Alimentazione e integrazione nel rugby

Il rugby è uno sport di contatto dal carattere metabolico misto, che combina i sistemi energetici anaerobico alattacido, anaerobico lattacido e aerobico [1,2,7,8]. Gli atleti, infatti, sono impegnati in azioni esplosive, come sprint, placcaggi e sforzi intensi ripetuti, che devono essere sostenuti da una solida base aerobica. 

Per queste ragioni l’alimentazione nel rugby è cruciale per mantenere elevate le prestazioni, promuovere il recupero muscolare, ottimizzare la composizione corporea, sostenere le intensità prolungate e prevenire gli infortuni [3,6,9]. 

La dieta deve essere quindi bilanciata, ricca di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali. Inoltre, è importante che la dieta si adatti alle specificità dei ruoli e ai diversi periodi della stagione sportiva [3,4,9,11]. 

Quante calorie mangia un giocatore di rugby? 

Il rugby richiede qualità fisiche e tecniche diversificate in base al ruolo: gli avanti (es. piloni, seconde linee) eccellono in forza massimale, massa corporea e potenza esplosiva, i trequarti (es. ali, mediani) si distinguono per velocità, agilità e capacità aerobica [3,9], fondamentali per coprire il campo e sfruttare gli spazi aperti. Questa diversità richiede diete personalizzate per raggiungere la composizione corporea migliore per il ruolo svolto [3,5]. 

La ricerca indica che i rugbisti professionisti consumano tra le 3.000 e le 5.500 kcal/giorno, con variazioni in base a peso, ruolo e intensità dell’allenamento [1,3 9,10]. 

I giocatori di mischia o avanti, più pesanti (100-1320 kg), possono arrivare a 5.000-5.500 kcal/ giorno, mentre i trequarti (80-10095 kg) si attestano sulle 3.000-4.000 kcal/giorno. [3,9] 

Quanto mangiano i giocatori di rugby? 

L’alimentazione e la periodizzazione sono fondamentali per ottimizzare le prestazioni in uno sport fisicamente impegnativo [1,3,5,9]. Durante il pre-season, l’apporto calorico è elevato (4.000-5.500 kcal), con 6-10 g di carboidrati per kg di peso corporeo (es. 600-1.000 g per 100 kg) per sostenere allenamenti intensi e 1.8-2.2 g di proteine per kg di peso corporeo per favorire ipertrofia e recupero muscolare [1,5,9,10]. 

In-season, le calorie possono ridursi leggermente (3.500-4.500 kcal), con strategie di carb loading (8-12 g/kg) prima delle partite e pasti proteici (20-40 g) post-partita per il recupero. In off- season, l’apporto calorico scende (3.000-4.000 kcal) per mantenere  un’adeguata composizione corporea, con 4-6 g/kg di carboidrati e 1.6-2 g/kg di proteine. [1,9] 

La periodizzazione dell’allenamento e il carico di lavoro (alto in pre-season, ridotto in-season) devono sincronizzarsi con l’alimentazione, garantendo così picchi di performance nei momenti chiave [3,7]. 

Scheda alimentazione rugby 

Il timing dei pasti varia in base alla routine di allenamento e al livello dell’atleta [4,5]. 

I professionisti, spesso impegnati in allenamenti mattutini, seguono orari regolari. I semi- professionisti o amatoriali, con allenamenti serali post-lavoro, adattano i pasti di conseguenza [4]. Di seguito, un esempio di giornata alimentare per un atleta semi-professionista o amatore che si allena in orario serale. 

Orario Pasto Descrizione 
7:00 Colazione Yogurt greco + fiocchi d’avena + Frutta fresca + Frutta secca 

 

10:00 Spuntino Parmigiano o Frutta secca 

 

13.00 Pranzo Carboidrati (pasta, riso, cous cous ecc.) + verdure + parte proteica (pollo, manzo, pesce, legumi, latticini, uova ecc.) 
17:00 Merenda preallenamento Pane + marmellata + frutta fresca 
22.00 Cena Carboidrati (pasta, riso, cous cous ecc.) + verdure + parte proteica (pollo, manzo, pesce, legumi, latticini, uova ecc.) 

Per quanto riguarda invece i professionisti, questi potrebbero essere impegnati in doppie sedute di allenamento che si dividono tra mattina e pomeriggio dello stesso giorno, a seguire un esempio di come potrebbe dipanarsi una loro giornata alimentare. 

