Analisi Composizione Corporea
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Analisi Composizione Corporea

Valutazione della composizione corporea: la storia

Prima di arrivare alla consapevolezza che è possibile misurare le diverse componenti dell’organismo, i sistemi di valutazione erano costituiti da tabelle peso-altezza, suddivise per età e sesso.
Questi metodi definivano il peso forma esclusivamente in base alla statura e alla massa corporea.

I primi studi approfonditi nel campo della composizione corporea, furono condotti da Behnke – un medico della marina statunitense - e Welham, nel 1942. I due studiosi capirono che la differenza tra massa magra e massa grassa era correlata alla densità corporea più che alla massa corporea dei soggetti.

Due anni prima, infatti, avvenne un fatto eclatante: 17 giocatori su 25 di una squadra di football americano erano stati scartati alla visita di leva in quanto “troppo pesanti”. In quell’occasione apparve evidente la necessità di misurare la densità corporea per individuare la differenza tra massa muscolare e massa grassa a parità di peso. Da qui nacque il metodo della Pesata Idrostatica, o Idrodensitometria. In seguito, sono state sviluppate tecniche come la Plicometria e l’Antropometria, sempre per misurare indirettamente la densità corporea.



Indice di Massa Corporea

Il BMI - Body Mass Index – ovvero l’Indice di Massa Corporea, è un parametro dato dalla seguente formula:

(Peso in kg)/(altezza in m)2

Il calcolo del BMI è ancora ampiamente usato, soprattutto in ambito epidemiologico a fini statistici. A livello individuale, rapportare il peso all’altezza non fornisce dati troppo indicativi rispetto alla forma fisica del soggetto interessato. Infatti, dieci kg di muscoli, di acqua o di tessuto adiposo, pur avendo lo stesso peso, non hanno lo stesso impatto a livello fisico.



La composizione corporea ideale

Stabilire la migliore composizione corporea in maniera univoca non è possibile. Fattori come sesso, età ed etnia, influenzano molto le variabili. Inoltre, parametri e range ottimali sono diversi a seconda del metodo utilizzato.

Per esempio, una tecnica che non prenda in considerazione l’acqua, potrebbe valutare la composizione corporea di un atleta ottimale anche qualora sia disidratato (link all’articolo sull’idratazione).In un soggetto anziano di sesso femminile, per contro, un parametro come la densità minerale ossea sarebbe cruciale nel definire la composizione ottimale.



Rapporto Massa Grassa – Massa Magra

Generalmente si valutare la composizione corporea a partire dal rapporto Massa Grassa/Massa Magra. È auspicabile che i valori di questo rapporto siano molto bassi, in particolare per gli atleti. Per convenzione le due variabili vengono espresse in percentuale rispetto alla massa corporea totale. Un approccio di ideazione più recente, prevede di valutare le 2 variabili in relazione all’altezza dei soggetti:

kg di massa grassa/m e kg di massa magra/m.



La percentuale di massa muscolare – FFM

La sigla FFM - Fat Free Mass – indica la componente magra del corpo. La FFM è di natura eterogenea, ovvero comprende tutti i componenti dell’organismo privi di grasso: organi, apparati, ossa, muscoli, acqua.
Supponendo che la parte ossea e la componente idrica possano variare di poco - errore grave, specialmente riguardo alla seconda - è facile comprendere come un quantitativo percentuale maggiore di massa muscolare possa essere interpretato positivamente.

Non esistono valori ottimali in assoluto: se negli sport di forza si ricerca un potenziamento muscolare (link alla categoria Sviluppo Massa Muscolare) importante, in quelli di endurance un eccesso di massa potrebbe essere controproducente.

In generale, per chi non è un atleta, un maggior quantitativo di massa muscolare comporta un metabolismo basale più elevato e la possibilità di sopportare meglio periodi con prevalenza di catabolismo dovuto a varie cause come patologie, nutrizione inadeguata, stress psichico, invecchiamento.



Calcolo

Il calcolo delle diverse componenti corporee prevede formule piuttosto complesse, che variano a seconda del metodo utilizzato. Spesso, anche all’interno della stessa tecnica, si utilizzano più algoritmi.

Una formula sarà attendibile quando il soggetto su cui l’applichiamo presenta caratteristiche simili alla popolazione sulla quale le formula è stata studiata. Gli algoritmi sono legati alla specificità di ogni etnia e dipendono da variabili quali l’età, il sesso, il livello di allenamento o addirittura la disciplina sportiva di appartenenza. Per una corretta analisi della composizione corporea dovrebbero quindi essere presi in considerazione molteplici fattori.

Quando si utilizzano tecniche più semplici, talvolta si crede che la stima di una componente non richieda calcoli complicati. Questo è un errore. Ad esempio, quando si utilizza la plicometria, la percentuale di massa grassa non si ottiene dalla semplice somma delle pliche, ma dall’associazione di questa somma ad altri parametri antropometrici e a coefficienti fissi. Prima di tutto si ricava la densità corporea. Da questa, con l’utilizzo di ulteriori equazioni - la più diffusa quella di Siri - si ricava la percentuale di massa grassa.



Le componenti corporee

La valutazione della composizione corporea può essere organizzata su cinque livelli.

Per ciascun livello il totale della massa corporea è visto come risultato della somma delle masse delle varie componenti.

