EtA', esercizio fisico ed effetto degli antiossidanti
L’attività e l’esercizio fisico sono fattori importanti nel determinare la qualità della vita nell’uomo.Con l’avanzare dell’età si assiste ad una lenta ma significativa riduzione volumetrica della massa muscolare e della capacità di eseguire alcune attività fisiche. Questa può essere correlabile alle variazioni età-dipendenti della composizione della massa muscolare e del ricambio delle proteine, come pure alla diminuzione dell’influenza trofica sul controllo neuronale dei muscoli negli individui anziani.
Studi condotti sulla valutazione della composizione corporea in relazione all’età, dimostrano una riduzione della massa muscolare scheletrica pari al 30-40% intorno ai 75 anni (Evans, 1980). In particolare modo si assiste ad una riduzione percentuale delle fibre di tipo 2 (bianche), diminuite del 40% circa all’età di 70 anni negli uomini rispetto a soggetti di 25 anni. Tuttavia esercizi fisici eseguiti per tre mesi da persone anziane allo scopo di migliorare la forza muscolare hanno provocato un relativo incremento delle fibre muscolari di tipo II (Aniansson e Gustaffsson, 1981).
Diversi ricercatori (Golden e Waterlow nel 1972, Young nel 1981, Lavie nel 1982) hanno sottolineato che la riduzione del turnover proteico è soprattutto a carico delle proteine muscolari, e che tale diminuzione potrebbe ridurre la capacità dei muscoli invecchiati di rispondere allo stress indotto dall’esercizio fisico.
Pur essendo dimostrato che l’esercizio fisico migliora la qualità della vita del soggetto anziano, fin dagli anni ’70, partendo da uno studio pubblicato da Edington nel ’72, si è dibattuto sull’argomento “età come limite all’esercizio fisico”.
Secondo la suddetta ipotesi esistono dei limiti oltre i quali un esercizio svolto alla medesima intensità e durata può sortire effetti dannosi per l’organismo con l’avanzare dell’età.
Studi condotti su topi allenati di diversa età hanno confermato l’esistenza di un tale limite. In diversi organi di animali anziani un allenamento a breve termine di 5-7 settimane causava una marcata riduzione (quantificabile intorno al 10-50%) di alcune attività enzimatiche di primaria importanza quali la superossidi dismutasi, la catalasi, la creatin fosfochinasi e l’aldolasi. La stessa cosa non si osserva in soggetti giovani allenati per pari intensità e tempo.
Partendo da questi presupposti in diversi studi si è cercato di comparare età, esercizio fisico e supplementazione con agenti antiossidanti.
L’esercizio fisico causa la formazione di radicali liberi nei muscoli e nel fegato di soggetti allenati ed in letteratura sono riportati centinaia di articoli riguardanti l’aumento della perossidazione lipidica durante l’esercizio.
Negli ultimi 15 anni la ricerca scientifica ha puntato le proprie ricerche sui nutrienti antiossidanti quali la vitamina C ,
la vitamina E, il coenzima Q 10, il selenio e l’acido lipoico .
Nella maggior parte degli studi la supplementazione con vitamine C ed E ha supportato l’ipotesi che gli antiossidanti possano avere un effetto protettivo contro il danno dei radicali liberi indotto dall’esercizio. Studi su uomini che hanno assunto 600 mg al giorno di vitamina E per 2 settimane hanno dimostrato una riduzione della perossidazione lipidica in corso di esercizio fisico (Dillard et al., 1978). Pertanto, la somministrazione di questi antiossidanti e soprattutto di vitamina C ed E può ridurre il danno ossidativo dovuto all’esercizio e può modificare i limiti correlati all’età limitandoli.
Se difatti l’impiego di antiossidanti ha un effetto positivo nel ridurre il danno ossidativo dovuto all’esercizio, si potrebbe predire che gli antiossidanti possono neutralizzare o ritardare gli effetti dannosi osservabili negli individui anziani che svolgono attività fisica (Abraham Z. Reznick, Eric H. Witt, Lester Packer).
Se ciò è vero, una giusta supplementazione potrebbe in linea di massima modificare il “limite dell’età”, non modificando forse la durata globale della vita, ma migliorandone significativamente la qualità.






