Negli ultimi anni l’uso dei nutraceutici, degli integratori e degli alimenti funzionali ha guadagnato molta popolarità in tutto il mondo grazie all’aumento dell’interesse nei prodotti naturali e dei loro potenziali benefici per la salute dell’uomo. Oggi parliamo della curcumina, una sostanza presente nella curcuma che negli ultimi anni è stata associata ad azioni anti-infiammatorie, anti-cancerogene e anti-aging e, pertanto, ha trovato numerose applicazioni come integratore alimentare, cosmetico e aromatizzante per gli alimenti.
Che differenza c’è tra la curcuma e la curcumina?
Nel mondo degli alimenti funzionali la pianta Curcuma longa L., nota commercialmente come curcuma, e in particolare la sua radice, ha sicuramente acquistato un posto di rilevanza. La grande risonanza e interesse che ruota intorno alla radice della curcuma lo si deve alle molecole bioattive presenti all’interno della sua composizione. Oltre ad un’alta quantità di polifenoli, il rizoma della curcuma contiene una famiglia di bioattivi noti come curcominoidi.
La famiglia dei curcominoidi, composta da curcumina, demetossicurcumina e bis-demetossicurcumina, è la parte bioattiva che ha dato così tanta risonanza alla curcuma grazie alle sue potenziali azioni terapeutiche. Infatti, in particolare, la curcumina ha attratto molta attenzione nelle ultime decadi in quanto è stata associata ad azioni antinfiammatorie, antidiabetiche, anticancerogene e come agente anti-aging [1,2,3,4].
Curcumina dove si trova
Rispondiamo adesso alla domanda “Dove si può trovare la curcumina?”. La curcumina è un pigmento vegetale di colore giallo-arancio acceso. È presente in grandi quantità nel rizoma tuberizzato (radice) di varie specie di curcuma, in particolare in quello della Curcuma longa. La radice della curcuma è particolarmente sfruttata nella cucina indiana e asiatica per preparare il curry e varie salse tipiche locali mentre, in medicina ayurvedica, grazie al contenuto di curcumina, è utilizza da molti secoli per il trattamento di una grande varietà di disturbi. Inoltre il rizoma della curcuma, grazie alla sua tonalità giallo-arancio, è ampiamente sfruttato come pigmento nell’industria alimentare e cosmetica.
Quali sono i benefici della curcumina?
Come anticipato, nel corso degli anni la curcumina ha dimostrato numerosi benefici legati a interessanti proprietà tra cui quella antinfiammatoria, antitumorale e anti-aging.
La curcumina ha la capacità di agire su diversi target biologici e ha mostrato un’azione nei confronti di più patologie, incluse le malattie oncologiche, malattie cardiovascolari, neurologiche e autoimmuni.
Curcumina proprietà
Proprietà antitumorali
Garcea et. al nel loro studio sul tumore del colon-retto riportano che la somministrazione di curcumina è associata con la riduzione dei livelli della proteina M(1)G e della proteina COX-2. Sempre sul tumore del colon-retto He et al. riportano che la somministrazione di curcumina sovraesprime i livelli di P53 (promotore dei processi apoptotici) nelle cellule tumorali. Kim et al. hanno studiato l’effetto antinfiammatorio della curcumina nei pazienti affetti da carcinoma a cellule squamose del testa-collo [5]. Il loro studio riporta che la curcumina è in grado di sopprimere le citochine infiammatorie. Inoltre, la curcumina sopprime l’attività delle protein chinasi, inclusa la protein chinasi (PK)A, la protein chinasi fosforilata (PhK), il target della rapamicina nei mammiferi (mTOR), e la protein chinasi mitogena attivatrice (MAPKs) [6] che ha un ruolo essenziale in varie risposte cellulari, incluso la regolazione della crescita cellulare, la proliferazione, la divisione, la sopravvivenza e la morte.
Curcumina e salute cardiovascolare
Sahebkar in un suo studio riporta che i curcuminoidi potrebbero ridurre i livelli di proteina c reattiva, la quale è un predittore di rischio indipendente delle patologie cardiovascolari [82 B3]. La curcumina ha anche mostrato di essere efficace contro l’arteriosclerosi e gli infarti del miocardio [7]. Inoltre la curcumina ha mostrato la capacità di ridurre i livelli di colesterolo totale e LDL [8]. In un altro studio Swamy et al. riportano che la somministrazione di curcumina è in grado di prevenire le cardiopatie indotte dalla doxorubicina [9].
Ma a livello scientifico esistono controindicazioni per gli ipertesi? Chi ha la pressione alta può prendere la curcuma? O meglio, se un soggetto ha dei valori di pressione sistolica o diastolica elevati può assumere la curcumina? Se analizziamo il mondo della problematica ipertensiva, la quale sappiamo essere considerata un fattore di rischio chiave in quanto coinvolta in più percorsi patogenetici, ritroviamo un ruolo della curcumina interessante anche qua. Infatti, Joshi et Al. segnalano in un loro studio come la curcumina e i suoi analoghi (come esaidrocurcumina, tetraidrocurcumina, ectc) suscitano un effetto antipertensivo attraverso diverse vie di segnalazione [33].
Curcumina e Diabete
Si è notato che il trattamento con curcumina è efficace nei pazienti diabetici e nei modelli animali. Arun e Nalini hanno riportato che la somministrazione nei ratti diabetici di curcuma o curcumina porta ad una riduzione dei valori della glicemia, di emoglobina glicata e di un aumento dei valori di insulina plasmatica [10,11,12,13,14,15].