  • Il primo livello, quello atomico, è costituito da elementi chimici quali: Carbonio, Ossigeno, Idrogeno, Azoto, Calcio, Sodio ecc...
  • Il secondo, o molecolare, assume come componenti corporee le macromolecole: Carboidrati, Lipidi, Proteine, Composti Minerali e Acqua.
  • Il terzo livello - detto cellulare - ha come componenti la massa degli adipociti, degli altri corpi cellulari e la massa solida extracellulare. A livello idrico, si opera una divisione tra acqua intracellulare ed acqua extracellulare.
  • Il quarto livello, o tissutale, distingue le componenti fra i vari tessuti, organi ed apparati: tessuto adiposo, tessuto osseo, tessuto muscolare, tessuto nervoso, organi viscerali e sangue.
  • Nel quinto livello l’intero corpo è visto come risultante dalla somma delle masse di testa, collo, tronco, arti superiori e arti inferiori. A seconda dei sistemi utilizzati si possono prendere in esame svariati elementi. I più utilizzati, generalmente, sono i seguenti:


Massa magra (LBM) - Massa priva di grassi (FFM) - Massa grassa (FM) - Acqua totale (TBW) - Acqua intra ed extra cellulare - Massa muscolare (MM) - Massa cellulare (BCM) - Contenuto minerale osseo (BMC).



Fat Mass – FM – Massa Grassa

La Massa Grassa è probabilmente il primo valore al quale si presta attenzione in un’analisi di composizione corporea.

Questa componente è spesso in eccesso anche negli sportivi. Tuttavia, è bene considerare la distinzione tra grasso essenziale - o primario - e grasso non essenziale.

Il grasso essenziale è quello necessario per le normali funzioni fisiologiche e si trova nel Sistema Nervoso Centrale, nell’intestino, nel cuore, nel fegato, nei reni e in generale sotto forma di fosfolipidi in tutte le membrane cellulari.

Il processo di dimagrimento, quindi, non dovrebbe mai arrivare ad inttaccare il grasso essenziale in quanto potrebbe creare un ostacolo al corretto funzionamento dell’organismo. Nel caso di sportivi, se si va a intaccare il grasso essenziale non si raggiungeranno le performance auspicate. Nell’analisi di composizione corporea, il grasso essenziale è inserito all’interno della massa magra (LBM Lean Body Mass), ma non della FFM (Fat Free Mass).

Il grasso non essenziale può essere suddiviso - istologicamente e funzionalmente - tra tessuto adiposo bianco e tessuto adiposo bruno. Quest’ultimo – a differenza del bianco - non ha funzione di deposito, ma serve per la produzione di calore. Un’ulteriore distinzione si ha nel grasso di accumulo: a seconda della localizzazione, il tessuto adiposo può essere sottocutaneo o viscerale (ovvero situato fra gli organi interni). Un eccesso di grasso viscerale è considerato un importante fattore di rischio.

TBW Percentuale di Acqua Corporea

La TBW , ovvero l’Acqua Corporea Totale, è la principale componente del nostro organismo e rappresenta il quantitativo totale dei fluidi corporei. Viene suddivisa in ICW - Intracellurar Water, Acqua Intracellulare - e ECW - Extracellular Water, Acqua Extracellulare.

La percentuale di acqua intra ed extracellulare varia in funzione dell’accumulo di fluidi negli interstizi o dello sviluppo della muscolatura. Quando il muscolo cresce, esso comporta un aumento dell’acqua intracellulare.

L’idratazione viene considerata normale quando la FFM è idratata al 73%. Rispetto ad altre componenti corporee l’Acqua Corporea Totale, Intracellulare ed Extracellulare variano in modo consistente, anche nel giro di poche ore. Se non si integra un quantitativo sufficiente di fluidi, allenamenti intensi o prolungati possono portare ad una sensibile riduzione nell’idratazione.

BCM e ECM

Molte tecniche per la valutazione della composizione corporea si basano su un modello bi-compartimentale, che divide il corpo in Massa Grassa (FM) e Massa Magra, o, più precisamente, priva di grasso (FFM).

Un modello più evoluto prevede che la massa priva di grasso (FFM), venga ulteriormente suddivisa in Massa Cellulare e Massa Extracellulare. La Massa Cellulare (BCM) costituisce la parte metabolicamente attiva dell’organismo, è una “pura coltura di cellule viventi”. Il quantitativo di BCM può essere identificato come la “potenza in cavalli” del motore corporeo. Dal calcolo della Massa Cellulare è inoltre possibile ottenere una stima attendibile del metabolismo basale. Allenamenti di potenza, generano ipertrofia e conseguentemente un aumento della BCM.

La massa extracellulare è invece rappresentata dai fluidi extracellulari e da quella parte dell’organismo scarsamente con una scarsa densità cellulare, come lo scheletro e i legamenti.



Impedenziometria

La tecnica più diffusa per valutare la composizione corporea, secondo il modello tri-compartimentale è l’analisi di impedenza bioelettrica - detta anche BIA, Bioelectrical Impedance Analysis. L’impedenziometria misura le forze di opposizione del corpo umano al passaggio di una corrente alternata.

Il metodo è sicuro, non invasivo, pratico e confortevole. Il soggetto da esaminare deve rimanere supino per pochi minuti con 2 coppie di elettrodi posizionate sul piede e sulla mano destri. L’impedenza corporea è suddivisa nella componente resistiva (resistenza) inversamente correlata al quantitativo di acqua e nella componente reattiva (reattanza) generata dalle presenza di membrane cellulari integre.

A seconda della componente che si vuole calcolare, si inseriranno diverse equazioni all’interno degli appositi software. A partire dai parametri bioelettrici, esistono formule per calcolare BCM, FFM, TBW, ECW, MM.

Alcuni software prevedono la possibilità di valutare la composizione corporea in modo “qualitativo”. Tramite l’utilizzo di nomogrammi si possono confrontare graficamente i valori di resistenza e reattanza del soggetto testato e paragonarli con quelli della popolazione generale di riferimento (valutazione trasversale). È possibile eseguire anche un confronto tra le misurazioni successive e le precedenti dello stesso soggetto (valutazione longitudinale).