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Vasodilatatori naturali: a cosa servono nello sport?

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Vasodilatatori naturali: a cosa servono e come migliorano la tua performance

Scopri di più sui benefici e i vantaggi di un integratore a base di vasodilatatori naturali per chi pratica sport di endurance.

Introduzione

Iniziamo subito questo articolo incentrato sui benefici che apportano gli integratori a base di vasodilatatori naturali, per chi pratica sport di endurance, con una panoramica su quella che è la funzione primaria di un dilatatore vasale a livello fisiologico, affinché tu possa comprendere a pieno i vantaggi nell’integrarli all’interno delle tue sessioni di allenamento.

Cos’è la vasodilatazione e da chi è indotta

Con il termine vasodilatazione intendiamo quel processo fisiologico che promuove l’aumento del calibro dei vasi sanguigni.

I vasi interessati sono arterie, arteriole, vene di grande calibro e tutte presentano al loro interno una muscolatura liscia, essenziale affinché si attivi il rilassamento vasale, dunque l’aumento di flusso sanguigno.

La vasodilatazione è in netta opposizione alla vasocostrizione in cui avviene la riduzione del calibro dei vasi, con conseguente aumento della pressione sanguigna ed un minor afflusso di sangue ai distretti periferici.

La funzione primaria svolta dai vasodilatatori è quella di eliminare lo stimolo, ovvero il calcio intracellulare, che induce la contrazione della muscolatura liscia involontaria, così da aumentare il flusso di sangue verso i tessuti che sono in uno stato di carenza da ossigeno, glucosio o lipidi.

Ruolo centrale dell’Ossido Nitrico nella dilatazione vasale

Tra i più noti elementi capaci di indurre la vasodilatazione troviamo l’Ossido Nitrico.

L’Ossido Nitrico (NO) è una componente radicalica gassosa capace di ossidare o ridurre gli elementi con cui viene a contatto.

Si tratta essenzialmente di un gas, formato dall’unione di un atomo di Azoto legato ad un atomo di Ossigeno.

Funge da neurotrasmettitore e secondo messaggero nelle cellule endoteliali stimolando la produzione di cGMP (guanosin-monofosfato ciclico) e provocando rilascio della muscolatura liscia, da cui un aumento della vasodilatazione con conseguenti benefici sia a livello muscolare che sulla salute cardiovascolare (1).

All’interno del nostro organismo, viene prodotto sia  a livello endogeno, da diversi tipi di cellule (endoteliali, nervose, muscolari), a partire dall’amminoacido arginina che dalla riduzione dei nitriti.

La biosintesi di NO avviene secondo i seguenti passaggi (2):

  1. Il primo consiste nella trasformazione della L-arginina in idrossi-arginina da parte della NO sintetasi; questa reazione, che è catalizzata da una porzione specifica dell’enzima, richiede la presenza di un cofattore enzimatico, la tetraidrobiopterina.
  2. La idrossiarginina interagirà quindi con H2O2 sviluppatasi per opera dell’attività catalasica propria di un’altra porzione dell’enzima della NO sintetasi che richiede come cofattori NADPH, FAD ed FMN.
  3. A tale reazione seguirebbe la formazione di un ulteriore substrato intermedio che, infine, verrebbe convertito in citrullina liberando NO.

I vantaggi che apporta l’Ossido nitrico a chi pratica sport di endurance sono potenzialmente numerosi, poiché l’incremento del lume vascolare, dunque un più agevole trasporto ematico, migliora qualsiasi attività che prevede uno sforzo prolungato nel tempo.

Ma veniamo al punto, ciò che ci serve sapere è quale elemento di origine alimentare introdurre affinché si attivi la sintesi endogena dell’Ossido Nitrico, così da poter mediare la dilatazione vasale in base alle nostre esigenze personali, in termini di performance sportive e supporto fisiologico attivo, dato dai nutrienti circolanti nel sangue.

Arginina Citrullina e Nitrati: tre precursori essenziali nell’attivazione dell’Ossido Nitrico

Essendo un gas, l’Ossido nitrico, è facilmente intuibile che una sua diretta integrazione alimentare è pressoché impossibile.

Tuttavia possiamo stimolare la produzione interna al nostro organismo introducendo dall’esterno i precursori che fungono da attivatori della Ossido nitrico sintetasi.

I substrati più conosciuti in grado di dare il via alla produzione di NO sono l’Arginina, la Citrullina e i Nitrati di cui parleremo in maniera più approfondita qui di seguito.

Arginina

La L-arginina è un aminoacido semi essenziale con proprietà vasodilatanti in quanto funge da substrato per l’attivazione enzimatica del NO, la si trova con ampia disponibilità nei derivati animali, ma soprattutto, nella frutta secca oleosa come: mandorle, noci e anacardi.

In aggiunta alle proprietà vasodilatanti è bene ricordare che la L-arginina svolge svariate funzioni come l’importante ruolo che ricopre nella sintesi proteica del glucosio e della creatina, due componenti essenziali nel ripristino dei valori fisiologici ottimali in fase di allenamento.