Orario Pasto Descrizione 
7:00 Colazione Yogurt + avena + marmellata + frutta secca  
10:00-12:00 Prima seduta di allenamento (campo) Integrazione con malto o ciclodestrine e vasodilatatori 

(citrullina o nitrati) 

 

12:30 Pranzo Carboidrati (pasta, riso, cous cous ecc.) + verdure + parte proteica (pollo, manzo, pesce, legumi, latticini, uova ecc.) 
14:30-16:30 Seconda seduta di allenamento (palestra) Integrazione con whey + ciclodestrine + creatina post allenamento 
18:00 Merenda Pane + uova, affettato magro, formaggio stagionato, burro di arachidi + frutta fresca   
20:30 Cena Carboidrati (pasta, riso, cous cous ecc.) + verdure + parte proteica (pollo, manzo, pesce, legumi, latticini, uova ecc.) 

Cosa mangiare prima di giocare a rugby? 

Il pasto pre-partita, consumato 3-4 ore prima del calcio d’inizio, deve massimizzare le riserve di glicogeno e garantire una digestione rapida [1,9,10,11]. Questo dovrebbe includere 1-4 g/kg di carboidrati (es. 100-400 g per 100 kg), ad esempio da pasta o riso, 20-30 g di proteine (es. pollo, pesce) e circa 20 g di grassi per evitare rallentamenti digestivi [1,9], motivo per cui si evitano anche grandi quantità di fibre, specialmente insolubili per prevenire gonfiore e difficoltà digestive [9, 11]. In questo frangete anche l’idratazione è importante e si consiglia di bere dai 500 ai 750 ml di acqua anche per facilitare ulteriormente la digestione ed evitare la disidratazione durante l’attività.. 

Uno spuntino leggero 1-2 ore prima (es. datteri, frutta disidrata, gel di frutta con 25-50 g di carboidrati) può aiutare a mantenere una buona performance e ridurre il senso di fatica [1,9]. 

Programma di integrazione rugby 

Gli integratori alimentari sono ampiamente utilizzati nel rugby per migliorare le prestazioni, il recupero e la salute generale, gli studi evidenziano che il 65-89% dei rugbisti (professionisti e amatoriali) usa integratori, con una prevalenza maggiore tra i maschi e i professionisti [2]. 

Integratore Posologia 
Proteine in polvere 20-40 g 
Ciclodestrine o Maltodestrine 20-50g 
Caffeina 3-6 mg/kg 
Creatina monoidrato 5 g/giorno 
Beta-alanina 5-6 g/giorno 
Omega 3 1-2 g/giorno 
Vitamina D 2.000-4.000 UI/giorno 
Nitrati di barbabietola  300–800 mg 
L-Citrullina 3,4-6g/giorno  
  • Proteine in polvere: utili per favorire il recupero muscolare dopo partite e allenamenti [1,2,9] 
  • Ciclodestrine e Maltodestrine: carboidrati complessi a catena corta che aiutano a migliorare la performance e diminuire il senso di fatica durante l’allenamento o la partita [2,9] 
  • Caffeina: usata per aumentare vigilanza, energia e ridurre la percezione dello sforzo [2,9,11] 
  • Creatina monoidrato: aumenta le riserve di fosfocreatina nei muscoli e migliora il recupero [2, 9] 
  • Beta-alanina: utile per tamponare l’acidosi muscolare [2,9] 
  • Omega-3: riducono l’infiammazione post-contatto e supportano la salute cerebrale [2,6,9] 
  • Vitamina D: l’integrazione va valutata previ esami del sangue per conoscerne i livelli ematici, dedurre se vi è uno stato di carenza e di conseguenza assumerne un dosaggio consono alla necessità. La vitamina D è cruciale per l’omeostasi del calcio e del fosforo, la mineralizzazione ossea e la funzione muscolare, contribuendo alla prevenzione di fragilità e lesioni. Inoltre, modula la risposta immunitaria, esercita effetti neuroprotettivi e regola processi di differenziazione e proliferazione cellulare (2.000-4.000 UI/giorno): essenziale per la salute ossea, soprattutto in inverno  [2, 6, 9] 
  • Nitrati di barbabietola: le revisioni e metanalisi concordano che la supplementazione con nitrati inorganici (tipicamente succo di barbabietola o sali di nitrato) può dare un beneficio sulle prestazioni di endurance (es. miglioramento del time-to-exhaustion, riduzione del consumo di ossigeno a carichi submassimali, miglioramento in prove di durata), inoltre le evidenze mostrano anche riduzioni modeste della pressione arteriosa (SBP/DBP) con integrazione cronica o acuta di nitrati, effetto utile per parametri cardiovascolari [13–15] 
  • L-Citrullina: La L-citrullina e la citrullina malato favoriscono la produzione di ossido nitrico e possono ridurre la fatica muscolare, aumentando lievemente le ripetizioni ad alto volume e abbassando la pressione arteriosa [16,17] 

L’Alimentazione come leva per la performance 

Il rugby è uno sport che combina contatto fisico, sforzi intermittenti e una grande richiesta di energia. 

