Alimentazione

Metabolismo bloccato: un falso mito da sfatare

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Ti è mai capitato di intraprendere un percorso per rimetterti in forma, sia in vista di una gara sportiva sia per te stesso, e non ottenere i risultati sperati? Molto spesso le cause ruotano intorno a quello che viene definito erroneamente “metabolismo bloccato”. 

In questo articolo andiamo a vedere nel dettaglio da cosa dipende il rallentamento dell’attività metabolica, quali sono i segni distintivi che il corpo ci dà e come risvegliare un metabolismo dormiente. Per poter concretizzare tutti gli sforzi e riprendere a bruciare la giusta quantità di calorie. 

Perché è sbagliato dire metabolismo bloccato? 

Ad oggi, il termine metabolismo bloccato non ha nessun significato, semplicemente per il fatto che in ambito medico-sportivo non esiste una situazione fisiologica fondata su evidenze scientifiche, in cui si manifesta un blocco metabolico, questo perché causerebbe la cessazione dell’attività cellulare (1) che equivale alla morte del corpo stesso. 

Dunque è più corretto definire il rallentamento della perdita di peso, ovvero una certa lentezza dell’organismo a compiere quei processi chimici che puntano all’assemblaggio di molecole complesse a partire da quelle più semplici, e viceversa. Esistono persone geneticamente predisposte ad avere un metabolismo lento oppure che soffrono di patologia come l’ipertiroidismo, mentre in altri casi siamo noi, con la sedentarietà e la pigrizia nel seguire una dieta appropriata, a diminuire l’attività catalitica del metabolismo.  

Per capire come intervenire sul metabolismo lento, bisogna sapere cos’è il metabolismo, dunque il primo passo che andremo a fare sarà quello di comprendere a pieno le funzioni metaboliche del corpo e perché vengono influenzate dai nostri comportamenti. 

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Definiamo il metabolismo 

Il concetto di metabolismo ha radici radicate nell’evoluzione dell’uomo, infatti, a partire dai periodi della storia in cui la scarsità di alimenti era un problema per la sopravvivenza, il corpo si è adattato dando luogo ad un meccanismo capace di preservare le riserve energetiche, mantenendo una certa stabilità a livello fisiologico e dunque permettendo di resistere a lunghi periodi senza cibo. 

Si tratta del metabolismo che ad oggi, con termini più scientifici, possiamo definire come l’intreccio di reazioni chimiche che forniscono energia e materia alle cellule (2). La complessa architettura metabolica fa sì che i diversi organi del nostro corpo comunichino tra loro per gestire le riserve energetiche, come ad esempio:  

  • Tessuto adiposo e fegato collaborano tra loro attraverso ormoni e segnalatori capaci di regolarizzare l’immagazzinamento delle energie o il loro consumo.  
  • Tessuto muscolare e tessuto adiposo sono capaci di regolare la spesa energetica sacrificando, quando necessario, una parte dei muscoli, come nel caso dei digiuni prolungati. 

 Sulla base di questi meccanismi si instaura il rallentamento del dispendio energetico che si riflette sulla capacità di bruciare calorie in modo efficace, in particolare, può determinare: 

  • Una situazione di stallo del peso, che rimane uguale per lunghi periodi di tempo; 
  • Un rallentamento nella perdita di calorie, qualora ci sia la necessità di perdere peso 

Risulta opportuno informarti sul concetto di “memoria del peso” che interessa l’attività metabolica e prevede il ritorno al valore considerato ideale dal nostro corpo, da un punto di vista evoluzionistico (3). Ecco perché il percorso di dimagrimento deve essere graduale e si deve adattare alle esigenze personali, per non finire nel loop dell’effetto yo-yo! Per non rischiare che il metabolismo rallenti precipitosamente la sua attività, tieni sempre a mente questa importante caratteristica, ma soprattutto fai sì che la dieta cambi nel tempo, così da disattivare il circolo vizioso che ti riporterebbe di nuovo al peso di partenza. 

Nel paragrafi successivi analizzeremo i fattori che ostacolano la perdita di peso ed incentivano il “blocco metabolico” di modo che possa riconoscerli ed evitarli. 

Come capire se il metabolismo è bloccato? O meglio, rallentato.

Per dimagrire, la regola aurea ci dice che la riduzione del peso è uguale al bilancio energetico con valore negativo (-BE = energia introdotta – energia spesa) dunque l’energia che bruciamo deve essere maggiore di quella che introduciamo (4). Quando non è possibile apprezzare questa situazione ottimale, risulta opportuno andare ad analizzare i segni che il corpo ci sta mandando, per capire se si tratta di “blocco metabolico” o di un evento sporadico. 