Citrullina

La Citrullina fu scoperta per la prima volta all’interno del cocomero (in latino Citrullus) da cui prende il nome, ed è un amminoacido non essenziale di tipo alfa.

Implicata  principalmente nel ciclo dell’urea, funge anche da vasodilatatore promuovendo la sintesi dell’Ossido Nitrico.

A livello sportivo risulta importante per la sua attività antiaterosclerotica e protettiva dei vasi sanguigni, per aumentare il ritmo metabolico dell’organismo, per diminuire la fatica muscolare e potenziare la performance aerobica (3)

Nitrati

I nitrati sono composti costituiti da un atomo di azoto e tre di ossigeno (NO3).
A livello alimentare li ritroviamo nella barbabietola rossa, nel succo di barbabietola, nella rucola, nella lattuga e negli spinaci (4). Anche se il nostro corpo è in grado di produrli in autonomia attraverso l’ossidazione del NO, una volta introdotti con l’alimentazione vengono ridotti a nitriti (NO2) dalla nitrato riduttasi batterica che si trova sulla superficie della lingua.

NO3- + e– + 2 H > NO2- + H2O

I nitriti formatisi, deglutiti con la saliva, una volta giunti nello stomaco interagiscono con l’acido cloridrico producendo Ossido Nitrico (NO), secondo la cosiddetta via NOS indipendente, entrando nel circolo sistemico e promuovendo la vasodilatazione (5).

Vasodilatatori naturali cosa sono e dove trovarli

I vasodilatatori naturali sono integratori alimentari, in grado di sopperire alle carenze fisiologiche, date dall’elevata intensità dello sforzo fisico a cui è sottoposto il nostro corpo, durante un allenamento di endurance.

L’altra faccia della medaglia prevede l’utilizzo di farmaci, capaci anch’essi di produrre una vasodilatazione controllata, ad un rischio nettamente maggiore, per gli effetti collaterali che potrebbero manifestarsi come: tachicardia, ipotensione e ritenzione renale di sodio.

Se introdotti all’interno della propria routine di allenamento, nel modo corretto e dopo essersi sottoposti a controlli medici, l’utilizzo di vasodilatatori naturali non può che non essere un aiuto salubre a quelle che sono le tue performance sportive.

Alimenti che inducono la vasodilatazione

Il consumo di alimenti vasodilatatori deve sempre e necessariamente far parte di una dieta salutare ed equilibrata in previsione di un’attività sportiva di endurance.

Esistono infatti diversi alimenti, soprattutto di origine vegetale che si comportano come vasodilatatori naturali, vediamone insieme alcuni:

Spinaci e barbabietola

Spinaci e barbabietole sono in grado di svolgere la funzione di substrato alimentare a partire dal nitrato (NO3-).

Non a caso, troviamo il nitrato ad una percentuale elevata sia negli spinaci che nelle barbabietole rosse.

In seguito alla loro digestione si ottiene l’ossido nitrico che favorisce la naturale dilatazione dei vasi sanguigni.

Inoltre hanno importanti proprietà antinfiammatorie e antiossidanti attive nella rimozione dei radicali liberi dell’ossigeno, i cui livelli aumentano durante lo stress fisico (8) dato dagli sport di endurance.

Anguria e melone

Anguria e melone sono i due frutti che contengono la più alta percentuale di citrullina.

Le tesi che avvalorano i benefici ottenuti dalla citrullina (6) in seguito ad un’assunzione alimentare, dimostrano che ha la capacità di incidere sulla riduzione della pressione arteriosa, migliorando l’apporto di ossigeno ai mitocondri, i veri produttori di energia per i nostri muscoli.

Aglio

Quando parliamo di vasodilatatori naturali, non esiste solo la citrullina e la L-arginina, ma troviamo anche il solfuro di idrogeno (H2S).

L’aglio è stato dimostrato (7) essere uno degli alimenti in grado di produrre, nel nostro organismo, piccole quantità di H2S, portando i vasi sanguigni ad una dilatazione graduale.

La vasodilatazione mediata da solfuro di idrogeno normalizza il valore dei lipidi nel sangue ed evita l’ossidazione del colesterolo, impedendo così la formazione di coaguli nel circolo sanguigno, di fondamentale importanza quando si porta il corpo ad alti livelli di stress fisico.

Sedano

Nel caso del sedano non si tratta di un vero e proprio alimento vasodilatatore, meglio definirlo un precursore capace di attivare sostanze vasodilatatrici, grazie alla presenza della molecola 3-n-butilftalide.

Tale molecola che contraddistingue il sedano, agisce come ottimo rimedio naturale per contrastare il deposito di lipidi in eccesso all’interno dei vasi arteriosi.

Zenzero

Lo  zenzero è un ottimo alleato per chi pratica sport di endurance, grazie alle sue proprietà benefiche, tra cui la capacità di dilatare i vasi sanguigni bloccando i canali del calcio voltaggio-dipendenti.

Secondo una ricerca pubblicata sul Journal of cardiovascular Pharmacology (9) per far si che lo zenzero rilasci un maggior quantitativo di molecole vasodilatanti occorre assumerlo possibilmente crudo, anche meglio se estratto o in alternativa grattugiato su i cibi che fanno parte della tua dieta.

