Alimentazione

Ortoressia nervosa: quando il mangiare sano diventa ossessione

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L’ortoressia nervosa (ON) è un disagio caratterizzato dalla preoccupazione patologica nei confronti dell’alimentazione e dei suoi effetti sulla salute (1). Attualmente inserita nel DSM-V tra i disturbi evitanti/restrittivi dell’assunzione di cibo, è una condizione sempre più diffusa, soprattutto tra i giovani adulti, e la sua diagnosi risulta ancora controversa poiché spesso è difficile distinguerla dalla semplice attenzione a un’alimentazione sana.

In questo articolo analizzeremo cos’è l’ortoressia nervosa, quali sono i suoi sintomi e le sue caratteristiche principali e come affrontarla.

Cos’è l’ortoressia nervosa?

L’espressione “ortoressia nervosa” fu coniata nel 1997 dal medico Steven Bratman e comparve ufficialmente nel 2004 in uno studio italiano che la citò per la prima volta descrivendola come un’ossessione maniacale per la ricerca di alimenti sani (2). L’associazione del termine “ortoressia” (dal greco “appetito corretto”) con l’attributo “nervosa” indica infatti un comportamento disfunzionale incentrato sul consumo di alimenti percepiti come sani e sull’evitamento di alimenti con un potenziale effetto negativo sulla salute o con scarso valore nutrizionale. La preoccupazione può estendersi anche a metodi di preparazione, provenienza delle materie prime, presenza di additivi e bilanciamento dei macronutrienti (3).

Quali sono i soggetti più a rischio?

In ambito clinico è frequente osservare situazioni in cui l’attenzione al benessere e alla salute evolve progressivamente in forme di controllo rigido e disfunzionale. Alcuni profili ricorrenti, sulla base dell’esperienza ambulatoriale dell’autrice, includono:

  • Persone che trascorrono molto tempo sui social e si espongono a contenuti inerenti ricette “fit”, “meal prep”, “cosa mangio in un giorno”, stile di vita “clean” e consigli nutrizionali. Spesso questi contenuti trasmettono un’idea irrealistica di perfezione e spingono all’emulazione. (Questo aspetto è praticamente sempre presente e costituisce uno dei principali fattori di mantenimento del disturbo [NdA]).
  • Persone molto attente alla salute, che in genere si tengono aggiornate su temi relativi a prevenzione e lifestyle reperendo per lo più informazioni da siti web, tv e social. Quando le fonti non sono scientificamente attendibili oppure le informazioni sono ipersemplificate e non contestualizzate, si rischia di interiorizzare paure ingiustificate.
  • Ragazzi e ragazze molto giovani che si approcciano per la prima volta al mondo del fitness e del bodybuilding con la convinzione di dover seguire la “dieta da palestra” per ottenere risultati.
  • Atleti di bodybuilding o semplici appassionati di fitness. Anche tra gli appassionati non professionisti può nascere una tendenza al controllo esasperato dell’alimentazione, con piani rigidi e ansia nei confronti dei cibi ritenuti “sgarri”.
  • Soggetti con una storia pregressa di disturbi alimentari. L’ortoressia può rappresentare una trasformazione del disturbo: dal focus su peso e calorie al controllo sulla qualità del cibo.

Quali sono le principali caratteristiche dell’ortoressia nervosa?

L’ortoressia nervosa si differenzia da altri Disturbi dell’Alimentazione e Nutrizione (DAN) per la preoccupazione patologica nei confronti delle caratteristiche qualitative – e non quantitative – del cibo. Il soggetto che soffre di questa condizione aderisce rigidamente a regole alimentari autoimposte e prova stati di distress emotivo quando le trasgredisce, compromettendo la qualità della vita e le relazioni sociali.

Bisogno di controllo e perfezionismo sono tratti comuni ad altri DAN, come anoressia nervosa (AN) e bulimia nervosa (BN), ma se in questi ultimi il controllo riguarda più che altro la restrizione quantitativa e la repressione degli impulsi, nell’ortoressia nervosa c’è un rigido sistema di controllo-qualità che verifica che tutto ciò che entra a contatto con il corpo sia “sano” e che detta regole, trasgredendo le quali il soggetto si sente di mettere in pericolo la propria salute.

Quali sono i sintomi dell’ortoressia?

