In un’indagine sulle caratteristiche psicologiche dei campioni olimpici, il perfezionismo è stato identificato come un fattore significativo e importante per competere ai massimi livelli dello sport (5). Tuttavia, il perfezionismo può, altresì, minare le prestazioni e il benessere fisico e la salute mentale. Considerando questa dicotomia, può essere difficile comprendere il ruolo che il perfezionismo svolge nello sviluppo delle capacità sportive e nella performance stessa; pertanto, in questo articolo proveremo a distinguere un perfezionismo sano da un perfezionismo disfunzionale e in che modo questi interagiscano nelle prestazioni sportive.
Cosa è il perfezionismo
Il perfezionismo è una caratteristica multiforme della personalità che genera la tendenza ad un rifiuto di qualsiasi standard che non sia impeccabile e può essere presente in qualsiasi aspetto della propria vita (scuola, attività lavorative, prestazioni sportive, relazioni) (1).
Il perfezionismo è un tratto che, se da un lato motiva un individuo ad un maggiore impegno e attenzione nei propri comportamenti, dall’altro può creare una eccessiva preoccupazione per gli errori così come stati di ansia elevati, frustrazione e/o un forte senso di colpa che rendono di fatto più difficile il raggiungimento degli obiettivi (2).
Sforzi perfezionistici e preoccupazioni perfezionistiche
Il perfezionismo comprende sia un desiderio intrinseco di eccellenza sia un’apprensione esterna nel soddisfare gli standard percepiti. A tal proposito è possibile distinguere due forme del perfezionismo: una più sana e positiva e un’altra disadattiva e talvolta disfunzionale.
Un gruppo di ricercatori (6,12) ha distinto due dimensioni del perfezionismo, nominandole sforzi perfezionistici e preoccupazioni perfezionistiche (fig.1).
Fig.1: Quadro concettuale che combina concezioni sia dimensionali (sforzi perfezionistici e preoccupazioni perfezionistiche) con i gruppi di perfezionisti (perfezionisti sani, perfezionisti disfunzionali e non perfezionisti).Lo sforzo perfezionistico è una dimensione più sana e adattiva del perfezionismo; si caratterizza con aspettative realistiche e ragionevoli sulle proprie capacità e un fortissimo impegno ad eccellere e raggiungere il massimo delle proprie possibilità. Lo sforzo perfezionistico riguarda, dunque, la costante accettazione di “regole” autoimposte precise ed esigenti. Gli individui con questa tendenza sono spinti a raggiungere alti standard mostrando dedizione e disciplina e, sebbene possa essere presente un alto livello di autocritica, sono accompagnati da un senso di soddisfazione e una maggiore autostima.
Le preoccupazioni perfezionistiche, invece, si associano all’impegno verso obiettivi con standard eccessivamente elevati, talvolta irrealistici, e sono strettamente guidate dalla paura del fallimento. Questa dimensione del perfezionismo si alimenta attraverso delle valutazioni erronee circa gli standard da raggiungere che vengono percepiti come imposti (direttamente o indirettamente) dall’esterno e dal rischio del feedback negativo che gli individui temono di ricevere. Coloro che hanno preoccupazioni perfezionistiche sperimentano una continua insoddisfazione generata dal divario tra le loro aspettative e le loro effettive prestazioni, generando così un ciclo auto-sabotante rispetto le effettive potenzialità di performance (3,4,6,12).
Gould e colleghi (5) hanno scoperto che i campioni olimpici hanno ottenuto punteggi elevati nell’aspetto adattivo del perfezionismo e punteggi bassi nella forma disadattiva.
Inoltre, numerosi studi hanno segnalato un impatto negativo, ad esempio insoddisfazione, ruminazione e rimuginio, aggressività, preoccupazioni per gli errori e paura del fallimento, delle preoccupazioni perfezionistiche sulle esperienze sportive (7,9).
Il perfezionismo sano nello sport
Il perfezionismo adattivo e sano è caratterizzato da un impegno auto-orientato all’eccellenza, elevati standard personali, auto-rinforzo positivo, perseguimento di obiettivi realistici e consapevolezza dei limiti personali e situazionali (7).
Gli atleti di fronte alle sfide, generalmente, mantengono un atteggiamento positivo e tentano di stabilire la ragione di un fallimento per essere in grado di adattare le proprie prestazioni in futuro per evitare di commettere errori simili (8).
Inoltre, il perfezionismo sano è associato con gli aspetti positivi del perfezionismo auto-orientato che è definito dall’auto-impostazione di standard eccezionalmente elevati e la tendenza a ricercare l’eccellenza (10).
Sia il perfezionismo sano che il perfezionismo auto-orientato hanno dimostrato di essere significativamente motivanti, associati a prestazioni ottimali, fiducia in sé stessi, ottimismo e una ridotta probabilità di burnout dell’atleta (9).
Il perfezionismo disfunzionale nello sport
I perfezionisti disfunzionali stabiliscono standard di prestazione eccessivamente elevati e tendono a percepire gli errori come un fallimento totale; le preoccupazioni perfezionistiche minano il benessere psicologico e la qualità della vita degli atleti (9,10,12).
Quando uno sportivo mostra un’incapacità di rilassarsi ed è eccessivamente preoccupato per le sue performance ha una elevata probabilità di sperimentare attacchi di ansia e un accumulo di stress emotivo e fisico (12).
Con maggiori probabilità possono emergere problemi di sonno, difficoltà a concentrarsi e dedicarsi ad aree diverse da quella sportiva, irritabilità e notevoli difficoltà interpersonali.
Gli atleti con maggiore preoccupazione perfezionistica sperimentano una costante paura del fallimento un elevato rischio di infortuni (14, 15).
Gli atleti che hanno vissuto in questo circolo vizioso perfezionista riportano sensazioni di esaurimento, si concentrano sul negativo e soffrono di numerosi infortuni minori ripetuti. Nonostante raggiungano livelli elevati, possono sentirsi comunque profondamente insoddisfatti e incapaci di trarre piacere dai loro successi. In sostanza, la loro autostima è legata al perfezionismo e dipende dai risultati sportivi (8, 9,10;12).
Conclusione
Ognuno di noi ha un certo grado di perfezionismo che può investire o meno in distinte aree della vita. Questo articolo vuole incoraggiare ad una riflessione sulle proprie tendenze in ambito sportivo. L’obiettivo è di poter creare una maggiore consapevolezza verso i propri comportamenti, pensieri e le attribuzioni che si creano su di sé a seguito delle prestazioni sportive allo scopo di prevenire un burnout sportivo e promuovere il benessere fisico e mentale.
Ndr. Ho arbitrariamente nominato perfezionismo disfunzionale poiché ogni autore/ricercatore gli dà una sua definizione. Si può definire tale costrutto con l’accezione perfezionismo negativo, perfezionismo malsano, perfezionismo disfunzionale, perfezionismo disadattivo, perfezionismo passivo (16, 6,12,10).

