Le Uova e il Colesterolo: Falsi Miti. Parte II
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Le Uova e il Colesterolo: Falsi Miti. Parte II

introduzione: pur avendo oltrepassato la soglia degli anni venti, siamo ancora a disquisire sull\'annosa questione delle uova e del loro effetti sulla salute , in particolare del colesterolo in esse contenuto.

Assorbimento del colesterolo

Quantità prodotta di colesterolo 

Formazione del colesterolo

Correlazione tra uova e colesterolo endogeno: l’ovomucina e le altre proteine dell’uovo

I più recenti studi osservazionali sulle uova e i loro limiti

Conclusioni

assorbimento colesterolo

Il primo punto fondamentale da comprendere è che l’assorbimento del colesterolo è soggettivo (che possono variare da persona a persona) perché dipende da un processo multifattoriale (alimentazione, farmaci, composizione della bile, fattori genetici e del lume intestinale) e da diversi geni espressi a livello degli enterociti[4].

Quantità prodotta di colesterolo  

Prima di tutto è bene ricordare che indipendentemente dalla quantità di colesterolo che noi assumiamo, che sia prossimo a zero o tra 300 e 500 mg come in una normale dieta occidentale (compresa la mediterranea), il nostro fegato produce all’incirca 800-1200 mg di colesterolo al giorno, che viene per lo più stoccato nella cistifellea all’interno della bile e riversato nel duodeno durante le fasi di digestione[3]. Successivamente il colesterolo viene riassorbito dall’intestino stesso a diversi livelli, per permettere il trasporto di alcuni nutrienti, tra cui le vitamine liposolubili. Alcuni enzimi contenuti nella bile stessa permetteranno la scomposizione del colesterolo prodotto da noi stessi oltre che a quello introdotto dai cibi e altri acidi grassi presenti, in modo da garantirne il corretto assorbimento o l’escrezione[3]. 

Formazione del colesterolo:

Il processo di formazione del colesterolo nel nostro fegato si compone di ben 37 passaggi complessi, ma il tasso di produzione è garantito dall’azione del HMG-CoA[5], enzima conosciuto per essere il target di molte terapie farmacologiche per ridurre l’ipercolesterolemia. 

Solitamente, il 75% del colesterolo presente è prodotto dal fegato, ma questa percentuale può variare in base a quello introdotto con la dieta, poiché di fatto il corpo tenderà a ristabilire i livelli che lo stesso organismo ha, in relazione a fattori di cui soprascritto[6,7]. 

Correlazione tra uova e colesterolo endogeno: l’ovomucina e le altre proteine dell’uovo

L’assorbimento del colesterolo direttamente dai cibi che lo contengono, può variare da persona a persona, dal 29% all’80,1%[8].

Prendendo in considerazione l’uovo, alcuni dei nutrienti contenuti in esso ne influenzano fortemente l’assorbimento a livello dell’organismo[9],in particolare l’ovomucina, che agisce:

1. sugli enterociti riducendo l’assimilazione del colesterolo 

2. a livello dell’ileo sul riassorbimento degli acidi biliari[10,11]; 

Le altre proteine dell’uovo sembrerebbero aumentare la frazione di lipoproteine HDL e diminuire le LDL, agendo sul metabolismo lipidico riducendo il rischio di insorgenza di malattia cardiovascolari[12–14]; inoltre, gli acidi grassi insaturi contenuti nel tuorlo[15] e i vari fosfolipidi[16] contribuiscono a modulare la frazione LDL nell’organismo e a diminuire l’assorbimento di colesterolo. 

I più recenti studi osservazionali sulle uova e i loro limiti

Due recentissimi studi epidemiologici hanno osservato una forte correlazione tra il consumo di uova e l’aumento dell’incidenza di malattie cardiovascolari, nonché altre cause di morte collegate sempre al loro consumo [1,2]. In questi due studi osservazionali sono stati presi oltre mezzo milione di cinesi come campione (per l’esattezza 777.163 persone) registrandone le abitudini per un anno circa[1] e 29.615 cittadini statunitensi[2] con una notevole media di 17 anni e mezzo di follow-up. Nello studio cinese è emerso che un consumo minore di 1-3 uova a settimana o superiore a 10 uova a settimana, è correlato ad una maggior incidenza di malattie cardiovascolari e tutte le morti ad esse correlate, mentre 3-6 uova a settimana è positivamente collegato ad un maggior benessere cardiometabolico (minor incidenza di ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, e diabete)[1]. Nello studio americano invece si evidenzia come anche il solo consumo di mezzo uovo intero al giorno in più nell’alimentazione dei soggetti seguiti, sia correlato ad un altissimo rischio di malattie cardiovascolari[2]. Entrambi gli studi sono, come abbiamo già detto, osservazionali e si affidano al “self-reporting” di abitudini alimentari, sportive e sociali dei singoli soggetti, che già di per sé rappresenta un enorme limite. Inoltre, i parametri presi in considerazione sono stati solamente il consumo di colesterolo e il consumo di uova giornaliero, senza tener conto dell’introito calorico totale, della distribuzione dei macronutrienti e delle fonti di cibo a cui attingevano. Infine, nello studio cinese si riporta una discreta percentuale di attività fisica tra i soggetti, oltre il 60% su tutti i gruppi (dai consumatori di 1 uovo ad oltre 10 a settimana), senza però specificare il tipo di attività fisica, la frequenza e il volume, ma solo descrivendola come “ideal phsycal activity”[1]. Questo parametro, che avrebbe potuto essere un’importante discriminante, rappresenta invece un ulteriore limite, poiché il concetto di “ideale attività fisica” potrebbe risultare drammaticamente lontano da una reale e adeguata attività motoria che possa mantenere i soggetti in uno stato di salute accettabile.  

