Integrazione

Integratori in gravidanza: quali prendere e cosa sapere

10 Mins read

La gravidanza è uno stato fisiologico di circa 40 settimane caratterizzato da diversi cambiamenti fisici ed ormonali. Durante questo periodo, le esigenze e il fabbisogno nutrizionale della donna aumentano per poter supportare queste modifiche e sostenere la crescita del feto. Pertanto, lo stato nutrizionale della madre prima e durante la gravidanza ha un impatto significativo e irreversibile sulla crescita del feto, sul peso e la salute del neonato, nonché sulla salute della madre stessa (1,2). 

Le madri devono seguire una dieta equilibrata e adeguata sia in macronutrienti che in micronutrienti come vitamine e minerali, necessari per prevenire anomalie congenite e per lo sviluppo ottimale del cervello e del corpo del feto. La loro inadeguatezza può portare a complicazioni come anemia, ipertensione, preeclampsia, ipotiroidismo materno e fetale, parto prematuro, ritardo di crescita intrauterino, morte fetale e altri esiti negativi della gravidanza (3). 

 La maggior parte delle donne in gravidanza riesce generalmente ad assumere una quantità adeguata di macronutrienti; tuttavia, alcune di queste non riescono ad assumere micronutrienti fino alla dose giornaliera raccomandata e diventa quindi importante conoscere quali integratori prendere in gravidanza​. 

In questo articolo forniremo una panoramica sui micronutrienti essenziali e sulle possibilità di assumere integratori in gravidanza per evitarne carenze.  

 Che integratori si possono assumere in gravidanza? 

Tra i micronutrienti più essenziali troviamo acido folico e l’acido docosaesaenoico, comunemente noto come DHA, due integratori che ogni ginecologo consiglia sia prima che durante la gravidanza.  Vi sono poi le vitamine, importanti per la crescita e lo sviluppo, quali le vitamine A, C, D, E, K e le vitamine del complesso B (di cui fanno parte l’acido folico o vitamina B9) e altri micronutrienti essenziali sono ferro, calcio, iodio, magnesio e, non ultimi per importanza, gli Omega-3. 

L’integrazione di tutti questi non è sempre necessaria ed è da personalizzare, sia in termini di necessità di assunzione che di dosaggio corretto. Soprattutto per quanto riguarda le vitamine, va personalizzato e monitorato con la supervisione di un professionista, poiché, ad eccezione della vitamina C, si tratta di vitamine liposolubili e per tanto si potrebbe incorrere in ipervitaminosi. Ad esempio, l’assunzione di vitamina A attraverso dieta e supplementi vitaminici deve essere attentamente valutata durante la gestazione, in quanto in dosi eccessive possono nuocere allo sviluppo del sistema nervoso del bambino (4). 

L’acido folico è coinvolto nello sviluppo del tubo neurale, nel metabolismo proteico e previene lo sviluppo di difetti congeniti del feto, preeclampsia, aborto spontaneo o anomalie placentari nella madre (5) ed è fortemente raccomandato come uno dei migliori integratori in gravidanza. Alle donne che programmano una gravidanza o che non ne escludono la possibilità, si raccomanda l’assunzione regolare di 400 mg al giorno di acido folico e l’assunzione dovrebbe iniziare almeno 30 giorni prima del concepimento (o non appena si scopre la gravidanza) e continuare per tutto il primo trimestre di gravidanza. Nonostante i benefici dell’integrazione di acido folico in gravidanza, è necessario considerare anche il potenziale rischio di un’integrazione di folati ad alto dosaggio. L’integrazione di folati può mascherare la carenza di vitamina B12 (anemia perniciosa) e, inoltre, sono state sollevate preoccupazioni circa i potenziali effetti indesiderati dell’acido folico non metabolizzato in relazione a cancro, depressione e deterioramento cognitivo (6). 

