Allenamento

Dalla pallanuoto all’Hybrid: intervista a Riccardo Malagnino

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Classe '99, ama lo sport e non si perde nessuna delle gare più importanti del panorama italiano: HYROX Italia, Triathlon Italia, STEELMAN RACE, ICON - Livigno Xtreme Triathlon, Everesting e Race Across Italy. Oggi conosciamo meglio un incredibile Hybrid athlete, Riccardo Malagnino.

Ciao Riccardo, è un piacere averti qui! Raccontaci un po’ di te.

Ciao, sono io onorato di essere qui con voi. Mi presento: sono Riccardo Malagnino, ho 25 anni e ho una passione sfrenata per il mare trasmessami da mio padre fin da bambino. Sembrerà assurdo ma ho fatto la mia prima immersione a 40 metri a 6 mesi quando ero in pancia di mia madre (forse è questa esperienza che mi ha fatto ammalare del mare) e ho fatto i miei primi passi in barca (un gozzo ligure cabinato). Attualmente sto ultimando la tesi in Ingegneria Nautica Magistrale a La Spezia e sono tirocinante presso i cantieri Baglietto. Fin da bambino i miei genitori mi hanno trasmesso la passione per lo Sport. Ho cominciato con la pallanuoto all’età di 6/7 anni ma per problemi scolastici ho dovuto abbandonare la mia squadra dopo 7 anni; ho vissuto quasi due anni tra incubi notturni e ad occhi aperti al solo pensiero della pallanuoto. Tra gli 11 e i 13 anni ho praticato contestualmente sci agonistico. È capitato più di qualche volta di dover partecipare ad una gara di sci e un paio di ore dopo ritrovarmi catapultato in piscina per un torneo di pallanuoto.

Durante gli anni del liceo sono passato dapprima per il pugilato e poi per il nuoto master; ho scoperto propriamente l’apnea e la pesca in apnea, disciplina che tutt’ora pratico specialmente in estate, fino a diventarne istruttore a 19 anni.

A 18 anni mi sono trasferito a La Spezia per studiare Ingegneria Nautica; così ho cominciato a frequentare le classi di Crossfit. Poi, durante il lockdown è nato un nuovo amore: la bici da corsa, sport praticato assiduamente da mia madre. Ricordo ancora le molteplici emozioni di quella sera. Ho preso una vecchia Liotto (mia madre la utilizzava per fare i rulli ma poi l’ha abbandonata in garage). Era in uno stato pietoso, vi dico solo che i copertoni avevano delle crepe piuttosto accentuate e il funzionamento dei freni era dubbio. Ho deciso di non farmi troppe storie mentali e mi sono buttato sulla prima salita che conoscevo, Monte Berico. Mi sembrava di volare! Iniziò così la mia “danza sui pedali”.  Considerate che fino a quel momento ero abituato ad uscire talvolta in MTB. Qualche mese dopo, la mamma mi ha regalato la bici che ho tutt’ora e come primo giro mi ha fatto fare il Monte Grappa: 20 km di salita con circa 1700 m di dislivello. Ricordo bene la prima metà, poi mi si è annebbiata la vista! Le frasi che mi ha detto durante l’ascesa erano: “Hai voluto la bicicletta, pedala!” oppure “In bici si soffre… tanto”, o ancora “Non sai quanto mi stai rendendo felice al pensiero che faremo dei giri insieme”. La bicicletta mi ha insegnato, e mi insegna tutt’ora, a comprendere i miei limiti fisici e mentali ma soprattutto a aiuta a liberare la mente.

Nel 2023 ho iniziato ad allenarmi a Crossfit da competitor. Contestualmente ho corso la mia prima Maratona a Firenze, con 50 km di allenamento sulle gambe (le mie ginocchia sono rimaste là) , e poi Roma con un virus intestinale (se ci tenete a sapere com’è andata quella volta, vi invito a guardare il mio post su Instagram). A Maggio, partecipando alla Steelman H24, sono stato ufficialmente battezzato atleta Hybrid e ho trovato la gara che più si addice alle mie caratteristiche fisiche. A giugno invece, ho preso la comunione diventando Ironman (perché l’acciaio non bastava!). A settembre, infine, ho completato un secondo Everesting una settimana dopo averne fallito uno.

Gli obiettivi del 2024 sono abbastanza ambiziosi ma d’altronde mi piacciono le Challenge! Come antipasto parteciperò ad una Race Across Italy a staffetta, seguito da un primo piatto di Steelman e finiremo con un bel secondo e direi anche dessert - vista la mole - Icon Extreme di Livigno.

La maggior parte delle persone non sa nemmeno cosa sia l’Icon; ve lo spiego in breve: si tratta di un Ironman però versione extreme. Si inizia la mattina alle 5 a nuotare sul Lago di Livigno, che ha una temperatura intorno ai 10 gradi (3,8km). Si prosegue con la bici per 210 km e 5000 m disl. passando per i passi: Forcola, Bernina, Stelvio, etc. Infine, si conclude il tutto con un Trail di 42 km con partenza da Livigno e arrivo a Carosello 3000. Nel tempo libero mi sto allenando con costanza e perseveranza e farò il massimo per arrivare pronto a tale appuntamento. Spesso mi chiedono se sono spaventato o altro. Come mi ha detto un preparatore “Preparare un Ironman è impossibile, prepararne uno Extreme è impossibile”. Quello che penso è che finché non lo proverò sulla mia pelle non so cosa aspettarmi. Quello che so è che non ho paura di faticare e che le Challenge sono il mio pane.

