Il ginseng è una pianta medicinale nota da millenni nella medicina tradizionale cinese e coreana, rinomata per i suoi numerosi benefici per la salute. Le prime testimonianze dell’uso del ginseng risalgono a più di 2000 anni fa (1).
Esistono diverse varietà di ginseng, tra cui il Panax ginseng (originario dell’Asia) e il Panax quinquefolius (originario degli Stati Uniti). Le radici di questa pianta contengono una miscela complessa di saponine (denominate ginsenosidi e panaxosidi), componenti bioattive responsabili di molte delle proprietà terapeutiche del ginseng. La radice ha forma cilindrica, lunga fino a circa 20 cm e 2,5 cm di diametro (2-3).
In questo articolo riassumiamo le attuali conoscenze sul ginseng e sulla sua caratteristica di promuovere la vasodilatazione, migliorando la circolazione sanguigna e influenzando positivamente la salute cardiovascolare.
Quali sono le proprietà del ginseng?
Al ginseng sono conferite proprietà adattogene, ovvero di aiutare l’organismo a rispondere allo stress eccessivo, sia mentale che fisico, moderando e ristabilendo le funzioni di risposta agli stress dell’organismo. Diversi studi hanno, infatti, evidenziato che questa radice sia in grado di migliorare la resistenza alla fatica, e allievare la stanchezza (4). Inoltre, il ginseng migliora la capacità di concentrazione, di calcolo e di attenzione. (4).
Che effetto ha il ginseng?
Il Ginseng sembrerebbe avere diversi effetti, tra cui:
- Effetto immunomodulatore: diminuirebbe l’incidenza di influenza e raffreddore, potenziando il sistema immunitario.
- Effetto cardio-metabolico: porterebbe ad un miglioramento del profilo lipidico plasmatico, diminuendo i livelli di glucosio nel sangue e migliorando la pressione sanguigna (5,6). Gli estratti di Panax ginseng potrebbero essere inclusi nella dieta di pazienti con malattie cardiovascolari, iperlipidemia e diabete (5,6).
- A livello cardiovascolare: il ginseng, soprattutto il Panax ginseng, è noto per i suoi effetti benefici sul sistema cardiovascolare. I composti bioattivi, i ginsenosidi, favorirebbero la vasodilatazione, un processo che porta all’aumento del diametro delle pareti dei vasi sanguigni. Ciò permetterebbe un maggior flusso sanguigno migliorando l’ossigenazione dei tessuti. Di conseguenza, il ginseng potrebbe contribuire a migliorare la resistenza fisica, ridurre la fatica e potenzialmente abbassare la pressione sanguigna in individui con valori elevati. Sono però necessari maggiori studi per valutare i reali effetti (7, 8, 9).
- Effetto ergogenico: i dati suggeriscono che l’assunzione di estratti di Panax ginseng potrebbe essere associata ad effetti ergogenici e ad un aumento della forza muscolare. L’inclusione del Panax ginseng nella dieta degli atleti, grazie alla presenza di polifenoli, contribuirebbe a migliorare la resistenza fisica del corpo e aiuterebbe il corpo a recuperare tra gli allenamenti (10, 11, 12).
l ginseng è una pianta utilizzata da secoli nella medicina tradizionale per vari scopi, tra cui il miglioramento della funzione sessuale poiché è in grado di stimolare un aumento della sintesi di ossido nitrico (NO), determinando il rilassamento dei vasi sanguigni (13). Diversi studi dimostrano che l’aumento di ossido nitrico determina la dilatazione dai vasi sanguigni, in particolare, a livello dei corpi cavernosi (14).
Diversi studi hanno investigato l’efficacia del ginseng nella disfunzione erettile:
- Uno studio pubblicato sul Journal of Urology ha riportato che gli uomini che hanno assunto 900 mg di ginseng rosso coreano tre volte al giorno per otto settimane hanno mostrato miglioramenti significativi nella funzione erettile rispetto al gruppo placebo (14).
- Una metanalisi pubblicata nel British Journal of Clinical Pharmacology ha concluso che il ginseng potrebbe essere efficace nel migliorare la funzione erettile, anche se i risultati variano e sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questi benefici (15).