In ogni caso le potenzialità terapeutiche della curcumina sono limitate dalla loro bassa solubilità in acqua, dalla bassa biodisponibilità, dai suoi profili farmacocinetici, dalle corte tempistiche di emivita nel tratto gastrointestinale e dalla bassa stabilità in condizioni fisiologiche [17,18].
Per migliorare la biodisponibilità della curcumina sono stati intrapresi numerosi approcci. Questi prevedono l’uso di adiuvanti, come la piperina, l’uso della curcumina liposomiale, l’uso di nanoparticelle di curcumina, l’uso del complesso fosfolipidico della curcumina e, infine, l’uso di analoghi strutturali della curcumina[4].
Cosa fa la curcuma al fegato?
Lo stress ossidativo è considerato il fattore chiave dei danni epatici indotti da una varietà di agenti, inclusi alcol, droghe, infezioni virali, inquinanti ambientali e alimentazione che si traducono con una progressione delle patologie epatiche, della statosi non alcolica, della fibrosi e della cirrosi epatica. La curcumina è una delle molecole naturali maggiormente usate in quanto mostra delle azioni protettive nei confronti del fegato.
Si necessità di più studi per capire e riconoscere la relazione tra strutture e attività e i meccanismi della curcumina nelle patologie epatiche associate con lo stress ossidativo [19-27]. In ogni caso, in accordo con lo studio di Farzaei et al. [28] la curcumina ha un ruolo protettivo nei confronti delle patologie epatiche.
In alcuni rari casi è stata segnalata una epatotossicità con un uso cronico e sovradosato di curcumina. Si è notato che questa rara casistica è fortemente associata in caso di disbiosi e stipsi [43].
Quanta curcumina devo assumere?
Nella totalità degli studi che esistono sulla curcumina, circa 9000 pubblicazioni e 500 brevetti, sono riportati i più svariati dosaggi arrivando fino a 12g al giorno [29]. Tuttavia, la media varia tra i 400mg e 1g da assumere fino a tre volte al giorno. Shoba et al. riportano che in presenza di formule brevettate non sono necessari dei vettori liposomiali, in alternativa è consigliabile assumerla in concomitanza di pasti con degli acidi grassi. Inoltre, come precedentemente riportato, è consigliabile un abbinamento con la piperina con almeno un rapporto di 1:100 piperina/curcumina [44].
Quanta curcuma assumere come antinfiammatorio?
Una delle principali azioni per la quale la curcumina è nota è la sua azione antinfiammatoria. Infatti, 80 mg giornalieri di nanomicelle di curcumina hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo dei livelli plasmatici di Proteina C-reattiva (CRP) [parametro indicatore dei livelli infiammatori]. L’effetto regolatore della curcumina sulle cellule immunitarie è benefico per il trattamento delle malattie infiammatorie [36,37]. La curcumina agisce principalmente sulle cellule del sistema immunitario adattivo, quello che si modifica via via che abbiamo a che fare con un virus. Infine, agisce anche riducendo la sovrapproduzione di stress ossidativo, grazie all’aumentata attività di enzimi come il NADPH-ossidasi, che riducono specie reattive dell’ossigeno (ROS).
Curcumina controindicazioni
Non sono state evidenziate con certezza delle controindicazioni ma, considerando che la curcumina è una molecola con molteplici effetti nell’organismo umano, bisogna considerare le ipotesi fatte nei vari studi che si trovano in letteratura scientifica. Dosaggi elevati di curcumina sono stati associati a mal di stomaco, nausea, ulcere gastriche o reazioni allergiche.
Considerando che non vi sono evidenze scientifiche, è sconsigliata l’assunzione di curcumina per le donne in gravidanza o che allattano al seno.
Non è sempre da consigliarne l’assunzione nei pazienti oncologici in quanto, avendo un effetto antinfiammatorio e antiossidante, potrebbe interferire con alcune terapie chemioterapiche.
La curcumina ha effetti collaterali?
Gli studi pubblicati riportano risultati simili sulla non tossicità della curcumina nei roditori e negli umani [30] e di esercitare un effetto protettivo anziché dannoso sul tratto gastrointestinale dei roditori [31,32].
Gli unici effetti collaterali della curcumina sono riportati da Jiao et al. Nello studio “Curcumin, a cancer chemopreventive agent, is a biologically active iron chelator”. Infatti, in questo studio, si parla e si dimostra come la curcumina abbia un effetto sul metabolismo del ferro sistemico, e in particolare nei soggetti con un deficit di ferro subclinico. Queste evidenze dovrebbero influenzare e/o limitare l’utilizzo di curcumina nei pazienti con delle ridotte riserve di ferro o che mostrano segni o sintomi di anemia.
Inoltre, una review di Maideen et al. riporta la curcumina come possibile biomolecola capace di interferire con i beta bloccanti, una famiglia di farmaci ampiamente utilizzata per il trattamento dell’ipertensione e di alcune patologie cardiache [45].
Quindi, concludendo, vi sono molti studi che riportano la potenziale efficacia come agente terapeutico della curcumina ma, ulteriori studi, appaiono necessari per stabilire il rapporto rischi/benefici e soprattutto per trovare una forma stabile della curcumina.