Ottimizzare l’integrazione di acido folico è complesso e dipende da fattori quali dosaggio, il tipo di integratore (la maggior parte degli integratori contiene un tipo di acido folico poco biodisponibile), la biodisponibilità del folato dagli alimenti, il momento di inizio dell’integrazione e fattori metabolici e genetici come la mutazione MTHF. Per tutte le donne in età fertile, si raccomanda un basso dosaggio giornaliero di acido folico prima del concepimento, durante la gravidanza e l’allattamento, mentre l’integrazione di acido folico ad alto dosaggio è raccomandata solo per le donne in età fertile che hanno avuto una precedente gravidanza affetta da un difetto del tubo neurale o da un’altra anomalia congenita sensibile ai folati. È opportuno prendere in considerazione e adottare approcci personalizzati mirati per le donne che presentano rischi complessi (fattori di rischio genetici, medici o chirurgici (7). 

Sebbene non siano micronutrienti, alcuni acidi grassi sono necessari nella dieta materna durante la gravidanza e l’allattamento. Un apporto adeguato di acidi grassi Omega-3 è essenziale per la salute del feto e della madre. È stato dimostrato che un’adeguata assunzione di Omega-3 nelle prime fasi della gravidanza, in particolare DHA ed EPA, in linea con le linee guida nutrizionali esistenti, è associata a un minor rischio di parto pretermine nelle donne con gravidanze singole (8). In particolare, l’integrazione di DHA è associata a numerosi effetti positivi durante la gravidanza, poiché favorisce il normale sviluppo del bambino. Gli studi dimostrano che un apporto adeguato di DHA favorisce lo sviluppo cognitivo e la vista del bambino. Un integratore di Omega-3 di qualità è generalmente sicuro da assumere durante la gravidanza, mentre il pesce fresco può spesso contenere tossine ambientali e metalli come il mercurio, che si accumulano durante il suo ciclo di vita. 

Il ferro è un nutriente importante per l’organismo perché contribuisce alla produzione di emoglobina, mioglobina e al metabolismo delle proteine ​​(9). Un apporto insufficiente di ferro può causare anemia e, a livello globale, la carenza di ferro colpisce circa 45 milioni di donne in gravidanza. Per questo l’idea che l’integrazione di ferro in gravidanza debba essere universale è oggetto di discussione (10). Tuttavia, l’integrazione di ferro può anche causare alcuni problemi gastrointestinali, primo tra tutti la nausea (11). Carne, pesce, legumi e verdure a foglie verdi rappresentano le principali fonti di questa sostanza. La maggior parte delle donne che seguono una dieta contenente questi alimenti non ha bisogno di integratori di ferro in gravidanza; tuttavia, talvolta un supplemento può essere utile in caso di regime alimentare vegano o vegetariano. Anche nel caso di donne vegane o vegetariane l’integrazione andrà rivalutata dal professionista durante il corso dei 9 mesi in base i risultati degli esami periodici. 

Il magnesio è un minerale coinvolto in numerose reazioni chimiche nel corpo. Svolge un ruolo fondamentale per la funzione immunitaria, muscolare e nervosa. Una carenza di questo minerale durante la gravidanza può essere un fattore di rischio per la preeclampsia, una complicanza della gravidanza caratterizzata da ipertensione, edema e proteinuria, e parto prematuro. Alcuni studi suggeriscono che lintegrazione di magnesio in gravidanza può ridurre il rischio di complicazioni come la riduzione della crescita fetale e il parto pretermine, sebbene ancora una volta sia fondamentale consultare il medico per valutare la necessità di integrazione, la tipologia di integratore da scegliere tra i numerosi in commercio e la dose adeguata(12). 

La supplementazione di vitamine e di minerali non dovrebbe avvenire senza prima consultare il proprio medico, che valuterà se esistono o meno le condizioni per un utilizzo in sicurezza che possa offrire benefici. Le donne in gravidanza, infatti, dovrebbero assumere dosaggi di micronutrienti secondo le raccomandazioni del proprio Paese per supportare una gravidanza sana e la crescita fetale. 

Quali integratori evitare in gravidanza? 

Come già accennato, l’assunzione di alcuni integratori in gravidanza può causare alcuni effetti collaterali e per questo dosaggio e reale necessità di assunzione vanno sempre concordati con lo specialista di riferimento. Non è quindi il singolo integratore ad essere in assoluto benefico o dannoso, quanto più il dosaggio ed il tempo di assunzione. 