Per queste ragioni, affidarsi ad un professionista qualificato per una buona alimentazione ed integrazione risulta fondamentale per ottimizzare la disponibilità di substrati energetici, supportare la sintesi proteica muscolare, favorire il recupero post-esercizio e ridurre il rischio di infortuni e affaticamento. In conclusione, una strategia nutrizionale adeguata rappresenta un elemento chiave per massimizzare la performance e la resilienza dell’atleta. 

Bibliografia
  1. Morehen, J. C., et al. (2017). Nutritional strategies to support elite rugby union players during a competitive season. Journal of the International Society of Sports Nutrition. DOI: 10.1186/s12970-017-0183-9.
  2. Sánchez-Oliver, A. J., et al. (2020). A survey on dietary supplement consumption in amateur and professional rugby players. Foods. DOI: 10.3390/foods10010007.
  3. Posthumus, L., et al. (2021). Competition nutrition practices of elite male professional rugby union players. International Journal of Environmental Research and Public Health. DOI: 10.3390/ijerph18105398. 
  4. Wilson, L., et al. (2025). An audit of sport nutrition services within male and female international rugby union: Implications for research and practice. European Journal of Sport Science. DOI: 10.1002/ejsc.12260.
  5. Roberts, C. J., et al. (2022). The influence of full-time holistic support delivered by a sports nutritionist on within-day macronutrient distribution in New Zealand provincial academy rugby union players. Nutrients. DOI: 10.3390/nu15010017. 
  6. Hudson, J. F., et al. (2021). “Fuel for the damage induced”: Untargeted metabolomics in elite rugby union match play. Metabolites. DOI: 10.3390/metabo11080544.
  7. Kempton, T., et al. (2015). Metabolic power demands of rugby league match play. International Journal of Sports Physiology and Performance. DOI: 10.1123/ ijspp.2013-0540. 
  8. Beneke, R., et al. (2002). How anaerobic is the Wingate Anaerobic Test for humans? European Journal of Applied Physiology. DOI: 10.1007/s00421-002-0622-4. 
  9. Madden, R. F., et al. (2024). Contemporary themes in dietary intake in rugby union players: A narrative review. Nutrients. DOI: 10.3390/nu16173011. 
  10. MacKenzie, K., et al. (2015). The nutritional intake of elite rugby union players during a pre-season training camp. International Journal of Sports Nutrition and Exercise Metabolism. DOI: 10.1123/ijsnem.2014-0175.
  11. Black, K. E., et al. (2018). Nutritional needs of elite rugby players: A review. Sports Medicine. DOI: 10.1007/s40279-018-0995-8. 
  12. Hitendre, S., et al. (2022). Dietary intakes, knowledge, and perceptions of semi- professional rugby athletes in Scotland. Journal of the International Society of Sports Nutrition. DOI: 10.1080/15502783.2022.2036436. 
  13. Jones, A. M., et al. (2021). Dietary nitrate and  physical performance. Annual Review of Nutrition, 41(1), 141–167. DOI: 10.1146/annurev-nutr-111120-111522 
  14. Peacock, O., et al. (2021). Dietary nitrate supplementation and endurance exercise   performance: A systematic review and meta-analysis. Journal of the International Society of Sports Nutrition, 18(1), 55. DOI: 10.1186/s12970-021-00442-2 
  15. Tan, R., et al. (2023). Effects of dietary nitrate supplementation on back squat and bench press performance: A systematic review and meta-analysis. Nutrients, 15(11), 2493. DOI: 10.3390/nu15112493
  16. Trexler, E. T., et al. (2019). Effects of citrulline supplementation on exercise performance in humans: A systematic review of the literature. Journal of Strength and Conditioning Research, 33(8), 2423–2434. DOI: 10.1519/JSC.0000000000002605
  17. Martínez-Sánchez, A., et al. (2022). Effects of citrulline supplementation on different aerobic exercise performance outcomes: A systematic review and meta-analysis. Nutrients, 14(1), 15. DOI: 10.3390/nu14010015   

 

 

 

Filippo Schiavone
Sono un biologo nutrizionista, laureato in Biologia presso l’Università di Bologna, dove ho conseguito anche un master di secondo livello in Alimentazione ed Educazione alla Salute. Giocatore di rugby e appassionato di sport, collaboro con atleti agonisti e non, così come con persone di ogni età che desiderano migliorare il proprio stile di vita attraverso una corretta educazione alimentare. Il mio approccio si basa su soluzioni pratiche e personalizzate, pensate per adattarsi alle esigenze quotidiane e alle necessità individuali, con lo scopo di rendere l’alimentazione uno strumento di benessere e performance.
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