Integrazione

Studio scientifico sul Nobeet pubblicato su Nutrients

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Riassunto dello studio

Gensan srl ha svolto uno studio sponsorizzato sul prodotto di punta Nobeet, a base di estratto di barbabietola e nitrati, pubblicato su Nutrients 

Nobeet è pensato per atleti di endurance 

Il lavoro ha visto coinvolti 10 triatleti amatoriali di endurance, di sesso maschile, sottoposti a supplementazione per 7 giorni consecutivi e senza per altri 7, con un tempo di washout di 15 giorni ed è stato osservato come Nobeet influenzi la produzione di ossido nitrico (NO), lo stato di stress ossidativo, alcuni marker infiammatori pur garantendo la tollerabilità gastrointestinale. 

I risultati sui campioni di sangue e urine mostrano che Nobeet: 

  • aumenta in modo marcato i metaboliti dell’ossido nitrico (NOx); 
  • determina un incremento dei marker metabolici legati all’attivazione della via del NO (iNOS, perossinitrito, 3-nitrotirosina), più forte di quanto atteso inizialmente; 
  • aumenta la produzione di specie reattive (ROS), ma non aumentano i marker di danno lipidico (8-isoprostano); 
  • non si evidenziano segnali di danno cellulare dai biomarcatori usati nello studio; 
  • ottima tollerabilità gastrointestinale. 

Perché studiare i nitrati della barbabietola 

Nobeet combina nitrati da barbabietola con altri ingredienti che supportano la via del NO (come L-citrullina e L-arginina) e N-acetilcisteina, con l’obiettivo di potenziare in modo sinergico queste vie.  

I nitrati contenuti nella barbabietola possono essere convertiti dall’organismo in ossido nitrico (NO), una molecola che contribuisce a regolare:   

  • la vasodilatazione e quindi il flusso di sangue ai muscoli; 
  • l’ottimizzazione del consumo di ossigeno durante lo sforzo alla base del metabolismo aerobico/anaerobico e del recupero funzionale essenziale; 
  • alcuni aspetti del bilancio redox e dell’infiammazione. 

Come è stato fatto lo studio 

Lo studio si è concentrato su 10 triatleti amatoriali uomini, sani con carico di allenamento stabile, valutando l’effetto di una settimana di assunzione giornaliera rispetto a una settimana senza integratore.  

In sintesi, il protocollo prevedeva:   

  • Disegno cross-over [1]:    
    • una settimana con Nobeet    
    • una settimana senza trattamento    
    • intervallo di 15 giorni tra i due periodi.    
  • Raccolta di sangue e urine:    
    • prima dell’assunzione    
    • 2 ore dopo la prima dose    
    • dopo 7 giorni di integrazione (e in modo analogo, nella settimana senza Nobeet).    

 Sono stati misurati, tra gli altri:   

  • metaboliti dell’ossido nitrico (NOx) e nitriti    
  • marker dell’attivazione del metabolismo via NO (iNOS, perossinitrito, 3-nitrotirosina)    
  • specie reattive dell’ossigeno (ROS)    
  • marker di danno lipidico (8isoprostano)    
  • attività di enzimi antiossidanti (SOD)    
  • citochine infiammatorie (IL6, IL10)    
  • tollerabilità gastrointestinale (questionario GSRS). 

Risultato 1: Efficacia dimostrata 

Lo studio mostra che la formulazione di Nobeet induce una risposta biologica molto marcata sui marker legati all’ossido nitrico 

  • significativo aumento dei metaboliti (NOx ) nel sangue e nelle urine dopo una settimana di integrazione;    
  • incremento significativo di enzimi che producono ossido nitrico (iNOS);  
  • aumento di perossinitrito e 3nitrotirosina, che indicano un’attivazione importante delle vie nitrato/nitrosative 

In pratica questo significa che Nobeet è in grado di attivare in modo deciso il sistema dell’ossido nitrico anche in atleti già allenati.    

L’effetto osservato è risultato superiore a quanto stimato inizialmente dagli stessi autori, in termini di ampiezza della risposta sui biomarcatori.   

Risultato 2: Efficacia senza segni di danno ossidativo  

Una delle critiche più frequenti ai nitrati è il timore che possano aumentare i radicali liberi e provocare danno cellulare. In questo studio, i ricercatori hanno osservato che: 

  • la produzione di ROS aumenta dopo la settimana con Nobeet 
  • non si sono registrati aumenti significativi dell’8-isoprostane (marker di elezione per la salute della membrana cellulare).

Quindi l’incremento delle specie reattive sembra inserirsi in una risposta redox “controllata”, più che in uno stress ossidativo francamente dannoso.

Risultato 3: Tollerabilità e trasparenza

Sul piano pratico, per chi lavora con atleti è cruciale sapere se un prodotto crei squilibri intestinali. In questo studio Nobeet è stato generalmente ben tollerato, non sono state registrate reazioni avverse dovute all’uso del prodotto.

Un punto di partenza per altri studi  

Questo studio pilota, pubblicato su Nutrients con un attuale IF di 5.0 e inserito in uno Special Issue, ha richiamato l’attenzione anche sul possibile utilizzo clinico del Nobeet in pazienti con disfunzioni endoteliali.   

Allo stesso tempo gli autori evidenziano in modo chiaro i limiti del lavoro: si è trattato, infatti, di studio pilota con pochi soggetti, assenza di placebo e cecità, nessuna misura diretta di performance (tempi, potenza, ecc.) e dieta e allenamento non completamente standardizzati. 

Gensan, sponsor di questo studio su Nobeet, riconosce questi limiti e li assume come punto di partenza per ricerche future più grandi e strutturate, in linea con un approccio di comunicazione etica e basato sui dati.   

Conclusioni  

In sintesi: questo studio pilota suggerisce che Nobeet può attivare in modo marcato la via dell’ossido nitrico negli atleti di endurance, aumentare alcune specie reattive senza mostrare segni di danno cellulare con i marker utilizzati ed essere ben tollerato dal punto di vista gastrointestinale nel campione studiato.  

Oggi possiamo dire, con prudenza, che i nitrati di Nobeet non si associano, in questo contesto, a un aumento misurabile di danno ossidativo cellulare, la risposta biochimica è promettente, ma va collegata a dati di performance in studi futuri, più ampi, controllati con placebo e con migliore controllo di dieta e allenamento.  

Resta un punto di valore: Gensan ha scelto di investire in ricerca clinica sul proprio prodotto di punta, Nobeet, per offrire a professionisti e atleti non solo promesse, ma dati oggettivi e scientifici su cui basare le proprie scelte. 

 

[1]  Nella randomizzazione cross-over i partecipanti sono sottoposti a una sequenza di trattamenti diversi. Ogni trattamento inizia ad un punto equivalente e ogni individuo serve come proprio controllo. Ciò presenta alcuni vantaggi come una bassa varianza dato che il trattamento e il controllo corrispondono allo stesso partecipante e si ha la possibilità di includere un certo numero di trattamenti. Tuttavia, deve essere previsto un intervallo di tempo sufficiente tra le diverse fasi del trattamento (periodo di wash-out). (Fonte: https://toolbox.eupati.eu/resources/disegni-dello-studio-clinico/?lang=it).

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