Chi soffre di ortoressia nervosa può manifestare alcuni segnali tipici, tra cui (3):

  • ansia, preoccupazione, vergogna o rabbia nel mangiare un alimento ritenuto non sano;
  • senso di appagamento nel condurre uno stile di vita “pulito”;
  • giudizio negativo verso chi non segue lo stesso stile alimentare;
  • evitamento delle occasioni e/o isolamento sociale per intolleranza verso le abitudini altrui;
  • rigidità mentale e scarsa flessibilità nelle situazioni conviviali (compleanni, cene, aperitivi, festività);
  • pianificazione meticolosa dei pasti e comportamenti ritualistici;
  • uso eccessivo di integratori con presunti effetti salutari;
  • esclusione di intere categorie di alimenti (alimenti industriali, glutine, lattosio, zuccheri, farine raffinate), con possibili carenze nutrizionali;
  • iperselettività nelle scelte alimentari: solo alimenti biologici, senza OGM, carne da animali allevati senza antibiotici, pesce pescato in zone FAO poco inquinate, solo alimenti sfusi. Anche la scelta di escludere gli alimenti di derivazione animale dalla propria dieta può in alcuni casi associarsi all’ortoressia nervosa (4)

Sovrapposizione con altri disagi psicologici

La difficoltà nel determinare i confini diagnostici dell’ortoressia nervosa deriva anche dal fatto che questo disturbo presenta diverse sovrapposizioni, in termini di sintomatologia, con alcune patologie psichiatriche (4):

  • Disturbo d’Ansia da malattia (Ipocondria) → La preoccupazione eccessiva per la salute potrebbe esacerbare i sintomi dell’ON. In questo caso, l’attenzione maniacale verso un’alimentazione sana potrebbe rappresentare un riadattamento psicopatologico per gestire l’ansia legata alle malattie e alla paura della morte
  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) → Pensieri intrusivi, rituali alimentari, preoccupazione per la purezza, con la differenza che nel DOC questi comportamenti vengono vissuti come un problema, mentre nell’ON il soggetto considera i propri comportamenti volontari e anzi li vive con soddisfazione
  • Disturbi alimentari (ED) restrittivi → la restrizione dietetica e la paura di alcune categorie di alimenti sono tratti comuni all’AN, dove però il soggetto è iperfocalizzato sulla quantità di cibo e sul controllo del peso e delle forme corporee, mentre nell’ortoressia il focus principale è la qualità degli alimenti.

La zona grigia tra comportamento sano e patologia: verso la definizione dei criteri diagnostici per l’ON

Un passo fondamentale verso il riconoscimento dell’ON come un vero e proprio disturbo alimentare è stato compiuto nel 2022 con lo studio di Donini et al., pubblicato sulla rivista Eating and Weight Disorders – Studies on Anorexia, Bulimia and Obesity (5). Un gruppo di 47 esperti ha proposto 27 criteri diagnostici per l’ortoressia nervosa, confermando inoltre che questo disturbo può precedere, coesistere o seguire altri disturbi alimentari, configurandosi parimenti come una strategia di coping disadattiva. Sono inoltre stati definiti i criteri di esclusione: restrizioni dietetiche dovute a specifiche condizioni mediche, limitazioni economiche per cui il soggetto non può accedere a determinati alimenti, scelte alimentari legate a motivi culturali o religiosi.

Uno degli aspetti più complessi dell’ortoressia nervosa è la sottile linea di confine tra alimentazione attenta e ossessione. Al giorno d’oggi, l’educazione alimentare è fortemente incentivata, le informazioni nutrizionali sono ampiamente accessibili e il perfezionismo, complici i social, è un ideale a cui molti aspirano: è facile quindi cadere in un atteggiamento di ipercontrollo senza rendersene conto. Mangiare in maniera bilanciata e prediligere alimenti di qualità significa senz’altro fare scelte consapevoli, ma è quando tutto questo interferisce con la vita quotidiana e il benessere psicologico che il confine con la patologia viene oltrepassato. Il comportamento ortoressico si associa a rigidità mentale e senso di colpa, elementi che nel soggetto sano non sono presenti: quando il cibo è vissuto con un approccio sereno e flessibile, consumare occasionalmente alimenti meno salutari non dovrebbe essere motivo di ansia o frustrazione.

