Introduzione
Il carbohydrate mouth rinse è una strategia di integrazione che consiste nel risciacquare la bocca con una soluzione contenente carboidrati. L’interesse per questa strategia in ambito sportivo nasce dall’ipotesi che il contatto dei carboidrati con la cavità orale possa attivare segnali cerebrali coinvolti nella motivazione, nel controllo motorio e nella percezione dello sforzo [1].
Che cos’è il mouth rinse?
Il carbohydrate mouth rinse è una procedura nella quale l’atleta mantiene nella bocca una soluzione contenente carboidrati per alcuni secondi, la distribuisce tra lingua e mucose e infine la elimina. La soluzione non viene quindi ingerita e non viene utilizzata con l’obiettivo di fornire carboidrati come substrato energetico [7].
Le soluzioni più utilizzate negli studi sono a base di maltodestrina, generalmente in concentrazioni comprese tra il 6 e il 6.4%. La revisione di Hartley e colleghi ha analizzato protocolli di maltodestrina con una concentrazione di almeno il 6% e un risciacquo di almeno 5 secondi. Nei singoli studi il risciacquo durava generalmente 5 o 10 secondi e poteva essere ripetuto più volte durante la prova, con frequenze comprese indicativamente tra 4 e 12 risciacqui [2].
Risulta evidente quindi come non esista un protocollo standardizzato di mouth rinse: gli studi adottano infatti combinazioni diverse di concentrazione, volume, durata e frequenza, in relazione anche al tipo di esercizio e al disegno della prova [2].
Perché il mouth rinse migliora le performance senza ingerire carboidrati?
Il possibile effetto del carbohydrate mouth rinse viene collegato alla presenza dei carboidrati nella cavità orale e all’attivazione di aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione del gusto, nella risposta a stimoli gratificanti e nel controllo motorio [1].
A supporto di questa ipotesi, Chambers e colleghi hanno osservato che il risciacquo orale con una soluzione di glucosio al 6.4% migliorava la prestazione in una prova a tempo ciclistica di circa un’ora rispetto a un placebo contenente dolcificante, riducendo significativamente il tempo medio di completamento [8].
In una seconda parte dello studio, gli autori hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per osservare la risposta cerebrale all’esposizione orale ai carboidrati. Sia il glucosio sia la maltodestrina hanno attivato aree associate all’elaborazione del gusto, alla ricompensa e al controllo motorio. In particolare, la maltodestrina produceva un pattern di attivazione simile a quello del glucosio nonostante fosse percepita come meno dolce, suggerendo che il riconoscimento orale dei carboidrati possa avvenire, almeno in parte, attraverso meccanismi indipendenti dalla percezione della dolcezza [8].
Il beneficio sulla performance potrebbe quindi derivare da una risposta del sistema nervoso centrale alla presenza di carboidrati nella cavità orale, piuttosto che dal loro assorbimento e utilizzo come substrato energetico. L’attivazione di circuiti coinvolti nella ricompensa, nella motivazione e nel controllo motorio potrebbe infatti contribuire a sostenere l’output durante l’esercizio [8].
Questa interpretazione rimane tuttavia un’ipotesi: gli esperimenti di neuroimaging sono stati condotti a riposo e con concentrazioni di carboidrati quasi tre volte superiori a quelle utilizzate nelle prove di esercizio. I risultati supportano quindi l’ipotesi di un meccanismo centrale, senza tuttavia dimostrare che l’attivazione cerebrale osservata mediante risonanza magnetica sia direttamente responsabile del miglioramento della performance durante l’esercizio [8].
Quando il mouth rinse è utile? Durata, intensità e tipo di fatica
Il carbohydrate mouth rinse è stato proposto come possibile strategia ergogenica negli esercizi di intensità moderata o elevata della durata di circa 30-75 minuti. La metanalisi di Hartley e colleghi ha rilevato un effetto complessivo piccolo; tuttavia, l’analisi più conservativa ha prodotto un risultato al limite della significatività [2].