L’uso di erbe medicinali per la prevenzione e il trattamento di alcune patologie al posto dei farmaci disturbi è una tendenza in aumento in tutto il mondo. Le donne in gravidanza non fanno eccezione: la prevalenza segnalata dell’uso di erbe medicinali in gravidanza varia dall’1 al 60% (13). 

Durante la gravidanza, le donne spesso utilizzano medicinali a base di erbe perché ritengono che queste sostanze siano più naturali e quindi più sicure da usare rispetto ai medicinali farmaceutici.
Nonostante questa comune percezione di sicurezza, i medicinali a base di erbe possono avere potenti azioni farmacologiche. Inoltre, si sa molto poco sulla misura in cui medicinali a base di erbe potenzialmente dannosi vengono utilizzati in gravidanza. In uno studio del 2014, il 39% delle donne che hanno riferito di aver assunto medicinali a base di erbe durante la gravidanza aveva utilizzato farmaci potenzialmente dannosi o erbe per le quali mancavano informazioni sulla sicurezza in gravidanza (14). 

Sono diverse le donne che in questo periodo delicato chiedono di inserire drenanti o integrazione a supporto del microcircolo, ad esempio diosmina. Si tratta infatti di integratori da attenzionare e potenzialmente non sicuri, di cui è sempre bene parlare con il professionista che potrà indirizzare verso estratti vegetali più sicuri, ma con un effetto purtroppo più blando. 

Come già anticipato anche l’assunzione di ferro non deve essere offerta di routine a tutte le donne in gravidanza, dal momento che non porta solo benefici. 

Zhang e colleghi, in uno studio prospettico, hanno concluso che un’assunzione giornaliera di ferro per via orale superiore a 30 mg per più di 3 mesi aumentava il rischio di diabete gestazionale. In generale, le donne dovrebbero assumere dosi di ferro personalizzate in base alla prevalenza dell’anemia nella loro area geografica durante la gravidanza. Questo approccio contribuirebbe a limitare i rischi associati all’eccesso di ferro e ai suoi potenziali effetti avversi (15,16). 

Da quando si prendono gli integratori in gravidanza? 

Gli integratori da prendere in gravidanza dovrebbero idealmente iniziare ad essere assunti prima del concepimento, se la gravidanza è pianificata, per garantire livelli adeguati di nutrienti fin dall’inizio. In ogni caso, si consiglia di iniziare l’assunzione non appena si scopre di essere incinta e comunque non oltre il primo trimestre.  

L’integrazione va iniziata prima della gravidanza soprattutto se carenze o vulnerabilità vengono identificate dalla storia clinica della donna, dal suo stile di vita o da sintomi preesistenti alla gestazione. Gli integratori andrebbero accuratamente valutati, oltre che in gravidanza, anche nel periodo vulnerabile del puerperio, ovvero le prime 6 settimane che seguono il parto, durante le quali il corpo della donna torna gradualmente allo stato pre-gravidico. 

La decisione di assumere integratori e la loro tipologia devono essere sempre valutate con il proprio medico, in quanto le esigenze nutrizionali possono variare da persona a persona, in base al quadro clinico e sono in continuo mutamento durante tutti i 9 mesi e anche dopo il parto. Per questo, una volta selezionati gli integratori in gravidanza, fino a quando assumerli sarà diverso di caso in caso ed andrà personalizzato rispetto ad ogni donna. 

Cosa succede se non si prendono gli integratori in gravidanza? 

Una condizione di carenza durante la gravidanza può avere ripercussioni non solo sullo stato di salute della madre, ma anche su quello del feto, che ne è strettamente dipendente per i processi di sviluppo del sistema nervoso.  