Come affrontare l’ortoressia?

Come per gli altri disturbi del comportamento alimentare, la diagnosi di ortoressia nervosa spetta al professionista della salute mentale, ossia al medico psichiatra o allo psicologo psicoterapeuta. Il trattamento dell’ON richiede un approccio multidisciplinare in cui siano coinvolti psicoterapeuti, nutrizionisti e medici, allo scopo di rieducare a mangiare senza ossessioni, restrizioni e paure. Alcuni passi fondamentali includono:

  • Riconoscere il problema: prendere consapevolezza che l’ossessione per il cibo sano sta compromettendo equilibrio psicologico e relazioni e che la salute dipende da svariati fattori, non tutti controllabili attraverso l’alimentazione
  • Introdurre gradualmente gli alimenti esclusi e allenare la flessibilità alimentare, accettando che un’alimentazione equilibrata e sana può includere tutto, senza privazioni
  • Lavorare sulle cause psicologiche attraverso la psicoterapia
  • Richiedere un supporto farmacologico, qualora il medico lo ritenga necessario

Conclusioni

Come per tutti i disturbi del comportamento alimentare, riconoscere precocemente i segnali dell’ortoressia nervosa è essenziale per evitare che i pensieri e i comportamenti disfunzionali si cronicizzino. I professionisti della nutrizione, oltre a praticare l’ascolto attivo del paziente per individuare i campanelli d’allarme, dovrebbero promuovere un approccio più equilibrato, in cui il “mangiare sano” sia certamente considerato un aspetto del benessere ma non l’unico. La salute, infatti, dipende da molteplici fattori, tra cui benessere psicologico, relazioni e capacità di vivere (tutto) il cibo con piacere, senza un controllo esasperato e senza paura. Inoltre, l’eventuale e auspicabile inclusione ufficiale dell’ortoressia nervosa tra i disturbi del comportamento alimentare nella prossima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-6) potrebbe fornire ai professionisti della salute mentale strumenti più efficaci per il riconoscimento, la gestione e il trattamento di questa condizione.

Bibliografia

(1) American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta edizione. DSM-5. Tr.it. Raffaello Cortina, Milano, 2015

(2) Donini LM, Marsili D, Graziani MP, Imbriale M, Cannella C. Orthorexia nervosa: a preliminary study with a proposal for diagnosis and an attempt to measure the dimension of the phenomenon. Eat Weight Disord. 2004 Jun;9(2):151-7. doi: 10.1007/BF03325060. PMID: 15330084.

(3) Orsi, E. (2024). DCA in palestra. Project Invictus

(4) Ng, Qin Xiang & Lee, Dawn & Yau, Chun En & Han, Ming Xuan & Liew, Jacqueline & Teoh, Seth & Ong, Clarence & Yaow, Clyve & Chee, Kuan. (2024). On Orthorexia Nervosa: A Systematic Review of Reviews. Psychopathology. 57. 1-14. 10.1159/000536379.

(5) Donini LM, Barrada JR, Barthels F, Dunn TM, Babeau C, Brytek-Matera A, Cena H, Cerolini S, Cho HH, Coimbra M, Cuzzolaro M, Ferreira C, Galfano V, Grammatikopoulou MG, Hallit S, Håman L, Hay P, Jimbo M, Lasson C, Lindgren EC, McGregor R, Minnetti M, Mocini E, Obeid S, Oberle CD, Onieva-Zafra MD, Opitz MC, Parra-Fernández ML, Pietrowsky R, Plasonja N, Poggiogalle E, Rigó A, Rodgers RF, Roncero M, Saldaña C, Segura-Garcia C, Setnick J, Shin JY, Spitoni G, Strahler J, Stroebele-Benschop N, Todisco P, Vacca M, Valente M, Varga M, Zagaria A, Zickgraf HF, Reynolds RC, Lombardo C. A consensus document on definition and diagnostic criteria for orthorexia nervosa. Eat Weight Disord. 2022 Dec;27(8):3695-3711. doi: 10.1007/s40519-022-01512-5. Epub 2022 Nov 27. Erratum in: Eat Weight Disord. 2023 Sep 16;28(1):76. doi: 10.1007/s40519-023-01599-4. PMID: 36436144; PMCID: PMC9803763.

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