I sintomi del metabolismo lento non sempre sono ben riconoscibili, spesso vengono confusi con patologie o situazioni di stress, ma una volta circoscritta la causa è possibile impostare, con il proprio medico nutrizionista, il ripristino delle funzioni catalitiche ottimali. Scopriamo insieme i segni che il nostro corpo ci manda quando abbiamo in atto una riduzione dell’attività metabolica: 

  • Tendenza ad ingrassare rapidamente pur mangiando poco 
  • Difficoltà nel perdere peso 
  • Sensazione di debolezza 
  • Pasti frequenti 
  • Pressione bassa 
  • Stress 
  • Eccessiva sudorazione
  • Rallentamento dell’attività tiroidea 

 Tra i sintomi elencati troviamo anche condizioni patologiche per le quali bisogna far particolare attenzione come l’ipotiroidismo o l’insulino-resistenza, tali per cui devono essere trattate dal proprio medico. Mentre in altre circostanze ci si può aiutare adottando delle abitudini salutari, come ad esempio la depurazione del fegato o rendere meno monotoni i pasti quotidiani evitando di controllare morbosamente le Kcal introdotte. 

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Come riattivare il metabolismo rallentato

La soluzione al “blocco metabolico” esiste! Ma occorre comprendere a monte la causa del mancato o rallentato dimagrimento, oltre al fatto di evitare l’approccio a metodi autonomi senza il consulto di uno specialista (5). La cosa più semplice che nell’immediato può far la differenza, è quella di migliorare il tuo stile di vita: 

  • Introducendo o potenziando le sessioni di sport: diversi studi (6) hanno dimostrato che la sedentarietà comporta molto spesso anche un rallentamento metabolico importante. Con uno stile di vita attivo si intende, per chi non è abituato, anche una semplice passeggiata quotidiana capace di riattivare il consumo energetico muscolare. Mentre per chi è già allenato, il consiglio è quello di non lasciar abituare il corpo ad uno stesso esercizio o sessione di allenamento ma variare aumentando a step graduali il carico di lavoro permettendo al fisico un recupero muscolare efficace. 
  • Seguendo un’alimentazione bilanciata in base ai ritmi giornalieri:  mangiare di più, molte volte, è la chiave che sbloccherà il metabolismo rallentato. Le fantomatiche diete ipocaloriche dove si avverte una costante sensazione di fame, sono altamente controproducenti se stai cercando di perdere peso. Questo perché con la diminuzione repentina ed eccessiva delle Kcal introdotte, si avrà un aumento esponenziale dell’ormone cortisolo, responsabile nell’indurre una forte ritenzione idrica all’interno delle cellule. Una volta ripristinato un bilancio energetico sostenibile ovvero non troppo sbilanciato, i livelli di cortisolo scenderanno (effetto Whoosh) liberando le cellule adipose dell’acqua che trattenevano al loro interno. Tale principio sta anche alla base del gonfiore indotto dall’assunzione di cortisone (7). 

Conclusioni e consigli

Dunque, volendo riepilogare in breve ciò di cui abbiamo trattato in questo articolo dedicato al mito del “metabolismo bloccato”, possiamo evidenziare che:  

  • Questo termine è un gergo comune non fondato in ambito medico, da sostituire con il concetto di rallentamento metabolico che riguarda una condizione fisiologica molto più ampia, rispetto alla semplice perdita di chili associati all’aspetto estetico. 
  • Le reazioni metaboliche, affinché risultino efficienti per la corretta produzione di energia cellulare, devono essere bilanciate grazie all’introduzione Kcal assunte con la dieta rispetto a quelle consumate attraverso l’attività fisica. 
  • Riconoscere i segni e le possibili cause che inducono un rallentamento del metabolismo è il primo grande passo che puoi fare verso la riattivazione catalitica endogena. 
  • Prima di intraprendere qualsiasi fantomatica strada verso il dimagrimento, recati da uno specialista in grado di valutare la condizione in cui versa il tuo corpo e impostare un piano alimentare e sportivo graduale che permetta al corpo di contrastare la memoria metabolica. 

Inizia a prenderti cura del tuo corpo attraverso un’autoanalisi di cosa puoi fare per migliorare il tuo stile di vita, ogni decisione presa a favore del benessere psicofisico ti aiuterà a riattivare gradualmente il metabolismo e perdere i chili di troppo, ottenendo un corpo in salute e in grado di affrontare ogni sfida sia quotidiana che sportiva. 

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Bibliografia
https://www.casalinutrizionista.it/articolo/il-metabolismo-bloccato-e-una-caga-pazzesca https://www.treccani.it/enciclopedia/metabolismo_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/ https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC535701/ https://www.my-personaltrainer.it/perdere-peso.html https://www.robertouliano.it/metabolismo-come-sbloccarlo-e-come-renderlo-piu-veloce https://link.springer.com/article/10.1007%2Fs40619-015-0160-z https://www.casalinutrizionista.it/articolo/diet-break-benefici-nascosti-e-dove-trovarne
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