Le aspettative sociali sul fisico ideale per uomini e donne si sono evolute nel tempo; un ampio corpus di ricerche ha identificato il fisico maschile ideale come mesomorfo, forte e atletico, e per le donne c’è un crescente investimento per un fisico asciutto e muscoloso (e.g. 10,11).
L’insoddisfazione per il proprio aspetto e per le proprie forme fisiche può verificarsi a diversi livelli e gravità, ma talvolta si assiste a una vera dispercezione della propria immagine corporea in entrambi i sessi. Quando l’insoddisfazione per la propria immagine corporea, e nello specifico, legata alla propria muscolatura, diventa particolarmente significativa e invalidante è utile indagare la presenza di dismorfia muscolare.
Ma cosa differenzia un’insoddisfazione per il proprio aspetto da una preoccupazione patologica, legata nello specifico alla propria muscolatura?
Cos’è la dismorfia muscolare?
La Dismorfia Muscolare, definita anche “Bigoressia” o “Reversed anorexia” (1, 5, 6), e conosciuta anche come il “Complesso di Adone”, è una condizione specifica del Dismorfismo corporeo. Si caratterizza per una preoccupazione significativa che la propria costituzione corporea sia troppo piccola o insufficientemente muscolosa; le caratteristiche distintive che differenziano la Dismorfia Muscolare da un desiderio non patologico di aumentare la massa muscolare sono la sopravvalutazione della forma corporea ideale e un’influenza sproporzionata del proprio corpo nel determinare l’autostima (12).
La Dismorfia Muscolare è legata a pensieri intrusivi e ossessivi relativi alla forma corporea e a compulsioni comportamentali finalizzate alla costruzione muscolare, come esercizio fisico eccessivo, uso di steroidi anabolizzanti e aderenza a rigidi regimi dietetici; questi comportamenti richiedendo molto tempo e uniti alla vergogna o alla paura di mostrare il proprio corpo agli altri determinano notevoli compromissioni del funzionamento sociale (2, 3, 9).
La dismorfia muscolare è più diffusa tra gli uomini, in particolare tra coloro che praticano degli sport che enfatizzano l’aumento della massa muscolare, come il sollevamento pesi, il bodybuilding o il Crossfit (9,17), sebbene ci sia un crescente aumento di casi anche tra le giovani donne (13).
Quali sono le cause della dismorfia muscolare?
Tra le cause dell’insorgenza ci sono fattori ambientali come l’influenza dei media e le pressioni esterne oltre ad atteggiamenti alimentari problematici, frequentemente associati ad una mancanza di conoscenze nutrizionali e a falsi miti (ad esempio un maggior consumo di proteine aumenta la massa muscolare), oltre a specifici tratti della personalità come il perfezionismo (8).
Un elemento cruciale dei nostri tempi risiede negli ideali corporei interiorizzati che ad oggi si sono maggiormente spostati dalla magrezza al trofismo per le donne e alla muscolosità per gli uomini. Inoltre, la bassa autostima e una iper-valorizzazione dell’aspetto fisico, così come l’obesità, il sovrappeso e/o un’estrema magrezza durante l’infanzia e l’adolescenza, sono dei fattori di rischio associati alla dismorfia muscolare. In generale, bodybuilder e coloro che praticano sollevamento pesi hanno un rischio più elevato di sviluppare dei sintomi legati alla dismorfia muscolare rispetto alla popolazione generale. Inoltre, alcuni studi hanno mostrato che un maggiore utilizzo dei social network e il tempo trascorso davanti allo schermo sono associati a sintomi di dismorfia muscolare negli uomini (15).
Come capire se si soffre di dismorfia muscolare?
I sintomi della dismorfia muscolare sono svariati e spaziano da aspetti psicologici, come pensieri ossessivi e paure, a comportamenti anomali (9,15,16), tra cui:
- Preoccuparsi, in modo ossessivo e spesso infondato, che il proprio corpo non sia sufficientemente magro, muscoloso e atletico;
- Frequente check allo specchio del proprio aspetto alla ricerca di imperfezioni muscolari;
- Praticare quantità di esercizio fisico eccessivi e totalizzanti, con una particolare dedica ai programmi di forza e per l’ipertrofia muscolare;
- Un’attenzione eccessiva e inflessibile per l’alimentazione che degenera in squilibrata e dannosa;
- Anteporre l’allenamento sportivo e la cura del proprio corpo alla vita familiare, sociale e lavorativa;
- Allenarsi anche in presenza di infortuni muscolari per il timore di “danneggiare” il proprio aspetto e la propria muscolare;
- Una sensazione di ansia e disagio se non c’è la possibilità di dedicarsi all’allenamento come preventivato;
- Utilizzo di steroidi anabolizzanti per incrementare la massa muscolare.
Alimentazione e Dismorfia Muscolare
Esiste una relazione statisticamente significativa tra la spinta per la muscolosità e gli atteggiamenti alimentari problematici (9).
Uno degli aspetti maggiormente legati a chi soffre di Dismorfia Muscolare è l’uso di steroidi anabolizzanti e l’abuso di integratori.
Gli individui con Dismorfia Muscolare possono impegnarsi in un’alimentazione disordinata per diventare muscolosi. Ciò può comportare il consumo di grandi quantità di proteine e di un taglio ai carboidrati e ai grassi e un grande investimento in cicli di cutting e bulking.
Inoltre, tra gli elementi critici del regime alimentare vi è l’inflessibilità e conseguentemente, la limitazione delle occasioni sociali che implicano un convivio a tavola (9,16).
Come curare i dismorfismi?
Essendo un disturbo di carattere psicologico, il trattamento di prima scelta per la cura dei dismorfismi consiste nella psicoterapia, preferibilmente ad indirizzo cognitivo-comportamentale, supportato dall’intervento di un nutrizionista e nei casi con maggiore gravità da un medico psichiatra.
Ad ogni modo, un aspetto fondamentale risiede nella prevenzione delle problematiche psicologiche che possono nascere all’interno del contesto sportivo e in tale direzione, medici, nutrizionisti e allenatori rivestono tutti un ruolo prezioso nel riconoscimento precoce dei pensieri e dei comportamenti a rischio.

