La liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.; Fam. Fabaceae) è una pianta medicinale diffusa in diverse regioni dell’Europa e dell’Asia. Nota sin dall’antichità per il gusto forte e proprietà curative, è stata considerata da sempre un bene prezioso, conosciuta anche come “oro nero”. La radice, dal sapore intenso, è principalmente usata in confetteria e per la realizzazione di prodotti dolciari. Tuttavia, la radice di liquirizia possiede anche proprietà medicinali che sono state utilizzate nella medicina tradizionale per secoli (1). Uno degli aspetti più interessanti della liquirizia riguarda le sue proprietà vasodilatatrici e gli effetti sul sistema cardiovascolare.
In questo articolo, esploreremo come la liquirizia influisce sul corpo umano, in particolare sulla pressione sanguigna e sul promuovere la vasodilatazione e discuteremo quando è opportuno evitarne il consumo.
Cosa contiene la radice di liquirizia?
I composti chimici della liquirizia sono saponine triterpeniche, in particolare la glicirrizina, il principale componente attivo di questa radice, è una molecola con un potere dolcificante 50 volte superiore a quello dello zucchero comune; sono presenti anche i flavonoidi come: liquiretina, glabridina, ed anche sali minerali e polisaccaridi (1).
Le ricerche scientifiche confermano che la glicirrizina può causare seri effetti collaterali se consumata in quantità elevate o per periodi prolungati. È generalmente consigliabile non superare i 100 mg di glicirrizina al giorno per un periodo massimo di 4-6 settimane (2).
Questi composti sono responsabili degli effetti che l’assunzione di liquirizia potrebbe causare al corpo umano, nel prossimo paragrafo andremo ad elencarne alcuni.
Che effetto fa la liquirizia sul corpo umano?
L’assunzione di liquirizia può comportare diversi effetti sul nostro organismo, attribuiti principalmente ai suoi componenti attivi visti in precedenza. Questa radice è nota per le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, espettoranti, gastroprotettive ed epatoprotettive; sono state riportate anche proprietà antivirali in particolare verso i virus che causano infezioni respiratorie (1).
Vediamo insieme gli effetti principali della liquirizia:
Effetti Gastrointestinali
Antiulcera e Protettivo: La glicirrizina ha effetti antinfiammatori e protettivi sulla mucosa gastrica, e potrebbe essere utile nel trattamento delle ulcere peptiche (3).
La glicirrizina, agisce riducendo l’acidità di stomaco, prevenendo la formazione di ulcere e migliorando i sintomi associati a disturbi della secrezione gastrica (es. esofagiti da reflusso).
Alcuni studi preclinici hanno evidenziato anche la capacità dei flavonoidi e dei polisaccaridi della liquirizia di promuovere l’eradicamento dell’infezione dell’Helicobacter pylori combinato con il trattamento farmacologico (4).
Effetti Antinfiammatori e Immunomodulanti
Inibizione delle Vie Infiammatorie: I flavonoidi presenti nella liquirizia, come la liquiritigenina, possono inibire le vie infiammatorie, riducendo la produzione di mediatori infiammatori (5).
Effetti Antivirali
Attività Antivirale: La glicirrizina ha dimostrato attività contro vari virus, tra cui il virus dell’epatite C e il virus dell’immunodeficienza umana (HIV). La sua azione può portare alla riduzione della replicazione virale, alla modulazione della risposta immunitaria, e alla riduzione dell’infiammazione cronica. Tuttavia, è importante sottolineare che la liquirizia non sostituisce la terapia antiretrovirale (ART) e non rappresenta una cura per l’HIV.
Gli effetti benefici devono essere ulteriormente confermati attraverso studi clinici di più ampia portata. Le ricerche future dovranno esplorare l’efficacia dei composti derivati dalla liquirizia nella prevenzione e nel trattamento della polmonite da virus dell’influenza A e come trattamento adiuvante nei pazienti infettati dall’HIV resistenti ai farmaci antiretrovirali (6).
Effetti Metabolici
Alcuni studi indicano che la liquirizia può influenzare il metabolismo del glucosio, migliorando la sensibilità all’insulina (7).
La liquirizia inoltre può influenzare i livelli ormonali, inclusi gli estrogeni, sia negli uomini che nelle donne.
La glicirrizina, è stata studiata per la sua capacità di riduzione della produzione di estrogeni. Alcune ricerche suggeriscono che questo composto può inibire l’enzima 17β-idrossisteroide deidrogenasi, che è coinvolto nella sintesi degli estrogeni, influenzando la funzione ovarica e il ciclo mestruale. (8)
Alcuni studi hanno esaminato gli effetti della liquirizia in donne in post menopausa, scoprendo che può migliorare alcuni sintomi legati alla carenza di estrogeni, come le vampate di calore. Questo suggerisce che la liquirizia può avere un effetto estrogenico moderato, utile per ridurre i sintomi della menopausa (9).