Il ginseng potrebbe offrire benefici per gli uomini con disfunzione erettile, ma è essenziale considerarlo come parte di un approccio complessivo alla salute sessuale, che include uno stile di vita sano, la gestione dello stress e la consulenza medica professionale.
Chi ha la pressione alta può bere ginseng?
L’effetto del ginseng sulla pressione sanguigna è complesso e può variare in base alla dose e al tipo di ginseng utilizzato. Come detto precedentemente, alcuni studi suggeriscono che il ginseng possa aiutare a ridurre la pressione sanguigna grazie alle sue proprietà vasodilatatrici (7,8,9). Tuttavia, chi soffre di ipertensione dovrebbe consultare il proprio medico prima di assumere ginseng così da valutarne i benefici.
Chi non deve prendere il ginseng?
Nonostante i numerosi benefici, il ginseng non è adatto a tutti. È sconsigliato alle donne in gravidanza o in allattamento a causa della mancanza di studi sufficienti sulla sicurezza in queste condizioni. Inoltre, le persone che assumono anticoagulanti, dovrebbero evitare il ginseng, poiché può aumentare il rischio di sanguinamento. È sconsigliata l’associazione con farmaci antidepressivi, ipoglicemizzanti, antiaggreganti piastrinici, chemioterapici, antiestrogeni, alcool e sostanze neurostimolanti (inclusa caffeina, sinefrina, efedra).
Anche chi soffre di malattie autoimmuni deve prestare attenzione, poiché il ginseng può fungere da boost per il sistema immunitario (SI). Una malattia autoimmune è caratterizzata da una disfunzione del sistema immunitario che porta l’organismo a scambiare l’endogeno per esogeno, ovvero ad attaccare i propri tessuti riconoscendoli come “estranei” per errore: è facile intendere che tutto ciò che porta attivazione e “stimolazione” del sistema immunitario in questi soggetti potrebbe comportare un peggioramento della malattia e dei suoi sintomi (16).
Quali sono gli effetti collaterali del ginseng?
Il ginseng è ben tollerato: sono stati riscontrati solo effetti avversi di bassa entità come disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, costipazione), orticaria, prurito, asma acuta e insonnia. In seguito a somministrazioni prolungate sono stati segnalati alcuni effetti secondari come tachicardia e nervosismo (7). Questi effetti sono risultati più frequenti se il ginseng viene assunto ad alte dosi.
Sono presenti effetti collaterali anche nel caso si assuma Ginseng contemporaneamente a sostanze neurostimolanti (16).
L’EMA, Agenzia europea per i medicinali, consiglia l’uso di integratori a base di ginseng per brevi periodi (non più di tre mesi) e alle dosi raccomandate (3 g di radice secca al giorno con un minimo di 800 mg). Infatti, a dosaggi elevati e per trattamenti prolungati è stata riportata una condizione nota come “sindrome da abuso di ginseng” caratterizzata da tremori, diarrea, irritabilità e insonnia (7).
Chi soffre di tachicardia può bere il ginseng?
Il ginseng, grazie ai suoi effetti stimolanti sul sistema nervoso, potrebbe peggiorare le aritmie. Chi soffre di tachicardia è generalmente sconsigliato (7). In questo caso, è fondamentale consultare un medico prima di assumere ginseng per valutare la sicurezza e l’adeguatezza di questo integratore nella propria dieta.
Conclusioni
Il ginseng è una pianta con molteplici applicazioni che porta numerosi benefici per la salute, ed è un valido alleato in caso di stress psico-fisico. È essenziale che il suo utilizzo sia valutato con attenzione, specialmente per chi soffre di specifiche condizioni mediche come ipertensione e tachicardia.
La pianta ha un grande potenziale per essere in protocolli per il trattamento di diverse condizioni cardio metaboliche, per una migliore esplorazione dei benefici e delle future applicazioni dell’estratto di Panax ginseng, dovrebbero essere condotti studi multicentrici randomizzati in doppio cieco.

