "probiotico" deriva dal greco: "pro-bios" e significa a favore della vita; se per assonanza è terminologicamente simile ad "antibiotico", gli si contrappone totalmente per la sua funzione diametralmente opposta.
Da sottolineare come anche nella definizione medica di probiotico si usino i termini vivi e attivi, infatti il problema è che mantenere vivi in condizioni ottimali un numero utile ed efficiente di fermenti (immessi in un preparato commerciale), non è impresa facile, richiede ricerca, tecnologia, selezione materie prime e, non ultimo, l'inserimento all'origine di un numero triplo o quadruplo di fermenti rispetto a quello desiderato, per assicurarsi che anche alla data della scadenza, pure in presenza di escursioni termiche, si possa garantire al consumatore sia il giusto livello di milioni di fermenti/dose , sia la loro intatta efficienza.

Ancora una volta subentra la differenza fra "essere e apparire", quindi poco importa quanti fermenti sono stati messi all'origine, ciò che conta è quanti saranno ancora perfettamente attivi al momento dell'utilizzo.

L'argomento su proteine, assimilazione, quantità e qualità sarebbe ancora lungo ma avremo ancora opportunità di trattarlo: quello che mi premeva, anche in virtù delle molte domande che mi vengono fatte durante stage e congressi, era fare capire come possa essere inutile per non dire dannoso e/o dispendioso concentrarsi su elevatissimi apporti proteici.

Molto più efficace e salutare seguire la via del "virtuoso" equilibrio dove con un giusto apporto proteico (magari periodicamente verificato tramite analisi dell'azoto, acido urico, creatinina), si cura l'apporto qualitativo selezionando le fonti, affiancando alla qualità fattori ottimizzanti e salutistici come enzimi e pool bilanciati e selezionati di fermenti (assunti nel giusto quantitativo e nella loro forma più viva e attiva).
Mi piace pensare che l'evoluzione qualitativa della dieta corrisponda ad una crescita culturale di tutti gli appassionati, creando così un circolo virtuoso che può senza dubbio fare cadere molti pregiudizi tecnici e culturali nei confronti di culturismo e culturisti.
Archivio
2007-11-10
Nasce oggi dal Centro Ricerche Gensan MegaSupple LD, un nuovo integratore alimentare formulato per chi fa sport di resistenza.

2006-09-25
Paolo Bettini si laurea campione del mondo a Salisburgo. La collaborazione tecnica tra la Federazione Ciclistica Italiana e la Gensan non poteva iniziare in maniera migliore.

2006-11-06
Ma quando le potremo trovare nei negozi? Questa è solitamente la domanda che accompagna i commenti entusiastici degli atleti che in anteprima hanno potuto provare le due nuove proteine: PD WHEY 100 e WHEY ISOLATE 100, in commercio dal 6 Novembre.

Alla manifestazione nazionale di Modena il meglio del body-building maschile e femminile.

Dopo il latte e i prodotti con derivati del latte arriva agli integratori alimentari il nuovo allarme "melamina" di provenienza cinese, mentre Gensan è sempre più garanzia di qualità totale.

Una Formulazione vincente per prestazioni intense e prolungate

Tra le novità presentate all’ultimo salone di Milano ha suscitato parecchio interesse Gensan MegaSupple LD, un integratore alimentare formulato per chi fa sport di resistenza.

L’idea vincente è quella di un grande gruppo commerciale che diffonde il lavoro di qualità di tanti provetti artigiani, orgogliosi esponenti del Made in Italy.

La qualità delle proteine coincide con la loro assimilabilità e si ottiene con l’uso di materie prime a base di lattoglobuline purissime.

Contro il sovrappeso aiutiamo il metabolismo con le sostanze termogeniche.

MegaSupple LD è il rivoluzionario integratore alimentare formulato per chi fa sport di resistenza come il ciclismo.

Masterbar 80: il nuovo standard di riferimento reale

MassBar è la nuova gustosa barretta proteico-energetica Gensan, non ricoperta...

Vi aspettiamo alla 65° ed. del "Ciclo e Motociclo" (Milano, 8 - 11 novembre) con il lancio del nuovo Megasupple Ld.

Da oggi la rete degli sportivi online può contare su un rinnovato www.gensan.com: un luogo virtuale d’incontro e di scambio, più interattivo, più ricco e aggiornato, dedicato all’attività agonistica e amatoriale, al mondo dell’integrazione e del benessere.

Prosegue solo con vittorie mondiali la collaborazione tecnica tra Gensan e la Federazione Ciclismo Italiana. Maria Bastianelli è oro femminile; Claudio Bettini centra il bis mondiale.

MAD SPORT nasce circa 20 anni fa come negozio d’erboristeria ed alimenti per lo sport ed il benessere, anche se tali alimenti all'epoca erano pochissimi e praticamente sconosciuti.

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Nasce dall’esperienza ventennale nel settore delle arti marziali del titolare, Maestro Ciro Varone cintura nera 6° dan di karate e vice campione del mondo 2005.

È prevista per giugno l’uscita del prodotto MegaSupple LD (la sigla LD sta per "lunga distanza"), il rivoluzionario integratore alimentare per sport di resistenza come il ciclismo.

Gensan presenta la Granfondo Cooperatori “La due passi Matildica” edizione 2007. Ecco il programma dettagliato di Domenica 27 maggio.

Gensan rinnova l’appuntamento con la manifestazione “ V° Grand Prix Ercole Farnese”, gara di Body Building valida come qualificazione per i Campionati Italiani 2007.

Anche quest’anno il 23-24-25 febbraio Gensan rinnova l’appuntamento internazionale presso Centrocongressi Palaexpo di Verona Fiere

Gensan rinnova l’appuntamento del 3 dicembre con la prestigiosa competizione romana di chiusura del circuito agonistico invernale IFBB.

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Inserzioni da quattro continenti - America, Europa, Asia e Australia - uniscono 20 paesi.