Le ricerche indicano che la liquirizia può agire sia da modulatore estrogenico che anti-estrogenico, a seconda del contesto, e quindi il suo uso dovrebbe essere attentamente monitorato, specialmente in chi ha condizioni sensibili agli ormoni.
Effetto della Liquirizia sulla Pressione Sanguigna
Sebbene la liquirizia possa avere effetti benefici sulla vasodilatazione, uno degli effetti collaterali più noti è l’aumento della pressione sanguigna. Questo effetto è principalmente dovuto alla glicirrizina, dato che può influenzare il metabolismo del sodio e del potassio nei reni. La glicirrizina, viene scissa in acido glicirrizico, che successivamente viene convertito in acido glicirretico dalla microflora intestinale umana. Quest’ultimo inibisce l’enzima 11-beta-idrossisteroide deidrogenasi di tipo 2, che è responsabile della conversione del cortisolo in cortisone. L’accumulo di cortisolo attivo può agire sui recettori dei mineralcorticoidi, causando ritenzione di sodio e acqua, perdita di potassio e, di conseguenza, ipertensione (10, 11).
Pertanto, il consumo eccessivo di liquirizia può portare a un aumento significativo della pressione arteriosa, rendendola inadatta per individui con ipertensione preesistente o con predisposizione a disturbi cardiovascolari (10,11).
Uno studio ha mostrato una relazione dose-risposta lineare tra il consumo di liquirizia e l’aumento della pressione sanguigna solo dopo due settimane (12).
Liquirizia vasodilatatore o vasocostrittore?
La liquirizia è un vasodilatatore o un vasocostrittore? Possiamo rispondere alla domanda affermando che la liquirizia può avere effetti sia vasodilatatori che vasocostrittori, a seconda dei composti attivi e del contesto fisiologico della persona che la assume.
La glicirrizina e l’acido glicirretico tendono ad avere effetti vasocostrittori attraverso l’interazione con i recettori mineralcorticoidi e l’aumento della pressione sanguigna (10). Al contrario, le proprietà vasodilatatrici della liquirizia possono essere attribuite principalmente ai suoi componenti attivi, come la glicirrizina e i flavonoidi. La glicirrizina e il suo metabolita, l’acido glicirretico, influenzano il metabolismo dei corticosteroidi e possono avere effetti mineralcorticoidi che influenzano la pressione sanguigna e la vasodilatazione. Nello studio pubblicato nel 2006 su Regulatory Toxicology and Pharmacology si discute come l’acido glicirretico influenzi i livelli di aldosterone, con possibili effetti ipertensivi e ipopotassemici (13). I flavonoidi presenti nella liquirizia possono invece contribuire alla vasodilatazione attraverso diversi meccanismi, tra cui la modulazione dell’ossido nitrico (NO) che agisce a livello dei vasi sanguigni promuovendo la vasodilatazione (14).
Quando non mangiare liquirizia?
La radice di liquirizia e i suoi estratti, sono medicinali vegetali di uso tradizionale e secondo l’EMA (European Medicine Agency), sono indicati in caso di dispepsia, bruciore di stomaco e tosse dovuta a raffreddamento.
Quando si parla di rimedi per la salute, la quantità è un parametro molto importante da considerare: questo significa che anche la liquirizia, come tutte le erbe officinali, deve essere consumata senza esagerare, in quanto un utilizzo eccessivo di liquirizia, come di ogni altra pianta può portare all’insorgere di alcune contro-indicazioni.
Un uso eccessivo di liquirizia è sconsigliato nei seguenti casi: ipertensione e problemi cardiovascolari che potrebbero essere amplificati dal suo consumo, gravidanza e allattamento, insufficienza renale per le sue proprietà diuretiche (15).
Inoltre, la liquirizia può interagire con vari farmaci, tra cui anticoagulanti, steroidi e farmaci per la regolazione della pressione sanguigna.
Questo fenomeno è dovuto alla glicirrizina e all’acido glicirretico, che aumentano l’espressione di enzimi responsabili del metabolismo di molti farmaci e delle proteine coinvolte nel loro assorbimento ed eliminazione dall’organismo (16), per questo è sempre importante consultare il proprio medico se si stanno assumendo questi farmaci.
Cosa fa la liquirizia al cuore?
Come abbiamo visto in precedenza, la glicirrizina può portare ad un aumento della pressione sanguigna inducendo la ritenzione di sodio e acqua, ed aumentando l’escrezione di potassio, questo determina un aumento della pressione arteriosa (17). Questo può provocare ipopotassiemia, ovvero una diminuzione di livelli di potassio nel sangue e di conseguenza può determinare debolezza muscolare, aritmie e altre complicazioni cardiache (18, 11, 15).
Conclusione
In conclusione, la liquirizia possiede numerose proprietà benefiche e medicinali, è però cruciale consumarla con moderazione e consapevolezza dei potenziali effetti collaterali. Le persone con condizioni problemi cardiovascolare e/o di pressione sanguigna, dovrebbero consultare il medico prima di includere la liquirizia o il suo estratto all’interno della loro dieta.

