I disturbi dell’alimentazione sono tra i più comuni e gravi problemi di salute che affliggono gli adolescenti e se non trattati tempestivamente e nel modo ottimale, interrompono il normale processo di sviluppo psicofisico e producono gravi danni alla salute fisica e psicosociale dei giovani. In questo articolo parleremo di quali sono i disturbi alimentari nello sport, quali sono le cause e come provare a prevenirli.
Cosa sono i disturbi alimentari?
L’identificazione, la valutazione e la gestione dei disturbi alimentari (DE) sono complessi. Il disturbo alimentare (DE) esiste lungo lo spettro che va dalla nutrizione ottimale ai disturbi alimentari clinici. (Figura 1) (10)

Figura 1: Lo spettro del comportamento alimentare nell’atleta ad alte prestazioni, dalla nutrizione ottimale all’alimentazione disordinata fino ai disturbi alimentari. DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quinta edizione. (10)
Dalla Figura 1, è possibile notare una linea molto sottile tra una sana alimentazione e l’ossessione malsana con il termine “mangiare sano”. I confronti tra disordini alimentari (ED) e disturbi alimentari (DE) sono mostrati in tabella 1.
I disordini alimentari sono caratterizzati da rapporti problematici con il cibo che possono mirare ad un controllo del peso, uso di pillole dimagranti, eccessivo esercizio fisico, saune, abbuffate occasionali, ma i pensieri relativi al cibo e al mangiare sano non occupano la maggior parte della giornata del soggetto e non risultano comportamenti ossessivi come invece accade per i disturbi alimentari caratterizzati dai criteri diagnostici secondo il DSM-5 (American Psychiatric Association, 2013). (1,10)
| Tabella 1 – Caratteristiche dei disturbi alimentari rispetto ad una alimentazione disordinata negli atleti d’élite (ristampato con il permesso della Dichiarazione di consenso del CIO sulla salute mentale negli sport d’élite) | |
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DISTURBI ALIMENTARI |
DISORDINI ALIMENTARI |
| Restrizioni, abbuffate o purghe si verificano spesso più volte alla settimana | Possono verificarsi comportamenti patogeni utilizzati per controllare il peso (p. es., restrizioni occasionali, uso di pillole dimagranti, abbuffate, purghe o uso di saune o “corse di sudore”) ma non con regolarità |
| Le ossessioni con pensieri sul cibo e sul mangiare si verificano per la maggior parte del tempo | I pensieri sul cibo e sul mangiare non occupano gran parte della giornata |
| I modelli alimentari e le ossessioni precludono il normale funzionamento delle attività di routine | Il funzionamento delle attività di routine di solito rimane intatto |
| La preoccupazione per il “mangiare sano” porta a significative restrizioni dietetiche | Potrebbe esserci una preoccupazione per un’alimentazione sana o un’attenzione significativa ai parametri calorici o nutrizionali della maggior parte degli alimenti consumati, ma l’assunzione rimane accettabile |
| Un esercizio eccessivo, oltre a quello raccomandato dagli allenatori può essere esplicitamente utilizzato come mezzo frequente per eliminare i carboidrati | Anche se l’esercizio fisico potrebbe non essere utilizzato regolarmente in quantità eccessive per eliminare le calorie, potrebbe esserci un focus cognitivo sul bruciare calorie durante l’attività fisica |
I singoli atleti possono spostarsi lungo lo spettro del comportamento alimentare in qualsiasi momento della loro carriera. I disturbi alimentari sono particolarmente comuni nei seguenti sport: (5,10)
- Sport/discipline estetici (ginnastica artistica, danza, pattinaggio, nuoto sincronizzato per esempio) mirano ad una performance e valutazione estetica collegata ad una particolare composizione corporea che viene poi promossa e incoraggiata nei concorrenti anche dalla divisa da gara. Nel bodybuilding, poi, si vede l’estetica come l’unico obiettivo finale e il corpo è il risultato stesso della gara in cui viene sottoposto al giudizio secondo determinati canoni estetici di valutazione.
- Negli sport di resistenza, il peso è correlato alla prestazione e un peso più leggero potrebbe migliorarla;
- Negli sport di categoria di peso come tutti gli sport di combattimento (per esempio, judo, boxe, wrestling), Powerlifting e Weightlifting, gli atleti non potranno competere se il loro peso è superiore al limite massimo previsto per quella categoria.
Alcune evidenze sembrerebbero attribuire agli sport sopracitati una maggior prevalenza nello sviluppare disturbi dell’alimentazione. (5)
Quali sono i principali disturbi alimentari nello sport?
Il DSM-5 classifica diversi disturbi alimentari ma, nello sport i principali disturbi sono i seguenti.
L’anoressia nervosa è caratterizzata da una eccessiva restrizione calorica che porta ad un peso corporeo significativamente basso, intensa paura di aumentare di peso e alterazione del modo in cui il peso viene vissuto dall’individuo. L’anoressia nervosa può essere anche atipica (specie negli atleti) ed è caratterizzata dalla presenza di psicopatologia molto intensa non per forza associata a grave sottopeso.
La bulimia nervosa è caratterizzata prevalentemente da livelli bassi di autostima e frequenti e rapide abbuffate alimentari senza controllo, seguite da ricorrenti condotte compensatorie inappropriate. (1,5)
Sebbene siano due disturbi alimentari diversi anoressia e bulimia hanno un meccanismo sottostante comune: vi è una autovalutazione basata sul peso e sulla forma del corpo ricorrendo a mezzi non salutari per il controllo del peso.