Di tutte le tue idee pazze, qual è stata la volta in cui ti sei superato?

Di idee pazze ne ho avute ma ne ho una in particolare: correva l’anno 2022. Premetto che quell’anno ero tornato a giocare a pallanuoto per una squadra in serie C. Ricominciare è stata dura, ma dopo qualche mese ho ripreso l’acquaticità e mi sono tolto qualche soddisfazione; mi allenavo tutti i giorni e il weekend c’era la partita per cui non avevo tempo da dedicarmi ad altro sport se non in situazioni sporadiche. Un weekend di Febbraio (se non ricordo male), parlando con mamma e Pol Sar (suo marito) è affiorato il discorso che avrebbero partecipato ad un evento di Ultracycling nelle Dolomiti a Luglio; così ho deciso che tentato la distanza intermedia (290 km e 8000 m di disl.); l’ho preparata in meno di un mese di allenamento con poco meno di 1000 km sulle gambe. In quell’esperienza ho potuto iniziare a comprendere i miei limiti fisici e ho iniziato a scoprire il significato della parola Resilienza; ricordo solo che ho fatto gli ultimi 90 km e 3000m disl. con tachicardia (avevo assunto troppa caffeina), mal di stomaco (avevo assunto troppi gel), tosse (sforzo prolungato per troppo tempo); non dimenticherò mai certe immagini che si sono stampate nella mia mente: il rosa al tramonto della Marmolada, la luna piena che illuminava i boschi del passo Valles in un completo silenzio… mi vengono ancora i brividi. Per darvi un’idea dello sforzo da me percepito: se in una maratona fatico 419, in quell’occasione ho faticato 3646 (quasi 10 volte in più).

Dicci, qual è il tuo obiettivo quotidiano?

Essere migliore del giorno precedente. Non tanto, mi basta un 0,01% in più. Nel quotidiano mi piace darmi dei micro-obiettivi. Mi spiego meglio. Fisso ad inizio anno degli obiettivi che hanno al loro interno tanti micro-obiettivi che mi permetteranno di raggiungere quelli più importanti. È la stessa filosofia che adotto anche nelle gare lunghe. Se devo fare un Everesting ad esempio; se alle prime salite pensassi di dover ripetere la prima salita altre 10 o più volte per arrivare a quei famigerati 8848 mi distruggerei mentalmente e quindi fisicamente. Per cui mi dico, ad esempio “arriviamo a 3 e poi vediamo”. Cerco, quindi, di imbrogliarmi mentalmente per percepire meno la fatica.

In quali gare ti vedremo quest’anno e cosa ti aspetti?

La prima gara che farò sarà l’Hyrox di Torino Team PRO insieme a Michele Cappa. Il giorno successivo correremo la Brutal Trail dei 50 filari a Novara (20 km con 2000 m di disl). A seguire farò altri trail, delle Spartan Race, delle mezze maratone, dei Triathlon e la Race Across Italy (che farò in staffetta insieme a Christian, Michele e Raffaele) in preparazione all’ICON. L’obiettivo primario dell’ICON è sicuramente quello di arrivare in vetta a Carosello 3000 poi, se le gambe e il cuore me lo permetteranno, spingerò a tutta nel trail finale. Oltre a tutto questo, sto preparando la SteelmanH24 insieme a Erica, la mia team-mate, e lì vedremo di dare il nostro massimo. Seguiteci, saremo il team Crazy Horses (il nome del team non è casuale).

Come ti stai preparando? Segui qualche programmazione?

Attualmente mi sto gestendo da solo da un punto di vista di preparazione sportiva. Durante la settimana faccio indoor cycling, corro, nuoto in piscina e Crossfit. I weekend generalmente li dedico ai lunghi in bici/corsa e alle gare. A breve però intraprenderò un percorso insieme al Coach Andrea Gabba in vista dell’ICON.

Come curi la tua alimentazione durante la preparazione? E durante i weekend di gara?

Attualmente sono seguito da un nutrizionista che mi segue sia durante la preparazione che durante i weekend di gara.

Da ultimo, parliamo di integrazione. Perché hai scelto Gensan?

Ho conosciuto gli integratori Gensan l’anno scorso durante la Steelman. Utilizzo i Carbogel e il Cyclodex Complete da più di sei mesi ormai (anche durante l’Ironman e l’Everesting) e non ho avuto alcun problema gastro-intestinale, problema invece riscontrato con altri brand. È per questo motivo per cui vi ho scelti.

Quali sono i tuoi integratori Gensan preferiti?

Il mio preferito in assoluto è sicuramente il Cyclodex Complete; oltre che ottimo per le performance è pure gradevole. Giornalmente inizio la giornata con l’assunzione di OMEGA 3. Durante gli spuntini alterno le barrette proteiche BARBEL BAR 50 gusto nocciola alle proteine in polvere ULTRA WHEY al gusto gianduia. Prendo un Carbogel come pre-workout specie quando non mi sento al 100% o alla mattina presto quando il corpo necessita di una spinta in più. Per la bici, e nell’endurance in generale, mi trovo veramente bene assumendo il Cyclodex Complete e qualche Carbogel a supporto. Invece per il post allenamento utilizzo gli amminoacidi essenziali EAA PLUS al tropical-cocco.

Ti ringraziamo molto per questa intervista incredibile Riccardo. Ti auguriamo con tutto il cuore di raggiungere tutti i tuoi obiettivi. Ragazzi, ricordatevi di seguirlo su Instagram https://www.instagram.com/riccardo.mala/.

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