In gravidanza è più facile cadere in carenze per diversi motivi, tra cui l’aumentato fabbisogno, le nausee, il vomito e la difficoltà a mangiare, soprattutto nel primo trimestre e la difficoltà di colmare le carenze di alcuni micronutrienti, come ad esempio l’acido folico, solo con la dieta 

Per questi motivi, integrazioni carenti o sotto dosate, espongono madri e nascituri a rischi considerevoli qualsiasi sia l’alimentazione seguita. Per questo a tutte le donne che pianificano o che sono già in gravidanza, è consigliato un controllo dei valori ematici specifici e di sottoporre sempre i risultati delle analisi a un professionista così da non effettuare auto-prescrizioni, né per le dosi di mantenimento, né, a maggior ragione, per quelle terapeutiche. 

Integratori per lo sport in gravidanza​ 

L’attività fisica è essenziale per la salute materna e infantile e le donne in gravidanza dovrebbero essere informate sui benefici dell’attività fisica per prevenire possibili problemi di salute. Recenti studi hanno dimostrato numerosi effetti positivi sulla salute derivanti dall’attività fisica durante la gravidanza (17). 

In questo contesto, tutte le raccomandazioni precedenti sono ancora più valide se si considera anche il dispendio energetico derivante dal mantenimento dell’attività fisica in gravidanza. 

Per quanto riguarda gli integratori sportivi in gravidanza, va usata cautela poiché spesso di tratta di miscele di diverse sostanze a concentrazioni variabili, per cui l’assunzione potrebbe non essere sicura per tutte le donne, soprattutto se già stanno integrando alcune delle sostanze fino a qui elencate. 

Caso particolare interesse è l’integrazione di creatina in gravidanza. La nostra comprensione del metabolismo della creatina nella riproduzione e in gravidanza è in continua crescita. Infatti, la revisione della letteratura evidenzia come il metabolismo della creatina sia sempre più presente negli studi sulla riproduzione sia maschile che femminile (18) 

Lo studio ADONS (Accettabilità degli integratori alimentari o nutrizionali in gravidanza), condotto di recente, ha esplorato la conoscenza e l’accettazione dell’introduzione della creatina come integratore alimentare nella tarda gravidanza, concludendo che la creatina sarebbe un integratore accettabile durante la gravidanza a condizione che vengano fornite garanzie di efficacia e sicurezza. Non vi è alcuna indicazione che gli integratori di creatina prodotti secondo standard di produzione di alta qualità e consumati secondo le istruzioni del produttore presentino rischi per la sicurezza o causino effetti collaterali avversi nelle donne in età riproduttiva o nei neonati prematuri (19). 

Conclusioni 

La gravidanza è un periodo di crescita e sviluppo, in cui salute e nutrizione sono priorità assolute per il benessere della madre e del feto. È importante sottolineare che, sebbene l’integrazione di determinate vitamine e minerali possa aiutare a colmare eventuali carenze nutrizionali, gli integratori non sono pensati per sostituire un piano alimentare e uno stile di vita sani. 

Tutti gli integratori descritti devono essere somministrati in base alle esigenze individuali e alle RDA stabilite dall’OMS, considerando che non solo la carenza, ma anche il consumo eccessivo, possono avere gravi implicazioni per la salute. Ciò sottolinea la necessità di un’accurata valutazione nutrizionale delle donne in gravidanza, che aiuti a decidere se sia necessario assumere integratori o se il fabbisogno possa essere soddisfatto da fonti alimentari. 