La durata dell’esercizio, però, non sembra sufficiente da sola a spiegare l’effetto. Il possibile beneficio deve essere interpretato considerando anche l’intensità dello sforzo e il tipo di fatica che caratterizza la prova. Secondo Painelli e colleghi, l’efficacia del mouth rinse potrebbe dipendere dal contributo relativo della fatica centrale e periferica, con un beneficio superiore negli esercizi in cui la componente centrale assume maggiore rilevanza [1].
Nel complesso, il mouth rinse può rappresentare una strategia da valutare in esercizi di durata medio-breve, ma la sua efficacia sembra dipendere anche dall’intensità e dai meccanismi di fatica che limitano la prestazione [1,2,9].
Mouth rinse vs. assunzione di carboidrati: vantaggi e limiti
Mouth rinse e assunzione di carboidrati non sono strategie equivalenti. Il risciacquo permette di esporre la cavità orale ai carboidrati senza richiederne l’ingestione, mentre i carboidrati ingeriti possono contribuire anche al mantenimento della glicemia e alla disponibilità di substrato energetico durante l’esercizio [6].
Nel confronto di Ali e colleghi, nove ciclisti e triatleti moderatamente allenati hanno eseguito una prova a tempo di circa un’ora in condizioni di ridotta disponibilità di carboidrati, confrontando mouth rinse e ingestione di carboidrati al placebo. Il mouth rinse non ha modificato significativamente le risposte percettive. Con l’ingestione, invece, la potenza media e la glicemia sono risultate più elevate rispetto alle altre condizioni, sebbene il tempo di completamento della prova non sia risultato significativamente differente [4].
Il mouth rinse può quindi essere preso in considerazione quando, per durata e caratteristiche dell’esercizio, non è necessario un apporto significativo di carboidrati durante la prova [6]. Quando invece l’esercizio si prolunga e i carboidrati diventano un’importante fonte energetica, l’ingestione rimane la strategia prioritaria e il risciacquo non può sostituirla [6].
Applicazioni pratiche negli sport di endurance, forza e sport di squadra
Le applicazioni del carbohydrate mouth rinse sembrano dipendere dalle caratteristiche della prestazione. Negli sport di endurance, il mouth rinse ha mostrato possibili benefici sulla performance, sebbene i risultati non siano uniformi [2]. Ferreira e colleghi, ad esempio, non hanno osservato miglioramenti in un time trial ciclistico di 30 km svolto dopo l’assunzione di un pasto [10].
Nell’esercizio contro resistenza, il mouth rinse ha invece aumentato le ripetizioni a esaurimento all’80% del 1RM, ma non al 40%, suggerendo un possibile effetto dipendente dall’intensità [11].
Negli sport di squadra, le evidenze rimangono meno definite: in un protocollo di sprint ripetuti rappresentativo di discipline come calcio e rugby non sono emersi chiari benefici sulla performance [12].
Nel complesso, il mouth rinse può rappresentare una strategia da considerare in contesti specifici, ma la sua applicazione dovrebbe essere valutata in relazione al tipo di esercizio, all’intensità e alle condizioni nutrizionali dell’atleta.
Conclusioni
Il carbohydrate mouth rinse può produrre un beneficio acuto in alcuni protocolli di esercizio, sebbene l’effetto medio sia generalmente modesto e influenzato da variabili quali durata, intensità e tipologia dello sforzo, oltre che dallo stato alimentare dell’atleta [2,3]. Le evidenze più favorevoli riguardano soprattutto prove di endurance di durata medio-breve, mentre i risultati sono meno coerenti nell’allenamento contro resistenza e negli sport intermittenti.
Questa strategia si basa sulla stimolazione dei recettori orali attraverso il risciacquo con una soluzione contenente carboidrati, senza che sia necessario ingerirla. Non è quindi equivalente all’assunzione di carboidrati: quando la soluzione viene espulsa, non apporta substrati energetici né determina la risposta glicemica associata alla loro ingestione [4,5].
Il mouth rinse può dunque trovare applicazione in contesti specifici, nei quali non sia necessario introdurre quantità significative di carboidrati durante l’esercizio o l’ingestione risulti poco tollerata. Quando, invece, la durata e le caratteristiche della prova richiedono un apporto energetico durante la prestazione, l’assunzione di carboidrati rimane la strategia prioritaria [6].