Terminata questa carrellata di cibi dalle proprietà vasodilatanti, mi preme ricordarti che per ottenere una maggior efficacia sarebbe meglio assumerli in purezza, evitando ogni tipologia di cottura. Per quanto possano essere più saporiti, purtroppo il cambiamento termico a cui verrebbero sottoposti finirebbe col disperdere gli elementi vasodilatatori di cui stiamo cercando l’effetto benefico.

I vasodilatatori naturali assunti attraverso l’alimentazione non vanno mai intesi come un’alternativa completa a quello che può essere un integratore sicuramente più completo, bilanciato e mirato a livello nutrizionale.

Integratori a base di vasodilatatori naturali

Riallacciandoci al discorso di prima voglio presentarti due possibili integratori a base di vasodilatatori naturali che puoi introdurre nelle tua routine per dare un impatto più performate alle sessioni di allenamento:

NoBeet è un integratore che migliora le performance negli sport misti e negli sport di endurance grazie all’aumento della sintesi di Ossido Nitrico (NOS) sia a livello endogeno, tramite la L-Citrullina che amplifica gli effetti della L-Arginina, sia a livello esogeno con l’aiuto dei nitrati (NO3−) e nitriti (NO2−) della barbabietola che vengono assorbiti a partire dal primo tratto intestinale promuovendo l’azione vasodilatatoria e di sintesi di Ossido Nitrico.

Akg migliora il recupero e aumenta la forza.Si tratta di un integratore alimentare per il recupero muscolare base di L-Arginina alfa-chetoglutarato (AKG), Vitamina C e Vitamina B6. Le vitamine e l’Arginina contenute in AKG lo rendono un prodotto ideale per migliorare il trofismo ed il recupero muscolare.

Si può dunque affermare che l’assunzione di vasodilatatori naturali migliora le prestazioni negli sport di endurance?

Concludiamo questo articolo sull’importanza dell’utilizzo di integratori a base di vasodilatatori naturali con una sintesi per punti dei maggiori benefici che apporta l’assunzione di integratori a base di vasodilatatori naturali, al corpo di un atleta che pratica sport di endurance:

  • Migliora l’efficienza della respirazione mitocondriale sia tramite la funzione di accettore alternativo di elettroni sostituendo O2, che riducendo lo scivolamento delle pompe protoniche, con conseguente diminuzione del consumo di ossigeno maggiore della riduzione della sintesi di ATP, da cui aumento dell’efficienza della fosforilazione ossidativa (10);
  • Regola il flusso sanguigno migliorando l’ossigenazione muscolare grazie alla vasodilatazione indotta (10);
  • Potenzia la contrazione muscolare attraverso una riduzione dell’eccessivo rilascio di Ca2+ indotto dall’ossidazione da parte di specie reattive dell’ossigeno (11);
  • Stimola la proliferazione delle cellule satelliti (12);
  • Attiva la biogenesi mitocondriale attraverso il coattivatore di trascrizione PCG1alfa(13).

 

Ebbene si, ad oggi grazie ai numerosi studi condotti nel campo dell’integrazione sportiva possiamo affermare che l’assunzione di integratori naturali migliora le prestazioni fisiche in chi pratica sport di endurance, andando ad influenzare i meccanismi energetici deputati alla produzione di Atp e migliorando di conseguenza le funzioni cardiovascolari e muscolari.

Bibliografia
(1) (Mcdonagh STJ et al. Potential benefits of dietary nitrate ingestion in healthy and clinical populations: A brief review 2018: 1-15).

(2) https://www.dnbm.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid136695.pdf

(3) https://www.my-personaltrainer.it/benessere/citrullina.html.

(4) Byran NS and Hord NG (2010). Dietary Nitrates and nitrates in: (Bryan N, Food Nutrition and the Nitric Oxide pathway. Destech Pub Inc: Lancaster, PA, p 59-77).

(5) (Nathan S. Bryan, Joseph Loscalzo Humana Press, nitrite and nitrate in human and disease healt 2017; p 3-8,17-22).

(6) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2953417/?tool=pubmed

(7) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21033626/

(8) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21830999/

(9) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15613983/

(10) Clerc P et al, Nitric oxide increases oxidative phosphorylation efficiency. J Bioenerg Biomembr. 2007 Apr;39(2):158-66. Epub 2007

(11) Bailey SJ et al, Dietary nitrate supplementation reduces the O2 cost of low-intensity exercise and enhances tolerance to high-intensity exercise in humans. Appl Physiol (1985). 2009 ;107(4):1144-55.

(12) Anderson J.E. A role for nitric oxide in muscle repair: nitric oxide mediate activation of muscle satellite cells. MOl. Biol. Cell 2000; 11 (5): 1859-74.

(13) Kelly, D.P. Scarpulla, transcriptional regulatory circuits controlling mitochondrial biogenesis and function. Gene Dev. 2004. 18 (4) p. 357-68

 

 

 

 

 

 

 

 

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