Il Binge eating è caratterizzato prevalentemente da ricorrenti episodi di abbuffata non seguiti da condotte compensatorie.
Poiché è possibile migrare da un disturbo alimentare all’altro e vi sono altri disturbi alimentari con altra specificazione o senza specificazione, la classificazione DSM5, che identifica solo alcuni disturbi alimentari, non riflette prettamente la realtà clinica. (1)
L’ortoressia nervosa e la vigoressia sono due esempi di disturbi non descritti nella classificazione DSM-5 e presenti nello sport.
L’Ortoressia Nervosa (ON) si riferisce a una preoccupazione eccessiva per l’alimentazione sana che implica l’evitamento di generi alimentari valutati “non salutari”, un’eccessiva quantità di tempo dedicata ad acquisire informazioni sulla composizione del cibo e a preparare specifici alimenti sulla base di criteri percepiti come salutari (8). La vigoressia o dismorfismo muscolare (MD) è definito come un disturbo ossessivo-compulsivo, sia per l’ossessione per la muscolatura, sia per la compulsione all’esercizio fisico. Produce importanti cambiamenti nel comportamento alimentare, portando a diete radicali e all’uso di integratori alimentari per compensare o ottenere massa muscolare e ridurre la massa grassa corporea. (3)
Conseguenze dei disturbi alimentari sulla salute e sulle prestazioni
Le conseguenze dei comportamenti di DE possono includere squilibri elettrolitici, disidratazione, carenze nutrizionali, problemi gastrointestinali (dentali, gengivali, sanguinamento, ulcerazione, gonfiore, costipazione) e problemi di salute mentale (depressione, ansia, disturbi della personalità, abuso di sostanze, autocontrollo, danno e ideazione suicidaria). (1,2,4,7,10)
Disturbi alimentari (DE) e bassa disponibilità di energia (LEA) possono verificarsi insieme o separatamente e l’identificazione di uno richiede l’indagine dell’altro. Se la DE è associata alla LEA potrebbe verificarsi la soppressione dei processi fisiologici, con conseguenti danni alla salute delle ossa, alla funzione mestruale, allo stato endocrino, metabolico ed ematologico, alla crescita e allo sviluppo, al benessere psicologico e al sistema cardiovascolare, gastrointestinale e immunologico. Le conseguenze a lungo termine del LEA sono particolarmente critiche per l’atleta adolescente, in quanto influenzano l’accumulo del picco della densità minerale ossea (BMD) e statura e nello sviluppo del sistema neurologico e riproduttivo. (Figura 2)
Le conseguenze sulla prestazione sportiva possono portare ad un maggiore rischio di lesioni muscolari e infortuni muscolo-scheletrici, oltre ad una riduzione della capacità di allenamento, di recupero e di adattamento. (2,7,10)

FIGURA 2: Conseguenze sulla salute della carenza energetica relativa nello sport (RED-S). (7)
Un atleta può essere stabile nel peso ma carente di energia, quindi, il peso non dovrebbe essere l’unico obiettivo della valutazione multimodale di un’alimentazione disordinata. I rischi coinvolti nei disturbi alimentari sono molteplici e devono essere indagati da una equipe multidisciplinare al fine di prevenire conseguenze spiacevoli all’individuo. L’identificazione precoce garantisce un intervento corretto e veloce nel soggetto; tuttavia, risulta essere molto difficile negli atleti per la presenza di diverse barriere come ad esempio paura e vergogna. È necessario il coinvolgimento di figure terapeutiche, nutrizionali e allenatori in modo da aiutare al meglio il soggetto coinvolto. (7, 10)
Prevenzione dei disturbi alimentari
La salute e il benessere degli atleti devono rimanere sempre l’obiettivo principale della prevenzione e della gestione della DE nello sport. Creare un ambiente e una cultura che contribuiscano alla prevenzione dei disturbi alimentari (DE) è della massima importanza per promuovere la salute di tutti gli atleti e ridurre al minimo il rischio e l’incidenza della DE. I punti chiave della prevenzione sono identificati da Sundgot-Borgen e Torstveit (2010) e includono la promozione della salute e del benessere e la riduzione dell’enfasi sul peso corporeo. La prevenzione della DE può anche comportare la promozione di modifiche alle regole sportive “malsane” e l’identificazione di strategie per mitigare le regole esistenti “a rischio”. I programmi educativi sono il metodo più adatto di prevenzione primaria della DE e degli ED. (3,6,9,10)
Tutti nel sistema sportivo hanno un ruolo importante nel riconoscere e intervenire precocemente un soggetto affetto da disturbo alimentare. La consapevolezza, il riconoscimento e l’invio dell’atleta affetto da DE a un Centro specializzato in Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, composto da psicologi, medici e dietisti/nutrizionisti costituiscono la base del supporto per un’alimentazione ottimale. Inoltre, le organizzazioni sportive dovrebbero sviluppare linee guida specifiche per lo sport sulla DE per ottimizzare al meglio la salute e le prestazioni. La migliore pratica in questo settore prevede che gli allenatori, i membri del personale di supporto sportivo e i giudici siano sottoposti ad un programma formativo iniziale completo e a sessioni regolari di aggiornamento.