Bibliografia
  1. Cusick SE, Georgieff MK. The role of nutrition in brain development: the golden opportunity of the “first 1000 days”. J Pediatr. (2016) 175:16–21.
  2. Grieger JA, Grzeskowiak LE, Clifton VL. Preconception dietary patterns in human pregnancies are associated with preterm delivery. J Nutr. (2014) 144:1075–80.
  3. Christian P, Mullany LC, Hurley KM, Katz J, Black RE. Nutrition and maternal, neonatal, and child health. Semin Perinatol. 2015 Aug;39(5):361-72.
  4. Bastos Maia S, Rolland Souza AS, Costa Caminha MF, Lins da Silva S, Callou Cruz RSBL, Carvalho Dos Santos C, Batista Filho M. Vitamin A and Pregnancy: A Narrative Review. Nutrients. 2019 Mar 22;11(3):681.
  5. Tamura T, Picciano MF. Folate and human reproduction. Am J Clin Nutr. (2006) 83:993–1016.
  6. Morris MS, Jacques PF, Rosenberg IH, Selhub J. Circulating unmetabolized folic acid and 5-methyltetrahydrofolate in relation to anemia, macrocytosis, and cognitive test performance in American seniors. Am J Clin Nutr. 2010;91:1733–1744.
  7. Wilson RD, O’Connor DL. Guideline No. 427: Folic Acid and Multivitamin Supplementation for Prevention of Folic Acid-Sensitive Congenital Anomalies. J Obstet Gynaecol Can. 2022 Jun;44(6):707-719
  8. Best KP, Gibson RA, Makrides M. ISSFAL statement number 7 – Omega-3 fatty acids during pregnancy to reduce preterm birth. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2022 Nov;186:102495.
  9. Gupta CP. Role of Iron (Fe) in body. IOSR J Applied Chem (IOSR-JAC). (2014) 7:38–46.
  10. Peña-Rosas JP, De-Regil LM, Garcia-Casal MN, Dowswell T. Daily oral iron supplementation during pregnancy. Cochrane Database Syst Rev. (2015) 2015:1–527
  11. Tolkien Z, Stecher L, Mander AP, Pereira DIA, Powell JJ. Ferrous sulfate supplementation causes significant gastrointestinal side-effects in adults: a systematic review and meta-analysis. PLoS One. (2015) 10:e0117383.
  12. Zarean, Elaheh; Tarjan, Amal. Effect of Magnesium Supplement on Pregnancy Outcomes: A Randomized Control Trial. Advanced Biomedical Research 6(1):p 109
  13. Kennedy DA, Lupattelli A, Koren G, Nordeng H. Safety classification of herbal medicines used in pregnancy in a multinational study. BMC Complement Altern Med. 2016 Mar 15;16:102.
  14. Nordeng H, Havnen GC. Use of herbal drugs in pregnancy: a survey among 400 Norwegian women. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2004;13(6):371–380.
  15. Zhang Y, Xu S, Zhong C, Li Q, Wu M, Zhang G, et al. Periconceptional iron supplementation and risk of gestational diabetes mellitus: a prospective cohort study. Diabetes Res Clin Pract. (2021) 176:108853.
  16. Petry CJ. Iron supplementation in pregnancy and risk of gestational diabetes: a narrative review. Nutrients. (2022) 14:4791.
  17. Cilar Budler, L., Budler, M. Physical activity during pregnancy: a systematic review for the assessment of current evidence with future recommendations. BMC Sports Sci Med Rehabil 14, 133 (2022)
  18. Muccini AM, Tran NT, de Guingand DL, Philip M, Della Gatta PA, Galinsky R, Sherman LS, Kelleher MA, Palmer KR, Berry MJ, Walker DW, Snow RJ, Ellery SJ. Creatine Metabolism in Female Reproduction, Pregnancy and Newborn Health. Nutrients. 2021 Feb 2;13(2):490
  19. De Guingand D.L., Palmer K.R., Bilardi J.E., Ellery S.J. Acceptability of dietary or nutritional supplementation in pregnancy (ADONS)–Exploring the consumer’s perspective on introducing creatine monohydrate as a pregnancy supplement. Midwifery. 2020;82:102599.
Related posts
Allenamento

Allenamento in gravidanza: tutte le indicazioni

10 Mins read
La maggior parte delle informazioni, raccomandazioni e suggerimenti riguardanti lo sport in gravidanza non riflettono accuratamente il modo in cui le donne…
Allenamento

Emorroidi e palestra: cosa fare e cosa evitare

5 Mins read
Nell’immaginario comune la palestra viene spesso considerata la causa delle emorroidi, ma se sei uno sportivo e soffri di questa patologia troverai…
Integrazione

Creatina e donne: la guida completa

6 Mins read
Creatina, un integratore che ormai non ha più bisogno di presentazioni: costituisce uno degli integratori più venduti in ambito sportivo e sta…
Iscriviti alla nostra Newsletter