Conclusioni 

Il colesterolo è una molecola lipidica normalmente prodotta dal nostro fegato, la sua produzione è strettamente soggettiva e dipende da numerosi fattori, tra cui l’introduzione di colesterolo da fonti di cibo che ne determina una minor produzione endogena. 

Il colesterolo introdotto dai cibi viene assorbito in quantità variabile in base all’alimento, e nel caso dell’uovo, alcune molecole contenute in esso hanno mostrato di ridurne l’assorbimento sia di quello prodotto sia di quello proveniente dai cibi.

l’uovo sembrerebbe possedere al suo interno altrettanti composti che potrebbero migliorare il profilo lipidico migliorando il rapporto tra le frazioni lipidiche HDL e LDL. Si consiglia in ogni caso di rivolgersi al proprio medico dietologo, nutrizionista o dietista per valutare un adeguato consumo di uova che si confà alle proprie esigenze.

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BIBLIOGRAFIA

1. Xia, X.; Liu, F.; Yang, X.; Li, J.; Chen, J.; Liu, X.; Cao, J.; Shen, C.; Yu, L.; Zhao, Y.; et al. Associations of egg consumption with incident cardiovascular disease and all-cause mortality. Sci. China Life Sci. 2020, 63, doi:10.1007/s11427-020-1656-8.

2. Zhong, V.W.; Van Horn, L.; Cornelis, M.C.; Wilkins, J.T.; Ning, H.; Carnethon, M.R.; Greenland, P.; Mentz, R.J.; Tucker, K.L.; Zhao, L.; et al. Associations of Dietary Cholesterol or Egg Consumption with Incident Cardiovascular Disease and Mortality. JAMA - J. Am. Med. Assoc. 2019, 321, doi:10.1001/jama.2019.1572.

3. Iqbal, J.; Hussain, M.M. Intestinal lipid absorption. Am. J. Physiol. - Endocrinol. Metab. 2009, 296.

4. Lammert, F.; Wang, D.Q.H. New insights into the genetic regulation of intestinal cholesterol absorption. Gastroenterology 2005, 129.

5. Nelson, D.L.; Cox, M.M. Lehninger Principles of Biochemistry 7th. W.H. Free. Co. 2017, 2.

6. Katan, M.B.; Beynen, A.C. Characteristics of human hypo- and hyperresponders to dietary cholesterol. Am. J. Epidemiol. 1987, 125, doi:10.1093/oxfordjournals.aje.a114545.

7. Herron, K.L.; Vega-Lopez, S.; Conde, K.; Ramjiganesh, T.; Shachter, N.S.; Fernandez, M.L. Men classified as hypo- or hyperresponders to dietary cholesterol feeding exhibit differences in lipoprotein metabolism. J. Nutr. 2003, 133, doi:10.1093/jn/133.4.1036.

8. Bosner, M.S.; Lange, L.G.; Stenson, W.F.; Ostlund, R.E. Percent cholesterol absorption in normal women and men quantified with dual stable isotopic tracers and negative ion mass spectrometry. J. Lipid Res. 1999, 40, doi:10.1016/s0022-2275(20)33370-8.

9. Kuang, H.; Yang, F.; Zhang, Y.; Wang, T.; Chen, G. The Impact of Egg Nutrient Composition and Its Consumption on Cholesterol Homeostasis. Cholesterol 2018, 2018.

10. Nagaoka, S.; Masaoka, M.; Zhang, Q.; Hasegawa, M.; Watanabe, K. Egg ovomucin attenuates hypercholesterolemia in rats and inhibits cholesterol absorption in Caco-2 cells. Lipids 2002, 37, doi:10.1007/s11745-002-0890-6.

11. Fernández-Robredo, P.; Rodríguez, J.A.; Sádaba, L.M.; Recalde, S.; García-Layana, A. Egg yolk improves lipid profile, lipid peroxidation and retinal abnormalities in a murine model of genetic hypercholesterolemia. J. Nutr. Biochem. 2008, 19, doi:10.1016/j.jnutbio.2006.12.020.

12. Sugiyama, K.; Ohkawa, S.; Muramatsu, K. Relationship between Amino Acid Composition of Diet and Plasma Cholesterol Level in Growing Rats Fed a High Cholesterol Diet. J. Nutr. Sci. Vitaminol. (Tokyo). 1986, 32, doi:10.3177/jnsv.32.413.

13. Huff, M.W.; Carroll, K.K. Effects of dietary proteins and amino acid mixtures on plasma cholesterol levels in rabbits. J. Nutr. 1980, 110, doi:10.1093/jn/110.8.1676.

14. Goldstein, J.L.; DeBose-Boyd, R.A.; Brown, M.S. Protein sensors for membrane sterols. Cell 2006, 124.

15. Yang, F.; Chen, G.; Ma, M.; Qiu, N.; Zhu, L.; Li, J. Fatty acids modulate the expression levels of key proteins for cholesterol absorption in Caco-2 monolayer. Lipids Health Dis. 2018, 17, doi:10.1186/s12944-018-0675-y.

16. Eckhardt, E.R.M.; Wang, D.Q.H.; Donovan, J.M.; Carey, M.C. Dietary sphingomyelin suppresses intestinal cholesterol absorption by decreasing thermodynamic activity of cholesterol monomers. Gastroenterology 2002, 122, doi:10.1053/gast.2002.32539.